Pessina, L’Unità sta morendo ma gli affari nell’Emilia renziana crescono

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13 gennaio 2017

L’aggiudicazione di una gara d’appalto da 11 milioni di euro e la chiusura di un giornale locale ostile al Partito Democratico. Due eventi diversi, ma due storie che corrono parallele. A Modena, terra storicamente ‘rossa’ e, in tempi recenti, tra le capitali del renzismo.

A novembre, nel giro di sette giorni, chiudeva il quotidiano modenese Prima Pagina Modena, vera e propria spina nel fianco del potere locale. Quel potere locale incarnato in particolare da Stefano Bonaccini, governatore regionale e fedelissimo di Matteo Renzi e da Giancarlo Muzzarelli, sindaco di Modena, navigato amministratore locale cresciuto nei vivai del Partito Comunista poi convertitosi al renzismo. L’editore di Prima Pagina era il costruttore modenese Dino Piacentini. Leopoldino della prima ora, assieme al collega costruttore Pessina, anche lui fervente renziano, nel 2015 è autore del salvataggio de L’Unità e più complessivamente delle attività editoriali malconce del Partito Democratico.

Pessina e Piacentini condividono anche la partecipazione a grandi progetti su suolo italico: su tutti, il Mose nel caso di Piacentini e l’Expo nel caso di Pessina. Quest’ultimo è, in particolare, editore e socio di riferimento del giornale fondato da Antonio Gramsci nel 1924. Precisamente, Massimo Pessina detiene il 40% della holding (Piesse srl) che ha in portafoglio l’80% de l’Unità Srl. Ed a fianco di Pessina, ne L’Unità, c’è EYU Srl, le cui quote sono possedute per il 60% dallo stesso Partito Democratico per il restante 40% dalla Piacentini Costruzioni Spa di Dino Piacentini.

EYU è una sorta di holding che tiene le fila dei diversi strumenti di informazione facenti capo al Pd: Youdem.tv, l’ex giornale della Margherita “Europa” e il quotidiano l’Unità. Che, vale la pena ricordare, nel 2016 ha perso circa 300 mila euro al mese per un totale di 7 milioni annui. Con la conseguenza di venirsi nuovamente a trovare, come hanno riportato le cronache di questi giorni, sull’orlo del baratro. Analogo destino, a quello della “piccola” Prima Pagina, che lo scorso 2 novembre ha chiuso improvvisamente i battenti smettendo di rappresentare una voce acutamente critica nei confronti del potere politico locale.

Pochi giorni dopo, il Comune di Modena pubblica l’esito di una gara per il restauro e miglioramento sismico di una scuola modenese: lo storico liceo socio-pedagogico e musicale Carlo Sigonio. Si tratta del bando più pesante degli ultimi anni, che vale 11 milioni di euro ed a cui partecipano oltre 30 concorrenti da ogni parte d’Italia. La gara a offerta economicamente più vantaggiosa viene vinta, su 16 imprese ammesse alla fase finale, dalla ditta Pessina Costruzioni Spa di Milano. Ossia dal socio di riferimento de L’Unità.

Per gli interessati alla geografia degli appalti emiliani, bisognerà ora tenere d’occhio l’esito di altre corpose gare relative: da un lato il pacchetto da 25 milioni di euro appena lanciato dal governatore Bonaccini su una serie di infrastrutture nel modenese – per una delle quali Piacentini Costruzioni ha già un cantiere aperto – e dall’altro lato il piano da 35 milioni per il recupero di un’area (ex Amcm) di pregio a ridosso del centro storico di Modena.

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Precisazione del Gruppo Pessina

In riferimento al vostro articolo dal titolo “Pessina, l’Unità sta morendo ma gli affari nell’Emilia renziana crescono”, evidenziamo la presenza di plurimi e marchiani errori, inesattezze ed in ogni caso precisiamo che qualsiasi forma di sovrapposizione tra la partecipazione al salvataggio dell’Unità e l’aggiudicazione della gara per la ristrutturazione dell’Istituto Sigonio di Modena è grave e del tutto infondata e, per questo, la società ha già dato mandato ai propri legali per procedere nelle sedi competenti.
Ufficio stampa Pessina Costruzioni

 

TAG: lunità, pessina, piacentini, prima pagina
CAT: appalti e concessioni, Partiti e politici

Un commento

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  1. gabriella-rusmi 2 anni fa
    Cosi' e' se vi pare!
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