Il sorpasso: Lega primo partito

17 Giugno 2018

Corrado Guzzanti ne aveva fatto qualche anno fa una divertente parodia: Bossi nei panni di Gassman e Tremonti in quelli di Trintignant. Oggi si potrebbe sostituire Bossi con Salvini e Tremonti con Di Maio, e il risultato non sarebbe dissimile. La forza dell’uno contro la debolezza, la timidezza quasi, dell’altro; il navigato politico da una parte, il neofita un po’ ingenuo dall’altra. Lega insieme – ma un po’ anche contro – ai 5 stelle.

Il sorpasso ce lo aspettavamo tutti, ma forse non con questi tempi rapidi, magari tra qualche mese. E invece è già qui. Molti dei sondaggi che stanno uscendo in questi giorni vanno nella stessa direzione: la Lega è diventato il primo partito, raggiungendo e poi distanziando il suo partner di governo. Acquisendo votanti da ciò che resta del centro-destra, con Forza Italia in netta crisi di consensi e con gli stessi Fratelli d’Italia in leggero regresso, la coalizione nella sua interezza rimane più o meno agli stessi livelli delle elezioni del 4 marzo, ma gran parte dei voti sono ormai di Salvini e del suo partito.

E il Movimento 5 stelle arranca, privato com’è oggi della sua parte più di sinistra, pentastellati non molto contenti di un’alleanza troppo virata sui contenuti leghisti e che si astengono ora dal riconfermare la propria precedente scelta in favore del M5s. Le parti, dunque, si sono invertite a livello elettorale: Lega in testa, grazie a politiche chiaramente condivise da tutto l’elettorato di centro-destra e anche da significative porzioni di altre parti politiche; M5s in seconda posizione, che rischia di perdere sempre più appeal, se non individua anch’esso velocemente qualche tema condiviso dagli italiani.

I gesti simbolici e le dichiarazioni pungenti di Salvini vengono apprezzati da una vasta maggioranza degli elettori, il che permette al governo nel suo complesso di ottenere livelli di fiducia mai raggiunti prima dai precedenti esecutivi. D’altra parte, se sommiamo i voti (potenziali) dei due partiti al governo, arriviamo ad un totale superiore al 60%; aggiungendo qualche altro elettore di centro-destra, il consenso per Giuseppe Conte arriva facilmente vicino ai due terzi della popolazione.

E l’opposizione? Resta lì dove era posizionata qualche mese fa, senza slanci né ribassi. Il suo orticello del 20-25% di italiani che tifano sinistra o centro-sinistra rimane immutato, in attesa di qualcuno o qualcosa che possa rinvigorire una forza politica che non sa bene da che parte andare, e cosa dire. Almeno per un annetto, se non due, le cose resteranno così. Poi, come accade appunto nel “Sorpasso”, potrebbe anche esserci un incidente di percorso per il governo. Speriamo ovviamente incruento.

TAG: matteo salvini, movimento 5 stelle
CAT: Partiti e politici

6 Commenti

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  1. evoque 2 anni fa

    Piano piano con questi entusiasmi. C’è sempre il proverbio che ci ricorda: chi rapidamente sale, precipitevolissimevolmente cade.
    Ahi ahi, che dolor!

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  2. ferdy 2 anni fa

    Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala.Forse quella di Salvini avrà la pedalata assistita?Mah!

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  3. palma 2 anni fa

    “precipitevolissimevolmente cade”
    Magari con una spintarella da parte di certa magistratura che ha dimostrato, nel corso degli anni, di essere orba dell’occhio sinistro

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  4. cantelmo19 2 anni fa

    speriamo che invece, l’incidente cruento, lo abbia paolo natale , autore di codesta spazzatura verbale. L’orticello di quel 20-25% di italiani che tifano centro e centro sinistra, è fatto di persone benestanti , nonchè ottuse, che campano di nostalgia e non vivono sulla loro pelle i veri problemi che hanno spinto molte persone al cambiamento: gente che non può permettersi di campar di ideali oppure dare un voto per mera tradizione. Se avessero anch’essi qualche difficoltà nel far quadrar il bilancio familiare, credo che forse penserebbero in modo più razionale e pragmatico e non butterebbero nell’urna i voti ma punirebbero quello schieramento politico che da decenni non fa altro che viver di rendita , facendo tutto il possibile, tranne qualcosa di sinistra. Quell’orticello di ottusi non vive che di simboli e di vecchi stemmi impolverati ma una cosa a noi altri da’ fastidio più che il resto: il fatto che qualcuno si ostini a chiamar sinistra quella vergognosa classe politica spostatasi volontariamente più a destra della destra ufficiale. E’ proprio stupido ed insopportabile che qualcuno dia credito ancora a questi politicanti, nonostante gli innumerevoli danni che hanno cagionato, fra i quali in ultimo, l’aver rifiutato un contratto di governo con il movimento 5 stelle, costringendolo a rivolgersi alla lega, adducendo motivi personali e di ripicche , invece di pensar all’utilità per il paese. E si potrebbe continuar oltre nel descriver la vergogna di quello che qualcuno inspiegabilmente continua a chiamar sinistra ……..

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  5. evoque 2 anni fa

    palma Ma certo! Ci mancava il gombloddo! Del resto, Berlusconi con questa frittura è andato avanti, più che bene, per ben vent’anni. Ricordo, en passant, che Bossi, in compagnia dei due figli e del tesoriere, è stato condannato per arricchimento personale con i soldi nostri. Di chi paga le tasse, ovviamente. Che la Lega deve restituire 49 milioni di euro (in lire, visto che l’euro non vi piace, fanno 100 miliardi!!!). Infine, Salvini ha preso le distanze dalla Lega di Bossi (che furbastro!), però non così tanto da tenere Bossi fuori dal parlamento e dai soldi pubblici. Ipocrita. P.S. Mi risulta che siano in corso indagini al di fuori dell’Italia per scoprire eventuali conti segreti della Lega. La faccenda si fa interessante.

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  6. evoque 2 anni fa

    “Almeno per un annetto, se non due, le cose resteranno così. Poi, come accade appunto nel “Sorpasso”, potrebbe anche esserci un incidente di percorso per il governo. Speriamo ovviamente incruento”.
    E perché incruento? I populisti, dopo avere combinato i consueti disastri, finiscono le loro esperienze in modo cruento. Per restare in Italia, chi si ricorda di un certo Benito? E più recentemente, chi si ricorda di Berlusca e della ignominiosa fine del suo governo del fare?
    Chi può allora pensare a un esito diverso per il governo dei miracoli?
    Basta saper aspettare. Sulla riva del fiume.

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