Senza altre macerie

27 agosto 2016

Più grande è il dolore, maggiore la necessità di guardare avanti. Oramai si completa la contabilità delle vite umane. Troppe sono state perse. Molte sono state salvate. Si conferma che abbiamo imparato a portare i soccorsi. Giù il cappello per professionisti e volontari. Restano due problemi: le polemiche su quel che è stato e i timori su quel che sarà. Cerchiamo di non finire anche sotto queste macerie.

1. La procura indaga per disastro colposo. Fa bene, è il suo mestiere. Non significa che ci sia stato, ma che occorre accertarlo. Se ci sono colpe vanno scoperte. Se ci sono colpevoli devono pagare. Ma di colpe e colpevoli non si vive.

2. Aumentare deficit e debito non è la soluzione dei nostri mali, è il nostro male. Ma in casi come questo, per disastri naturali, è non solo consentito, ma doveroso. Il guaio è che sia il diritto europeo che quello italiano prevedono la possibilità di deviare “temporaneamente” dall’equilibrio di bilancio, mentre noi lo facciamo permanentemente. Il fatto che ora si abbia bisogno di spendere non copra e non assolva errori accumulati negli anni e rivendicati quasi fossero meriti e diritti. La spesa corrente va comunque ridotta e il debito abbattuto. Quella che si farà per far fronte al terremoto è non solo necessaria, ma può essere produttiva.

3. Non si tratta di offrire contributi ai singoli proprietari che devono rimettere in piedi o in sicurezza la propria casa (per giunta con la sciocca discriminazione di escludere le seconde case, posto che in tanta parte dei borghi molte sono tali), ma di operare recuperando e valorizzando il patrimonio edilizio, che è anche paesaggistico, artistico e storico, di interi paesi. Le abitazioni sono di ciascun proprietario, ma l’insieme è patrimonio di tutti. Parte di quella ricchezza che potrebbe e dovrebbe far meglio fiorire l’industria del turismo. Servono piani generali, non progetti condominiali.

4. Ad operare deve essere chiamato chiunque sappia farlo, con gare europee. Sulla base di protocolli che non si prestino ad equivoci. Se, poi, al prossimo disastro qualcosa cade deve essere colpa della malasorte, non di qualche profittatore. Non possiamo cancellare i terremoti, possiamo azzerare la marmorizzazione del malaffare. Lo Stato deve essere tramite dei finanziamenti e controllore, non operatore.

5. Abbiamo tecnologia di primo livello, competenze professionali e imprese eccellenti, sia di grandi che di medie e piccole dimensioni. Non dobbiamo avere il timore di metterle in competizione. Abbiamo anche esperti nel rapporto con gli amministratori e nel risparmiare sui materiali. Vederli soccombere non sarà un male. L’edilizia, messa in crisi anche da una tassazione demoniaca, spaziante dalle patrimoniali alle mascherature in servizi pubblici e tariffe amministrate, è un settore ad alto assorbimento di lavoro. Se si punta all’alta qualità si formeranno imprese e lavoratori capaci di conquistare mercati esteri, se si punta all’evasione e al nero continueremo ad arruolare manodopera irregolare. In questa chiave la spesa resa necessaria dai disastri sarà produttiva, superando la logica elemosiniera dei bonus.

6. I singoli proprietari devono essere messi nella condizione, per queste e altre catastrofi, di non perdere mai tutto. Assicurare i propri beni immobili è una buona pratica, che va agevolata rendendone detraibile il costo. Se fatto su larga scala sarà assai interessante sia per i privati assicuratori che per uno Stato che non si ritrovi, da solo, a far fonte agli immensi danni.

Per battere queste strade occorre una visione che superi l’orizzonte di una legislatura o di un governo. Serve un comune sentire che non sia in balia delle propagande. Abbiamo gli occhi lucidi per il dolore, ma anche il dovere di tirare un respiro profondo e andare avanti. Qualche esibizionista minore potrà supporre di accaparrarsi i meriti e qualche suo collega di campare berciando sui demeriti. Ma è in occasioni come queste che si può e deve trovare la forza, la voglia e la convenienza di sentirsi, prima di tutto, italiani.

 

Davide Giacalone

TAG: terremoto
CAT: Bilancio pubblico

3 Commenti

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  1. vincesko 3 anni fa
    Sì, italiani, ma non quelli - milioni - che si lamentano vergognosamente di pagare un piatto di lenticchie: l'ICI/IMU/TASI sulla prima casa (un onere medio annuo pari alla cifra astronomica di 225€ e l'85% ha pagato meno di 400€, cfr. per le prove documentali questo post "Renzi, taglio delle tasse (IMU e TASI) nel segno di Berlusconi” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2837640.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2015/09/renzi-taglio-delle-tasse-imu-e-tasi-nel.html e, a cascata, quelli in esso linkati, in particolare il post “12 (e più) motivi contro l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, nessuno a favore”). E per giunta trovare santi in Paradiso, sub specie di politici demagoghi (Berlusconi e Renzi) che lisciano loro il pelo, e giornalisti italiani, in particolare i sacerdoti del neo-liberismo, ideologia strampalata e spietata al soldo dei ricchi, alla Giannino o Cisnetto o Belpietro o Giacalone, ecc., severi, diuturni e spietati fustigatori del supposto lassismo della spesa pubblica e perfino di quella sociale destinata ai poveri cristi, ma, nel pieno della crisi da spread con rischio di default dell’Italia, assieme a campioni della stessa religione del calibro di Alesina e Giavazzi, fieri oppositori del contributo di solidarietà sui redditi maggiori di 300 mila €, i quali fanno orgogliosamente da bordone, abolendola, l’IMU/TASI, anche sui ricchi e i benestanti; e addossando tale abolizione alla fiscalità generale, e perciò anche sui poveri affittuari, di cui invece nessuno si preoccupa, tanti dei quali hanno “contribuito” al sesquipedale risanamento dei conti pubblici, in un solo anno, nella misura di 50 o 100 volte o più l’importo dell’IMU medio annuo. Tipico esempio di spietatezza che rinvia a patente coda di paglia. Ma, si sa, i neo-liberisti sono dei sado-masochisti, anziché sciorinare sui giornali la loro algida e sospetta spietatezza, dovrebbero farsi curare.
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  2. vincesko 3 anni fa
    Per il resto. Citazione1: “Si conferma che abbiamo imparato a portare i soccorsi”. I primi soccorsi esterni sono arrivati dopo 4 ore. Tantissime per chi è sotto le macerie. Si può e si deve migliorare. Citazione2: “Ma di colpe e colpevoli non si vive”. Da che pulpito! L’educazione dei neo-liberisti, adepti di una religione strampalata e spietata al soldo dei ricchi, si può presumere sia basata originariamente sui sensi di colpa e poi, inevitabilmente, sulla colpa: del deficit, del debito, della spesa pubblica lassista, ecc. Citazione3: “Aumentare deficit e debito non è la soluzione dei nostri mali, è il nostro male”. Ecco, appunto. Citazione4: “La spesa corrente va comunque ridotta e il debito abbattuto”. a) “Comunque” è una fesseria ideologica neo-liberista; b) comunque, dove, come, di quanto? Citazione: “L’edilizia, messa in crisi anche da una tassazione demoniaca”. A) I demoni sono solo nella mente di chi è stato educato nei sensi di colpa. b) Se si riferisce all’IMU è una fesseria senza fondamento, cfr. http://www.lavoce.info/archives/9983/compravendita-di-case-il-problema-non-e-limu/, anche in generale http://www.ilsole24ore.com/articlegallery/notizie/2013/pressione-fiscale-immobili/index.shtml e http://www.lavoce.info/archives/31904/nuova-vecchia-casa-costa-sempre-troppo/.
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  3. vincesko 3 anni fa
    PS: Ragioneria generale dello Stato ..................................................... Tavola XIII - Spesa pubblica primaria: incidenza percentuale sul PIL - anni 2006-2014 .................................................................................... Paesi ………2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 var % 2014-2006 Italia ……… 43,2 42,0 . 42,9 46,7 . 45,6 44,4 . 45,6 . 46,2 ..46,5 ……. 3,3 Germania … 42,0 40,1 . 40,9 45,0 . 44,8 42,2 . 42,1 . 42,5 ..42,5 ……. 0,5 Spagna …… 36,7 37,3 . 39,6 44,1 . 43,7 43,1 . 45,0 . 41,7 ..41,1 ……. 4,4 Francia …… 50,0 49,6 . 50,2 54,4 . 54,0 53,3 . 54,2 . 54,7 ..55,3 ……. 5,3 Regno Unito 40,9 40,6 . 44,4 47,7 . 45,9 43,7 . 43,9 . 42,0 . 41,2 ……. 0,3 UE (28) …... 43,0 42,3 . 43,8 47,7 . 47,3 45,7 . 46,1 . 45,9 . 45,7 ……. 2,7 Arrotondando, abbiamo: Italia 46%, Germania 42%. Parrebbe quella dell’Italia più alta. Ma proviamo a trasformare il dato in informazione: l'Italia ha perso dall'inizio della crisi circa 10 punti di Pil (mentre il Pil tedesco è aumentato), pari a circa 150 mld; se rapportiamo la spesa primaria al Pil corretto aggiungendo al denominatore 150 mld, otteniamo che l'incidenza % sul Pil scende al 42%, esattamente uguale al dato della Germania. Dunque, non è cresciuta la spesa primaria (numeratore), è diminuito il Pil (denominatore). Non dico che sia indifferente, ma solo che la spesa è cresciuta poco in valore assoluto (in 8 anni, del 3,3% in valore nominale, contro il 2,7% della media UE28) e che non va ridotta globalmente ma solo riqualificata (storni tra capitoli di spesa), come si evince anche dal dato della spesa primaria procapite, rimasta costante dal 2009................................................................... Tavola XVIII – Spesa primaria procapite– valori in euro – anni 2006-2014 ................................................................................................... Paesi ……….2006… 2007 …2008 ..2009 …2010 …2011 ..2012 ..2013 …2014 .................................................................................................... Italia ……… 11.516 11.618 11.938 12.461 12.361 12.269 12.388 12.430 12.365 .................................................................................................... Germania … 12.191 12.259 12.744 13.482 14.124 13.958 14.191 14.625 15.343 ........................................................................................ Spagna …….. 8.400 ..9.016 ..9.679 10.284 10.172 ..9.906 10.021 ..9.219 ..9.197 ........................................................................................ Francia …….14.646 15.165 15.646 16.380 16.709 16.896 17.344 17.681 17.933 ........................................................................................ Regno U. …. 13.916 14.415 13.738 12.822 13.310 12.948 14.184 13.441 14.451 ........................................................................................ UE (28) …... 10.546 10.956 11.376 11.652 12.031 11.937 12.260 12.282 12.582 .................................................................................................... http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Pubblicazioni/Analisi_e_valutazione_della_Spesa/La-spesa-pubblica-in-Europa/
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