Il mio amico Al (Goritmo)

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18 Febbraio 2015

Al era un ragazzo stanco, con due occhiaie grandi così. Al aveva sempre l’agenda busy, tra videocalls-meetings-pitches-talks e speeches.

Al lo chiamavano per ogni tipo di problema: se la caldaia andava in blocco, lui arrivava e risolveva tutto.

Se il frigorifero perdeva acqua, Al (con un numero di passi esponenzialmente più piccolo nel tempo) riusciva a tappare la falla.

Se a una festa c’era qualcuno che esagerava con il gin tonic e faceva lo scemo con le tipe, Al bannava lo sfortunato col solo potere di un clic di palpebre.

Al era un ragazzo stanco, però, con due occhiaie grandi così.

Alla sera, prima di andare a letto, contava i likes su Facebook per provare ad addormentarsi.

Il fatto piuttosto drammatico dell’esistenza di Al era il fortuito caso per cui, all’anagrafe di San Peppino all’Ebete, patrono dei carica-batterie, nel bel mezzo della Valle del Silicone, dove tutte le donne si erano fatte l’operazione per la riduzione del seno, tanto che il 10 di agosto si passava la sera a esprimere desideri avvistando una tetta cadente, e ora dovrei arrivare alla fine del periodo, ma abbiate pazienza perché questo è il paese dei chiacchieroni che allungano la sostanza con un bel po’ di fuffa prima di arrivare al dunque.

Dunque.

Dicevo: un fortuito caso voleva che Al facesse di cognome Goritmo.

Così, da semplice piazzato nella classifica di scemo del paese, un bel giorno Al si trasformò nel fac-totum deus ex machina colpo segreto del Drago Nascente: e se prima nessuno lo salutava, e neppure la sua immagine allo specchio ripeteva il ‘Buongiorno’ quando lui ci si guardava dentro, ora Al se lo incubavano tutti.

Era sempre tirato in ballo in ogni conversazione:

“Ehi, ma tu conosci l’Al Goritmo?” che era un bel modo di cominciare davanti a un Martini, e pareva che gli investitori ci mettevano anche 10 euro in più quando lo sentivano nominare.

Oppure, nel bel mezzo di un’assemblea dei soci, quando 8 interventi di un’ora ciascuno non erano riusciti a risolvere il punto C) dell’ordine del giorno:

 

“Di che cosa parliamo al punto C)?” che seguiva

“Perché non mettiamo un punto B), che fa sempre bello?” subito dopo l’apertura:

“Ma di che cosa parliamo oggi?”

 

entrava la segretaria e diceva:

 

“Signore e signori, lasciatemi introdurre l’Al Goritmo”

 

Al Goritmo non dormiva più, ma un giorno scappò dallo spazio co-working, che poi era un condominio dove si pagava, come in tutti i condomini, l’affitto, e nessuno si salutava nemmeno in ascensore, come in tutti i condomini, e un paio di persone ci facevano pure le puzzette, e c’era pure quello che faceva male la raccolta differenziata, il che rendeva tutto sempre più simile a un normalissimo condominio, però vuoi mettere scrivere co-working e titillare le corde più pruriginose dell’ego, anzi del myself? Ma il periodo è di nuovo troppo lungo, quindi riscriviamo un’altra parola magica.

Dunque.

Al Goritmo si rapì e si nascose negli anfratti della rete.

Cioè nel peschereccio di Mimmo Calocostante, detto il Pettina Orate, da dove scrisse la seguente lettera:

 

“Cari amici dell’incubatore degli #inizia-in-su di San Peppino all’Ebete nella Valle del Silicone,

se volete che vi esco l’Al Goritmo, dovete rispettare le condizioni seguenti:

 

a)      Di che cosa parliamo oggi?

b)      Mettiamo un punto b), che fa sempre bello

c)       Ma questo non è l’ordine del giorno di un consiglio di amministrazione inutile

d)      Non usate a vanvera la parola algoritmo e, semmai, fornite risposte precise a domande altrettanto chiare: che bisogno volete soddisfare con la nostra impresa? Quale servizio offrite? Qual è l’ampiezza del vostro mercato? Come li fate i soldi?

e)       Se non sapete rispondere alle domande di cui sopra, è severamentissimamente vietato fare uso di Pippo Gamification, Alberto BtoB e Giorgio Crowdfunding

f)        Alberto BtoB tra le altre cose recita felicemente in una compagnia shakespeariana che ha riadattato l’Amleto nella Bay Area e recita sempre: “To be or BtoB”

g)       Se possibile, togliete Nagatomo dalla rosa di tutte le squadre fino alla Lega Pro: questa clausola non è dirimente con il caso specifico di questa lettera, ma provo ugualmente a inserirla perché non si sa mai”

 

La lettera fu ricevuta nel bel mezzo di una conference di un gruppo di #iniziatori-in-su e capitalisti avventurosi, i quali percorsero l’ordine del giorno rigorosamente partendo dal punto d), ma proprio sul più bello entrò la segretaria e disse:

“Signore e signori, lasciatemi introdurre il cuggino di Al Goritmo. Ecco a voi l’Al Goritmo Sem antico”

TAG: algoritmo semantico, digital innovation, start up
CAT: App & Software, Imprenditori, Startup

Un commento

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  1. marcellan 7 anni fa

    E’ perfetto per uno Shouts & Murmurs del New Yorker… ma in italiano!

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