L’utero di Bobbio

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2 Marzo 2016

Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze

(Norberto Bobbio, Invito al colloquio, in Politica e cultura, Einaudi, Torino 1955, p. 15.)

Sono ragionevolmente sicuro del fatto che Bobbio non avrebbe mai aperto un profilo Facebook o Twitter. LinkedIn non ha posto per i filosofi, Pinterest men che meno; resta Medium, che però non è un social.

Preambolo per dire come in questi giorni la solita, odiosa, tediosissima polarizzazione che ormai sembra l’unico codice di regolamentazione dei social mi ha colpito nel personale, là dove per personale intendo il ragionamento.

Il tema generale è l’utero in affitto, quello particolare è il Dubbio.

Lavoro con i social e leggo due quotidiani al giorno, sono in rete il 95% del mio tempo di veglia e quindi posso dire di essere informato. Molto informato. Pure troppo informato, ma questo è un altro discorso.. Eppure in questi giorni Facebook e Twitter sono un vero tormento, per me; lo sono perché non riesco a farmi un’opinione definitiva, certa, schierata e quindi rassicurante sulla questione dell’utero in affitto.

E’ il termine di per sé stesso che in qualche modo non mi piace, ma già questo mi pone di fronte a un interrogativo serio: perché non mi piace? Voglio dire, l’utero è un organo del corpo umano e ‘affitto’ non è una parolaccia.

Ci sto riflettendo perché qualcosa nell’impianto del ragionamento che si sta facendo da una parte come dall’altra non mi convince. Non mi piace ad esempio che ci sia un ‘mercato’. Non mi piace che un bambino sia equiparato ad un organo, perché non è un organo. C’è qualcosa che non mi convince nel modo in cui tutto questo bailamme non tiene in minimo conto quei bambini che già esistono, respirano e vivono male in luoghi oscuri, dimenticati [è uno dei motivi per cui mi sono battuto insieme a tanti altri e purtroppo con esito infausto a favore della Stepchild adoption]

Insomma, ho dei gran dubbi e non ho una posizione netta, chiara, definita. E lo rivendico.

Ma pare non si possa. Non è consentito avere dubbi di sorta, non esiste zona grigia, luogo in cui dire dire ‘Ci sto riflettendo’ senza passare per cretini o smidollati.

Ancora una volta non c’è verso di dare spazio a chi [come me in questa specifica occasione] ha dei dubbi. Ci vorrebbe un social per dubbiosi: me lo immagino come un luogo temporaneo in cui ci si prende del tempo per farsi un’opinione leggendo, magari studiando, addirittura [utopia!] approfondendo.

Sto leggendo molto sull’argomento e ascolto tutti senza intervenire quasi mai se non per esternare, appunto, i miei dubbi che però allo stato attuale ci sono, sono grossi e lì restano, imperterriti.

Non so se riuscirò a rimpicciolirli o a dissiparli del tutto ma in questo momento, sentendo il ‘dibattito’ mediatico [social e no] mi viene da tenermeli da conto e quasi da coccolarli, perché tutte queste sicurezze in giro mi fanno un [bel] po’ paura.

 

TAG: diritti lgbt, figlisenzadiritti, nichi vendola, social network, step child adoption, utero in affitto
CAT: Bioetica, Famiglia

3 Commenti

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  1. umbrito-tamburini 5 anni fa

    Gia’ il vero fatto che si parli di “uomini di cultura” altera profondamente il senso di quello che si intende per onesta:’ sarebbe mpiu sensatp parlare di fair play o tropopragma, ma qui si trascende sul significato di filosofi impostori e dei loro ancor piu’ impostori esegeti.
    Le unintended consequences dei nuovi mezzi di intervento tolgono ai professionisti dell’impostura il monopolio -in passato acquisito dalla grazia del principe, ora dalla genuflwsione al burocrate di giornata. Certo, negli odierni Stati Uniti un unsavoury chap ha monopolizzato il pensiero dei glitterati, creando uno spazio ‘alternativo’ all’impostura’ di facile accettazione; intendo i due contendenti dem.
    Il fatto -e mi fa piacere ricordare Dino Buzzati- il vero fatto e’ che il pensiero non puo’ essere indirizzato: anche in finsteren Kerker die Gedanken sind frei, figuriamoci se quacuno avesse il potere di impedire a Bill Gates di pensare. Be’, in Italia qualcuno ci saerbbe!

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    1. piovasco 5 anni fa

      umbrito,non riesco a capire NULLA di ciò che hai scritto.E non rintraccio neanche un eventuale nesso tra l’articolo ed il to commento. Non dico che non ci sia,ma Io non lo vedo.

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  2. piovasco 5 anni fa

    Effettivamente sembrano essere tutti molto schierati sulla questione della maternità surrogata. A fronte di grandi ragionamenti compiuti. Io propongo,invece, una DISINFORMAZIONE detossificante.
    E questo non perchè io reputi inutile l’informarsi sulle cose, ma perchè credo che leggendo
    o assistendo ai dibattiti su questo argomento in sostanza non ci si informa per nulla.
    E’ veramente pieno di persone che urlano il loro schieramento pro o contro. Urlano cosi’ forte che io non capisco cosa dicono.Ho in generale una fortissima impressione di GRANDE disonestà a riguardo: chiedo a coloro che sono schierati :QUALE E’ IL VERO MOTIVO,per cui siete favorevoli o contrari?
    .Ripeto IL VERO motivo.?
    Per sostenere o demolire la questione della maternità surrogata vengono messi in campo grandi concetti e analisi:
    LA MERCIFICAZIONE-SFRUTTAMENTO INDIVIDUI.
    REIFICAZIONE.
    DIGNITA’ DELLA PERSONA UMANA.
    EGOISMO.
    MASCHILISMO.
    LIBERTA’.
    DIRITTI.
    FEMMINISMO.
    LIBERTA’.
    Questo elenco(che non ha alcuna pretesa di completezza) enumera delle bandiere.
    Non sono pochi i machisti maschilisti,i gay omofobi, le donne che praticano e sostengono la sottomissione al maschio, e quelli che: «poi qualche schiaffo alla donna tua è una cosa sacrosanta.» Quelli che : « l’identità della donna si realizza solo nell’essere madre» che sostengono i loro argomenti sventolando la bandiera FEMMINISTA.
    Quanti sono cosi’ tirchi che neanche cacano pur di non dare nulla al mondo e fanno grandi accuse di EGOISMO.
    Quanti genitori criminali che mettono al mondo esseri umani per non separarsi e per riversare su di loro frustrazioni sbandierano LA DIGNITA’ DELLA PERSONA.
    Quanti ignoranti confusi, sfruttati, castrati, in gabbia in un lavoro di merda, al 12esimo piano di palazzine fetide, che vendono il loro tempo,la loro dignità,la loro salute tutti i giorni della loro Unica vita e , però….rispetto a questo argomento scoprono il termine REIFICAZIONE.MERCIFICAZIONE, ma solo per parlare di maternità surrogata. Quanti prepotenti schiavisti si inalberano contro la schiavitù.
    e quanti antischiavisti, fini critici politci, grandi intellettuali, per le loro necessità sono disposti a sfruttare persone in difficoltà senza batter ciglio. Quanti esegeti di Paolo di Tarso esperti di critiche al materialismo poi u figlio lo devono avere a tutti i costi.
    Insomma, la mollo qui…..ma potrei continuare.
    Davanti a noi distese di cazzari bugiardi. Il loro schieramento è chiaro. Il loro motivo NO.
    Quanti argomenti che sono solo fumo negli occhi.Per questo forse smettere di ascoltare e cercare di capire senza (dis)INFORMARSI, cosa c’è in tutto questo dibattito, potrebbe essere un buon consiglio.E se poi qualcuno mi fa render conto che ho solo detto un mucchio di idiozie va benissimo….

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