Promesse da marinai

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2 Marzo 2018

“Una delle peggiori campagne elettorali di sempre”.

Per chi, come chi scrive, si interessa di politica da un po’, quella che si è svolta negli ultimi tre mesi non è stata una campagna elettorale, è stato piuttosto un continuo fare leva sui peggiori vizi degli italiani.

Non vi è stato neanche un solo confronto tv tra i diversi candidati, cosa assolutamente inusuale per un paese democratico, nè tantomeno ci si è presi la briga, salvo qualche sporadico caso, di fare fact-checking delle varie dichiarazioni.

I giornali e le tv si sono limitate a ripubblicare le varie dichiarazioni, senza verificarne la fattibilità o la coerenza.

Sorprendentemente, qualche giorno fa, Carlo Cottarelli con il suo “Osservatorio sui Conti Pubblici” , ha elaborato una relazione, che marcava l’accento su come praticamente tutti i programmi dei maggiori partiti fossero nulla più di un suicidio economico.

Sull’onda della quantità di promese fatte, ci sarebbe dovuta essere una presa di coscienza (seppur minima).

Tuttavia, alcuni giornalisti e praticamente tutto l’elettorato, piuttosto che domandarsi se determinate promesse fossero sostenibili, hanno puntato il dito contro Più Europa con Emma Bonino, rea di avere un programma meno scellerato, che toglie le tasse da un lato (con una diminuzione dell’IRPEF di 45 miliardi) e le aumenta dall’altro (ovvero reintroducendo la tassa sulla prima casa, che ad oggi esiste in tutti i paesi europei).

Cosa ci si aspettava da una classe politica che tratta gli elettori come bambini viziati?

Ho provato quindi, a fare un inutile esercizio di retorica, inannellando tutte le promesse fatte e cercando di fare un minimo di fact-checking.

19/11 Berlusconi  in un videomessaggio dichiara di voler aumentare le pensioni minime a 1000 euro e di voler estendere le pensioni anche alle casalinghe, che non hanno mai versato contributi. Inoltre Berlusconi dichiara che istituirà un ministero della terza età, in quanto gli anziani sono la classe sociale più in difficoltà (in realtà, dai valori dell’ISTAT sembra che la classe sociale MENO in difficoltà con la crisi siano proprio gli anziani, che però rappresentano il bacino elettorale di Berlusconi).

19/11 Salvini dichiara di voler introdurre la Flat Tax al 15% ed eliminare l’IVA. Le coperture? Dare meno soldi all’UE (Salvini sostiene che l’Italia avrebbe un saldo negativo nei confronti dell’UE di 20 Miliardi, in realtà è 1.9).

20/11 Berlusconi dichiara che i suoi precedenti governi hanno alzato le pensioni minime ad un milione di lire ed è solo colpa dell’euro se si sono svalutate. Avendo Berlusconi cominciato a governare nel maggio del 2001 (il Berlusconi II dopo l’esperienza di pochi mesi nel 1994) ed essendo l’euro entrato in vigore il 1/1/2002, non si capisce, cronologicamente, come questa cosa sia possibile. Inoltre, parlando della svalutazione, “omette” che essendoci stato lui al governo fino al 2006 (e poi dal 2008 fino al 2011) sarebbe dovuto essere il suo governo il responsabile del controllo.

25/11 Dimaio dichiara di voler utilizzare il deficit per ridurre la tassazione in maniera forte.

28/11 Berlusconi dichiara di voler abolire il bollo auto sulle prime auto e di voler abolire la tassa di successione e sulle donazioni. Inoltre dichiara che con lui al governo le cure per i nostri amici a 4 zampe saranno gratuite.

9/12 Renzi dichiara di voler abbattere le tasse utilizzando come leva il deficit al 3% per tutta la durata della prossima legislatura. Cosa che ovviamente non solo è impossibile, ma controproducente.

13/12 Salvini dichiara, in accordo con Berlusconi, di voler introdurre una flat tax al 23%.

15/12 Dimaio dichiara che il M5S non toccherà gli 80 euro di Renzi. Ma il 10 Febbraio 2016, qui definiva gli 80 euro una mancia elettorale che non faceva altro che aumentare il debito pubblico (debito pubblico che Dimaio vuole aumentare per abbassare le tasse).

18/12 Dimaio dichiara durante il programma “L’aria che tira” che in caso di referendum sull’euro lui voterebbe per l’uscita.

18/12 Dimaio dichiara che il M5S vorrebbe abolire la Legge Fornero recuperando 12 miliardi dal taglio delle pensioni d’oro. Ovviamente, al netto del saldo negativo di 8 miliardi l’anno (l’abolizione della Fornero costa 20 miliardi l’anno, come verificato da AGI), bisogna sottolineare come la cifra di 12 miliardi sia completamente inventata, poichè le “pensioni d’oro” sopra i 5mila euro permetterebbero di recuperare 1,8 miliardi. Abbassando l’asticella a 3mila euro al mese, si parlerebbe di 9,6 miliardi. Quindi oltre ad essere la più grande patrimoniale della storia recente, ci lascerebbe un deficit annuo di 10 miliardi (2 IMU e mezzo per intenderci).

19/12 Salvini, sulla scia di Dimaio, dichiara che non toccherà gli 80 euro di Renzi.

27/12 Berlusconi ai microfoni di Radio101 dichiara che introdurrà un reddito di dignità a chi vive sotto i 1000 euro al mese. Inoltre, dichiara durante la medesima intervista che concederà uno sgravio TOTALE ad ogni giovane assunto e darà agevolazioni a chi si occupa di animali domestici (quindi il business del 2020 sarà assumere un dog sitter minorenne).

27/12 Dimaio sostiene che Berlusconi copia il reddito di cittadinanza del M5S, sottolineando che il M5S ha già previsto le coperture per i 17 miliardi annui per il reddito di cittadinanza. Tuttavia, al netto di una verifica alle coperture già effettuata, facendo un rapido calcolo, essendoci in Italia 4.8 milioni di individui in povertà assoluta , che avrebbero diritto al reddito, che dovrebbe costare 17 miliardi e dovrebbe garantire un reddito mensile di 780 euro (o superiore). Solo che 17 miliardi diviso 4.8 milioni fa circa 3500 euro ANNUI, che divisi per 12 mensilità fanno circa 300 euro al mese. Quindi, se anche considerassimo per buona la cifra di 17 miliardi, meno della metà dei poveri avrebbero diritto ad un reddito che sarebbe (al massimo) di circa 700 euro.

3/01 Dimaio dichiara che con il M5S al governo ci sarà un abbassamento del 40% del rapporto deficit/PIL in due legislature. Continuando a spendere (abolizione fornero, 80 euro, reddito di cittadinanza).

5/01 Renzi dichiara di voler abolire il Canone Rai (1,7 miliardi), sostituendolo con un finanziamento statale. Finanziamento che ovviamente sarà pagato dagli italiani, attraverso nuove tasse.

6/01 Grasso dichiara di voler reintrodurre l’articolo 18, revisionare le quote IRPEF per i redditi sotto i 40mila euro e investire 10 miliardi nel verde.

7/01 Grasso dichiara di voler abolire le tasse universitarie (1,6 miliardi).

8/01 Renzi, in un’intervista al Quotidiano Nazionale, lancia la proposta di un salario minimo legale tra i 9 ed i 10 euro l’ora. Una proposta assolutamente fuori dal mercato e che probabilmente avrebbe l’effetto di aumentare notevolmente il nero e la disoccupazione. Inoltre, durante la stessa intervista, dichiara di voler allargare  gli 80 euro anche ai genitori che superano la fascia di reddito (26.000 euro) per ogni figlio minorenne.

9/01 DiBattista dichiara che con il M5S al Governo, verranno assunti agenti provocatori per scoprire i corrotti nella PA. Roba che nemmeno l’Unione Sovietica di Stalin. Nella stessa intervista dichiara di volere una banca pubblica sul modello tedesco (intendendo immaginiamo, la KFW). Peccato che già esista sotto il nome di Cassa Depositi e Prestiti.

9/01 Dimaio dichiara in un’intervista a Porta a Porta che non è più il momento di uscire dall’euro. Nonostante avesse dichiarato esattamente l’opposto pochi giorni prima.

9/01 Salvini dichiara che trovare 20 miliardi all’anno per l’abolizione della Legge Fornero è una cosa che si può fare. Senza spiegare come.

10/01 DiMaio dichiara di avere un piano che si chiama “Piano 41” per cui si andrà in pensione con 41 anni di contributi.

10/01 DiMaio dichiara di voler abolire almeno 400 leggi. Senza specificarne nemmeno una. Chi mi ricorda? Ah si…

10/01 Dimaio dichiara di voler abolire redditometro e spesometro (che sono già aboliti).

10/01 Salvini dichiara di voler abolire l’obbligo vaccinale e, curiosamente, nello stesso Tweet dichiara di voler abolire l’IVA.

10/01 Berlusconi dichiara che il Jobs Act è fallito e che bisogna re-introdurre l’articolo 18. Lo stesso della “rivoluzione liberale”. Peccato che l’obbligo sia stato introdotto perchè la copertura, per merito anche delle sue campagne, era scesa sotto i livelli di guardia.

11/01 Berlusconi dichiara che non ha mai dichiarato che il Jobs Act è fallito. Ah

12/01 Dimaio dichiara che il Jobs Act va corretto e va introdotto l’articolo 18 per le imprese sopra i 15 dipendenti. Ma il 25 Novembre aveva dichiarato di voler fare la rivoluzione liberale…..

12/01 Salvini dichiara che l’abolizione della Legge Fornero è il primo punto del programma del centrodestra unito. Berlusconi dichiara che la Fornero non sarà toccata.

15/01 Salvini dichiara di voler riaprire le case chiuse. La prima proposta sensata di tutta la campagna elettorale.

17/01 Dimaio dichiara sulla scia di Salvini che, se il M5S andrà al Governo, verrà abolito l’obbligo vaccinale, “come accade negli altri paesi”. Vale quello scritto sopra per Salvini.

18/01 Dimaio dichiara che “in caso di epidemie” i vaccini verranno reintrodotti. Che ha la stessa efficacia dello smettere di fumare quando ti hanno diagnosticato un tumore ai polmoni.

19/01 a Mattino 5 Berlusconi dichiara di voler eliminare le tasse sulla prima casa (che non esiste), le tasse sulla prima auto, le tasse sulle successioni, le tasse sulle donazioni, l’Irap, di voler eliminare l’appello per gli assolti in primo grado ed infine di voler introdurre il vincolo di mandato (non presente in Costituzione). Malboro, Camel, Merit, Caffè Borghetti…venghino siori, venghino.

21/01 sulla scia delle promesse di Berlusconi, Dimaio dichiara di voler eliminare i finanziamenti a pioggia alle Pmi “che vanno sempre agli stessi” e abolire l’Irap. Sostiene inoltre di voler avviare una riduzione aliquote Irpef per ceto medio, no tax area fino a 10mila (circa 2,7 milioni di persone e 20 Miliardi di redditi), manovra choc per Pmi con la riduzione del cuneo fiscale. I soldi? Tagliamo le pensioni d’oro e gli stipendi dei parlamentari (ma non servivano per il reddito di cittadinanza?).

22/01 Renzi promette uno sgravio di 10 miliardi per le famiglie e l’abbattimento del debito pubblico al 100% del PIL. Sempre senza indicare coperture.

23/01 Salvini dichiara che, in caso di necessità, le regole europee su Trattati e Deficit saranno sforate. Nello stesso momento Berlusconi incontra il PPE in Europa e conferma di voler mantenere il deficit sotto il 3% (che tra l’altro non esiste).

23/01 Sempre nella stessa giornata, alla presentazione dei candidati Bagnai e Borghi, Salvini dichiara che l’Euro è un esperimento fallito e che entro la fine della legislatura non ci sarà più. Quindi sono finiti i tempi in cui Salvini sosteneva che al Sud non meritassero l’Euro?

25/01 Il M5S propone, all’interno del programma a 5stelle, la nazionalizzazione di Borsa Italiana, società privata che appartiene al London Stock Exchange. Oltretutto si dichiara, all’interno del medesimo programma, che il Ministero dell’Economia dovrebbe intervenire nazionalizzando le banche in difficoltà.

26/01 Durante il programma “Dalla Vostra Parte”, Dimaio dichiara di voler assumere 10mila nuovi poliziotti per aumentare la sicurezza in Italia. Stessa cosa fanno Renzi e Berlusconi.

28/01 In un’intervista ad “In Onda” su La7, Salvini dichiara che, qualora vincesse, introdurrà dei dazi doganali per difendere il Made in Italy. “Come Trump”. Peccato che i dazi non possano essere introdotti da nessun governo italiano. Oltretutto indica “l’Ungheria di Orban” come modello per un suo futuro governo. Un successo.

31/01 Dimaio, in conferenza alla City Londinese, si dichiara disposto ad appoggiare un governo di interesse nazionale anche con altri partiti.

6/02 Berlusconi ripropone un condono edilizio (per abusivismo di necessità) e condono fiscale.

8/02 Salvini si dichiara favorevole ad una tassa sui robot (tanto la nostra produttività è già alle stelle, no?).

ED INFINE

15/02 Berlusconi dichiara che sono stati trovati 270 (DUECENTOSETTANTA) miliardi di euro per le coperture.

La peggior campagna elettorale mai vista.

TAG: elezioni, elezioni 2018, italia
CAT: Partiti e politici

7 Commenti

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  1. vincesko 3 anni fa

    Come il bugiardo e furbo SALVINI sa bene (se non altro perché gliel’ho rammentato in diretta a Zapping e gli ho scritto più volte), e l’ignorante DI MAIO non sa, non basta abolire la riforma Fornero per scendere a quota 41 anni, occorre anche abolire almeno in parte la ben più severa riforma SACCONI, votata dalla Lega Nord, della quale egli attribuisce furbescamente misure severe alla riforma Fornero, in particolare l’adeguamento automatico, introdotto da SACCONI con la L. 102/2009,art.22ter, comma 2, poi modificata sostanzialmente dalla L.122/2010, art.12, comma 12bis, che ha portato l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni nel 2019 e l’età di pensionamento anticipato (ex anzianità) a 43 anni e 3 mesi per gli uomini e a 42 anni e 3 mesi per le donne.

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  2. vincesko 3 anni fa

    Lettera n. 2 all’On. Matteo Salvini sulle sue notizie false-fake news-bufale sulla riforma delle pensioni Fornero
    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2859561.html oppure
    http://vincesko.blogspot.com/2018/01/lettera-n-2-allon-matteo-salvini-sulle.html

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  3. vincesko 3 anni fa

    Pubblico la lettera che ho inviato ieri ai due ministri designati.

    Egregi Professori Tridico e Roventini,

    Contrasto la vulgata sulle pensioni da sei anni, perciò non mi sorprende che anche Voi, come quasi 60 milioni di Italiani (e non solo) siate vittime della DISINFORMAZIONE berlusconiana e del centrodestra sulla riforma Fornero, alla quale vengono erroneamente o furbescamente attribuite norme della riforma SACCONI o di un’altra delle ben sette riforme delle pensioni dal 1992.
    Debbo osservare, infatti, che, in quanto designati ministri da M5S, non cominciate bene: ignorate anche Voi che non basta abolire la riforma Fornero per scendere a 41 anni di anzianità contributiva di età di pensionamento, occorre abolire almeno in parte anche la ben più severa riforma SACCONI.
    Traggo dall’intervista rilasciata a La Stampa il 28 febbraio 2018 dal designato ministro del Lavoro, Pasquale Tridico:
    Citazione: “Stiamo pensando a un superamento graduale, che costerà 11 miliardi annui. Con la nostra riforma si potrà andare in pensione o con 41 anni di contributi versati, qualunque sia l’età, o quando la somma tra età contributiva e anagrafica è quota 100. Inoltre bloccheremo per 5 anni l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita”.

    Vediamo per punto.

    (i) “Con la nostra riforma si potrà andare in pensione o con 41 anni di contributi versati, qualunque sia l’età”.
    PENSIONE ANTICIPATA (ex anzianità), nel 2019:
    – L’età di pensionamento degli uomini salirà (da 40 anni nel 2010) a 43 anni e 3 mesi e di questi 3 anni e 3 mesi in più quasi 2 anni sono di SACCONI, 4 mesi in media di Damiano (L. 247/2007) e solo 1 anno di Fornero.
    – L’età di pensionamento delle donne salirà (da 40 anni) a 42 anni e 3 mesi, e di questi 2 anni e 3 mesi in più, quasi 2 anni sono di SACCONI e 4 mesi in media di Damiano; quindi la Fornero non c’entra.
    Come si vede, non basta abolire o congelare la riforma Fornero per raggiungere l’obiettivo dei 41 anni di contributi.

    (ii) “o quando la somma tra età contributiva e anagrafica è quota 100”
    QUOTE: abolite dalla riforma Fornero (L. 214/2011), quando la somma era 96 + “finestra” di 12 mesi http://www.flcgil.it/sindacato/documenti/approfondimenti/scheda-flc-cgil-la-normativa-sulle-pensioni-pubbliche-dopo-le-manovre-economiche-del-2011.flc (differimento dell’erogazione); e sarebbe aumentata a 97 anni, più “finestra” di 12 mesi, più 3 mesi di adeguamento automatico, nel 2013. Perché anch’esse erano sottoposte sia alla “finestra” che all’adeguamento automatico deciso da SACCONI nel 2009 e 2010 (vedi appresso). Vale a dire: senza la riforma Fornero, la quota ora sarebbe pari a 98 anni e 7 mesi e nel 2019 a 99.
    Come si vede, non basta abolire o congelare la riforma Fornero per raggiungere l’obiettivo, e mantenerlo, della quota 100, che peraltro è solo di 1 anno superiore a quella che sarebbe stata se la riforma Fornero non fosse mai stata varata.

    (iii) “Inoltre bloccheremo per 5 anni l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita”.

    Non è stata la riforma delle pensioni Fornero (L. 214/2011, art. 24), che è soltanto la settima delle riforme delle pensioni dal 1992 e non la più severa, ma la riforma SACCONI (L. 122/2010, art. 12, nonché L. 111/2011 e L. 148/2011) a decidere sia il maggiore allungamento dell’età di pensionamento, sia di vecchiaia (67 anni nel 2019) che anticipata (ex anzianità, 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne, nel 2019), sia l’introduzione dell’adeguamento automatico, deciso, con un richiamo al DL 78/2009, L. 102/2009, art. 22ter, comma 2, che lo aveva già previsto, dal comma 12bis dell’art. 12 della L. 122/2010. La riforma Fornero ha solo modificato la periodicità dell’adeguamento automatico da triennale a biennale, a decorrere da quello successivo a quello triennale del 2019 (L. 214/2011, art. 24, comma 13), e cioè dal 2022, anche se tutti, incluso il Parlamento (sic!), dicono dal 2021.[1]
    Come si vede, non basta abolire o congelare la riforma Fornero per raggiungere l’obiettivo di bloccare per 5 anni l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita.

    Spero di esserVi stato utile e che vogliate contribuire in futuro sia a fare chiarezza sugli autori delle norme pensionistiche, sia ad ottenere da RGS e DG-Previdenza la rettifica del decreto direttoriale per renderlo conforme alla norma.
    Cordiali saluti

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  4. vincesko 3 anni fa

    Pubblico la lettera che ho inviato in data 23.2 al Ragioniere Generale dello Stato, Daniele Franco, e alla Direttrice Generale Previdenza, Concetta Ferrari, per contestare loro l’errata interpretazione della norma della riforma delle pensioni Fornero, relativamente all’adeguamento automatico dell’età di pensionamento alla speranza di vita, nel decreto direttoriale previsto dalla riforma Sacconi. Poiché la stessa errata interpretazione l’ha fatta anche il Parlamento, da ultimo anche nella Legge di Bilancio 2018, come ho scoperto nel corso della mia caccia, che ha registrato varie tappe, le più importanti delle quali sono state: OCSE, [1 o 2] ISTAT,[1 o 2] Stefano Patriarca, consulente del Governo, [1 o 2] Luciana Patrizi, Ispettrice Generale di RGS-IGESPES[1 o 2] e, infine, appunto, di nuovo la Ragioneria Generale dello Stato, sia nella persona del suo massimo responsabile nel decreto direttoriale del 2017, sia nella fonte originaria dell’errore che è stata la relazione tecnica della Legge 214 “salva-Italia” Monti-Fornero del 2011, ho inviato per conoscenza la lettera anche al Presidente della Repubblica, che ha promulgato la Legge di Bilancio. Mi sono accertato telefonicamente che l’avessero ricevuta. Ad oggi, non ho ricevuto alcuna risposta.

    Lettera al Ragioniere Generale dello Stato e alla Direttrice Generale Previdenza (p.c. al Presidente della Repubblica e al Parlamento): errori interpretativi della norma sull’adeguamento dell’età pensionabile
    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2860497.html oppure
    http://vincesko.blogspot.com/2018/03/lettera-al-ragioniere-generale-dello.html

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  5. vincesko 3 anni fa

    Lettera all’AGI con osservazioni ad un loro articolo con fake news sulle pensioni
    http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2860111.html oppure
    http://vincesko.blogspot.com/2018/02/lettera-allagi-con-osservazioni-ad-un_7.html

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  6. vincesko 3 anni fa

    Traggo dalla Lettera al Ragioniere dello Stato: Risparmio dalle pensioni dal 2004
    C’è anche da chiedersi, infine, (i) se il calcolo del risparmio cumulato al 2060 dalle quattro riforme pensionistiche dal 2004 (Maroni, 2004, il cui ‘scalone’ fu abrogato da Damiano; Damiano, 2007, le cui “quote” furono abolite da Fornero; Sacconi, 2010 e 2011; e Fornero, 2011) fatto dalla RGS, per la quota parte ascritta alla riforma Fornero (nell’ultima versione, “21 punti percentuali” http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit–i/Spesa-soci/Attivita_di_previsione_RGS/2017/NARP2017-08.pdf#page=88 di Pil su 60, pari a 350 mld, cioè poco più di un terzo del totale di 1.000 mld,[9] a decorrere dall’1.1.2012, inclusi le spese delle salvaguardie degli esodati e il blocco dell’indicizzazione poi dichiarato incostituzionale, è inficiato, oltre che dalla non inclusione della L. 247/2007 (Damiano), anche dall’errata anticipazione della periodicità biennale Fornero al 1° gennaio 2019[10] e in generale da una “commistione” degli effetti delle varie riforme (analogo a quello indicato dalla relazione tecnica della legge Fornero: “Sul piano metodologico si precisa che la valutazione degli effetti delle diverse disposizioni di cui ai commi da 1 a 20 non può che essere complessiva attesa la interazione tra i diversi istituti afferenti sia i requisiti di accesso sia il sistema di calcolo.” https://democraticieriformisti.files.wordpress.com/2011/12/relazione-tecnica.pdf), riforme tra le quali spicca nettamente la riforma SACCONI, non certamente la riforma Fornero (si veda attentamente la situazione dell’età di pensionamento nel 2019 per autore, nell’Appendice); e (ii) a chi è ascrivibile la quota dei due terzi residui, pari a 700 mld, ben maggiore del poco più di un terzo “lordo”[11] attribuito alla riforma Fornero, i cui effetti peraltro si esauriscono nel 2045, ma chissà perché l’unica ad essere citata dalla RGS (la stessa cosa, peraltro, la fa la Corte dei Conti, nei suoi ponderosi rapporti, ripresi da tutti i media[9]), con l’effetto involontario di alimentare ulteriormente la vulgata sulla riforma Fornero.

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  7. casiri 3 anni fa

    Signori e signore, avete la possibilità di mandarli a casa (o dare migliaia di braccia all’agricoltura) chi da 25 anni ha sfasciato il paese.

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