Se Berlusconi prima e adesso Renzi ci hanno tolto il dono della buona fede

3 Novembre 2016

Il dono della buona fede è essenziale e prezioso soprattutto in un’epoca di contrapposizione politica. Da noi manca da più di un ventennio. La malafede politica eretta a sistema è nata e cresciuta con Silvio Berlusconi, riconoscendogli mai (mai) nulla di quello che aveva fatto, poteva fare, avrebbe potuto fare. Riconoscendogli nulla anche nel campo delle (più buone) intenzioni, quando nemmeno uno dei suoi molteplici conflitti di interesse contrastava con quel che si dibatteva. Naturalmente la perdita della buona fede ha radici cromosomiche e democratiche piuttosto precise e ci si può disporre alla malafede in qualunque momento e con qualunque tempo, è sufficiente incontrare sulla nostra strada un soggetto che si presti alla bisogna. Berlusconi rappresentava la perfezione assoluta. Accompagnato da fama oscura personale e imprenditoriale, teorico maximo del partito-azienda, nemico primordiale dei comunisti, uomo al quale il successo travolgente non doveva essere riconosciuto per definizione (inserirei ma a puro titolo personale il più grande presidente della storia del calcio). Nel corso dei suoi anni politici, persone che abbiano esercitato serenità di giudizio nei confronti del Cavaliere si contano sulle dita di una mano. Ovviamente qui parliamo di persone con ruoli di rilievo all’interno della società. Ora sarebbe anche il tempo di stilare un consuntivo probabilmente spiacevole, capire cioè quanto la “disinvoltura” politica di Silvio Berlusconi abbia contribuito ad aumentare le nostre percentuali di malafede, per concludere – drammaticamente – che la nostra prevenzione lo precedeva abbondantemente. La conclusione è che sin dal suo avvento politico lo abbiamo considerato alla stregua di un delinquente matricolato. Da lì, tutto è venuto di conseguenza.

Un fenomeno di questo genere si sta riproponendo, con le debite proporzioni, con Matteo Renzi. E vista la dimensione davvero modesta (rispetto al Cav.) del nostro, la cosa appare ancora più inquietante. Qualche giorno dopo lo scontro televisivo sul referendum costituzionale tra il premier e Gustavo Zagrebelsky, Ezio Mauro ha avuto un franco scambio di vedute con l’amico costituzionalista. Il punto era la ben nota e sbandierata “deriva autoritaria” – l’unione tra referendum e Italicum – che porterebbe il presidente del Consiglio nella felice condizione, secondo i sostenitori del NO, di fottersene sostanzialmente delle istituzioni e fare un po’ come cacchio gli pare. Con la precisione sabauda che gli viene universalmente riconosciuta, l’ex direttore di Repubblica ha messo in fila, a uso dell’amico, le proprietà politiche e personali con cui Silvio B. ha navigato negli ultimi quarant’anni: legami con la mafia attraverso l’amico Dell’Utri, frequentazioni personali con soggetti mafiosi (lo stalliere di Arcore, Vittorio Mangano), il ciclopico conflitto di interessi tra aziende televisive che formano il consenso e la condizione di presidente del Consiglio, la volontà di mettere in ruoli nevralgici dello stato il suo avvocato galeotto, la patologica dipendenza sessuale degli ultimi anni con bagascioni d’ogni genere con il relativo pericolo per la sicurezza nazionale, gli innumerevoli processi e tanta altra minutaglia che non è qui il caso di rammentare. Un enciclopedico archivio di questioni sensibili che Ezio Mauro ha voluto mettere a disposizione di Zagrebelsky per evidenziare, senza neppure eccessivo sforzo, come fosse anche un po’ comico parlare di “deriva autoritaria” di Matteo Renzi, il quale non aveva praticamente mai lavorato in vita sua, veniva da un bar di Rignano come un provinciale a New York, non possedeva praticamente nulla che potesse essere configurato come conflitto di interessi, non risultavano sue frequentazioni davvero penalmente discutibili nè sessualmente problematiche.

Il punto è che l’attuale presidente del Consiglio, al pari del Cav., attrae energia cattiva. Spinge a una malafede preventiva, ancor prima che le sue (buone o cattive) intenzioni abbiano forma compiuta. Di questa malafede, non avendo egli una Storia, quanta responsabilità porta, ma soprattutto perchè sembra quasi compiacersene? Qui c’è un mistero. Una differenza, questa sì sostanziale con Berlusconi, appare evidente: Renzi ha rotto da subito con una parte importante della stessa sinistra, ha messo nel conto un distacco neppure tanto doloroso (per lui) immaginando di recuperare quei voti persi con innesti da destra e dal centro (operazione che non sta andando a buon fine) e probabilmente questa operazione così spavalda, disinvolta e in parte spericolata gli è costata. Una strada che Berlusconi non ha battuto, aggregando semmai da subito i fascisti che si ripulirono a Fiuggi e indicando Fini come possibile sindaco di Roma. C’è dunque un surplus di malafede che si agita su Matteo Renzi, ma in quale misura ha contribuito lui stesso ripudiando parte della sinistra?

TAG: Matteo Renzi, silvio berlusconi
CAT: Partiti e politici

5 Commenti

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  1. vincesko 4 anni fa

    Il dato principale che accomuna Berlusconi e Renzi è l’uso della menzogna, tipica del venditore porta a porta della corrente manipolatoria. Ma questo elemento non è neutro: l’inclinazione alla menzogna del leader politico è accettata senza alcun problema da un elettore di destra, rifiutata alla radice da un elettore di sinistra. Il dato principale della personalità che differenzia Renzi da Berlusconi è la spietatezza: Berlusconi è un mammone dal collo taurino, egotista e bulimico, bisognoso di protezione, della mamma – la mitica mamma Rosa – che lo idolatrava, del banchiere – il conte Rasini – che, all’inizio della sua attività imprenditoriale, lo finanziava, di Craxi, che, attraverso il potere legislativo ed il controllo politico delle BIN, prima ne tutelava gli interessi economici e poi lo salvava dal fallimento, della P2, della mafia, dei politici suoi gregari e mamme vicarie in servizio permanente effettivo, “inclusivo”, dal quale – come spiegava l’ambasciatore statunitense – incensandolo è facile ottenere qualunque cosa, che diventa cattivissimo solo quando gli si tocca la “roba”; Renzi è un Edipo nato e pasciuto, “esclusivo”, che ricerca più che protezioni per un disegno strategico alleanze variabili tattiche (con gli imprenditori o Draghi o la Massoneria sovranazionale) funzionali ai suoi obiettivi di carriera, un rottamatore tosto, coraggioso e spietato che ha iniziato la sua carriera politica “rottamando” il proprio padre. Proprio un abisso! E perciò molto più pericoloso.

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  2. mabau-smart 4 anni fa

    Rispetto ogni opinione, ma trovo inaccettabile la solita arcaica suddivisione di DX e SX, su cui tutto il popolo italiano è ormai preso x i fondelli. Servono progetti e innovazioni, sopratutto di economia nuova e sostenibile, senza separazioni DX e SX… A maggior ragione se si prendono occasioni per OFFENDERE più del 50% dell’elettorato italiano. L’articolo di Michele mi è piaciuto, il suo commento lo ritengo viziato da opinioni di parte, massimalista, condizionato, non adeguato a concetti di necessaria concordia nazionale, necessaria come il pane per venire fuori da questa m…alta che ci attanaglia e che Renzi non mi sembra all’altezza di risolvere. Ma è giovane, in grado di migliorarsi. Velocemente però… Firmato: un elettore che NON accetta la menzogna, MAI, senza suddivisioni di parte!

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  3. vincesko 4 anni fa

    1. Intanto, hai incolonnato male. 2. Sei troppo nervoso, e incongruamente permaloso, perché ti sei sentito chiamato in causa ed hai risposto con frasi irrispettose? 3. Arcaica sarà per te, è quello che vogliono farti credere, sia da parte degli esponenti della destra, sia da parte degli esponenti sedicenti di sinistra, che ignominiosamente da 30 anni stanno attuando la politica dettata dalla destra. 4. Perché non è una questione nominalistica, ma di contenuti e scelte concrete, di soldi presi e dati. 5. Il tuo nervosismo, la tua permalosità e la tua reazione esagerata sono un chiaro indizio di coda di paglia. 6. La fesseria più grossa è che la mia opinione sia di parte: è ovvio, che è di parte, perché la tua che cos’è? Poi, però, se le caliamo nella realtà oggettiva dei dati e dei fatti, vediamo quale è aderente alla realtà effettuale e quale a quella immaginaria. 7. Ma quale concordia? Svegliati, i ricchi ti stanno fregando, come è successo sempre nella storia dell’uomo, attraverso i loro mandatari politici, che possono essere persino, per volontà democratica di milioni di utili idioti affetti dalla sindrome di Stoccolma, uno stesso ricco – il “grande bugiardo” (copyright E. Scalfari) e miliardario incompetente Berlusconi – o il contaballe seriale sleale e traditore del mandato elettorale Renzi. Ed io non sono un rivoluzionario, ma un riformista (nell’accezione pertiniana di libertà e giustizia sociale), chiedo soltanto che un ricco paghi almeno quanto ho pagato io – non ricco – per il mastodontico risanamento dei conti pubblici effettuato (nella scorsa legislatura 330 mld cumulati e le misure strutturali valgono tuttora) o che i soldi il governo – come fa Renzi – non ne destini la maggior parte agli imprenditori e ai ricchi e benestanti (a bassa propensione al consumo), ma ai poveri cristi (ad alta propensione al consumo). PS: Eh già, ma tu che ne sai, tu sei per la concordia.

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  4. mabau-smart 4 anni fa

    Nervoso io? No mi pare frustrato lei. Andare avanti contrapponendo le classi e acuendo le divisioni del popolo italiano, in riferimento ad ideologie ormai superate da necessità oggettive (crisi economica, emergenza ambientale, crisi sociale…) non porterà a nulla di positivo. Ma così è, se vi pare. Passo e chiudo. Cordiali saluti

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  5. vincesko 4 anni fa

    Non proiettare i tuoi difetti, democristiano fantasioso, permaloso, maleducato e ignorante dei dati, che parli incongruamente di superamento delle ideologie, mentre sei vittima inconsapevole (!) della più incongrua di tutte le ideologie: il neo-liberismo, ideologia strampalata e spietata al soldo dei ricchi, che sono 4 gatti, ma spadroneggiano perché possono contare su risorse enormi, il controllo dei media e delle università, un certo numero di agit-prop ben retribuiti e, purtroppo, milioni, miliardi di utili idioti che lo fanno gratis, fenomeno strano e inspiegabile perfino per Einstein, che chiese lumi a Freud. Ecco, se posso darti un suggerimento: prima vai da uno psicoanalista, poi informati sui dati, se del caso fammi un fischio.

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