Se davvero si volesse una legge finanziaria che investa sul futuro

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8 settembre 2018

Siamo sempre più vicini al collasso, in un Paese che, purtroppo, è senza governo da anni. Senza programmi politici, senza consapevolezza dei veri problemi, con partiti politici che usano temi come dischi del tiro al piattello: lancio, sparo, esplosione, oblio. Intanto i problemi veri peggiorano di ora in ora, senza che nessuno si azzardi a discutere questo collasso dalla giusta prospettiva, ovvero come il più grande problema strutturale:

1) Nell’ultimo decennio una dozzina di importanti ponti stradali ed autostradali sono crollati, un disastro compreso soltanto dopo la tragedia del Ponte Morandi di Genova, cui sono seguite le chiusure di altri ponti, tutti in condizioni di estremo rischio;

Tubi arrugginiti, inquinati e sconnessi sulla tratta dell’Acqua Acetosa di Roma

2) Il 40% dell’acqua potabile che viaggia nei nostri tubi si perde prima di raggiungere le nostre case, ed i tubi sono in condizioni peggiori di quelli dell’Africa Tropicale. In Lombardia, negli ultimi tre giorni, ci sono stati 71 casi di polmonite, dovuti (pare) ad un avvelenamento batteriologico delle acque. Negli anni scorsi, ogni anno il 15% delle sorgenti viene chiusa a causa delle infiltrazioni di arsenico e di altri veleni;

3) Nelle ultime 24 ore i cavi elettrici della rete ferroviaria nazionale sono andate in tilt. Ritardi fino a sei ore, convogli cancellati, stazioni elettriche che saltano, una dietro l’altra – la prima volta che accade in sequenza, visto che da anni la situazione peggiora e si cerca di andare avanti solo con rattoppi e rammendi;

Le tende montate sul piazzale antistante il Tribunale di Bari

4) Gli uffici giudiziari (primi fra tutti i tribunali) sono in condizioni di assoluta precarietà. Bari è in una condizione da scenario postatomico, con gente che lavora nella polvere dello sbriciolamento dell’edificio, ed altri che cercano di fare il loro lavoro in tende montate sul piazzale antistante il Tribunale; il 91% degli edifici pubblici sono a rischio sismico, una percentuale ignota, ma enorme, ampliata dall’abusivismo, specie nelle aree naturalmente protette o idrogeologicamente pericolose – e nessuno fa niente, tranne raccogliere i morti ad ogni disastro;

5) Quasi l’88% delle scuole sono formalmente inagibili, ed una parte di queste viene tenuta aperta, nonostante i pericoli quotidiani di incidenti, grazie ad escamotage burocratici – ovvero grazie al rinvio di test legali sull’agibilità. La spesa per il restauro delle scuole, secondo Legambiente, è di 3397 € ciascuna all’anno. Non commento nemmeno;

La scuola di Amatrice dopo il terremoto

6) L’innalzamento della temperatura ha cambiato la natura, il meteo, la vita nel nostro Paese. Non investiamo abbastanza nelle energie alternative, trivelliamo alla ricerca di petrolio e gas – che è un modello perdente su scala planetaria e gravemente impattante a livello ambientale. Continuiamo con il carbone. Gestiamo la lotta all’inquinamento in modo furbesco, burocratico, inefficiente e dannoso;

7) Il nostro patrimonio monumentale si sta polverizzando, non ci sono soldi per restaurarlo, non esiste la volontà politica di farlo. Un patrimonio che potrebbe garantire decine di miliardi di introiti all’anno, se fosse gestito in modo serio e professionale, magari anche con la collaborazione con i privati.

Sono progetti che costano miliardi, ma che potrebbero essere realizzati, se esistesse una volontà politica, perché il non realizzarli costa molto ma molto di più – non solo in denari, ma in vite umane.  È di destra o di sinistra risolvere questi, che sono i problemi centrali del Paese? Esiste qualcuno che sia in grado, abbia l’indipendenza, l’intelligenza, la cultura e la preparazione economica, politica ed industriale per affrontare politicamente questa emergenza? No. Discutete pure di migranti o di Balotelli in Nazionale. Mi viene da dire, citando Guccini, fanculo tutto il resto. Ma non si può. Chi oggi vota i partiti che seggono in Parlamento (tutti) o, peggio ancora, ha una carica pubblica, avvelena anche me. Vorrei che smettesse. Subito.

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CAT: Beni comuni, infrastrutture e grandi opere

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