Milano

“Il derby delle primarie”: un confronto aperto tra centrosinistra e centrodestra

Per la prima volta nella storia, entrambi i candidati alla carica di Sindaco potrebbero essere scelti nei gazebo. Se ne è discusso in un panel trasversale al Circolo Caldara

12 Febbraio 2026

C’è sempre una prima volta. Parlare di primarie è un refrain ben noto al centrosinistra, ma il tema non era mai stato esaminato insieme alla controparte, ovvero al centrodestra. Ancora più disruptive sarebbe che entrambi gli schieramenti facessero scegliere agli elettori il candidato da proporre per la successione di Beppe Sala. Accadrà davvero? È presto per dirlo, ma già discutere l’ipotesi è un fatto politico rilevante. È successo mercoledì sera al Circolo Caldara, dove l’evento “il derby delle primarie” ha visto un interessante confronto tra gli esponenti di maggioranza e opposizione. È stato davvero un piacere per me moderare un panel decisamente vivace e ricco di spunti.

Il centrosinistra è stato rappresentato da Anita Pirovano, esponente di AVS e Presidente del Municipio 9, e da Lorenzo Pacini, assessore Dem del Municipio 1 e ideatore del ciclo di incontri “Primarie o barbarie”, che sta riscuotendo notevoli successi in ogni sua tappa nei quartieri cittadini. Sull’altro fronte, il consigliere comunale Alessandro De Chirico ha coerentemente vestito i panni dell’alter ego di Pacini, visto che lui le primarie le chiedeva già nella precedente tornata: nel 2021 non gli dettero credito, oggi lo stanno seguendo anche negli altri partiti, a partire dal capogruppo leghista Alessandro Verri fino alla seconda carica dello Stato Ignazio La Russa, Presidente del Senato, ma anche punto di riferimento indiscusso di FDI a Milano. Unica relatrice senza cariche istituzionali la vicecoordinatrice di Forza Italia Alice Piscitelli, autentica sorpresa della serata, che nonostante i suoi 26 anni (dei quali solo gli ultimi quattro vissuti a Milano) ha tenuto il punto con determinazione al cospetto di politici ben più navigati. Chapeau.

Tutti e quattro hanno convenuto su un punto che potremmo intitolare “Primarie sì, ma non purchessia”: il ricorso ai gazebo non deve essere una scelta ideologica (anche perché le posizioni di partenza sono diverse), bensì uno strumento che rilanci la partecipazione attraverso regole precise, evitando dei “beauty contest” solo formali. Non è stato l’unico punto di contatto, perché su temi come il voto per i fuori sede, il coinvolgimento della Città Metropolitana e la capacità del Sindaco di essere espressione del tessuto sociale – non solo delle segreterie di partito – c’è stato un assenso davvero trasversale. Ma non si pensi a una serata infarcita di melassa o, peggio, a una sostanziale sovrapposizione tra Sparta e Atene. Anzi, non sono mancate diverse frecciate vicendevoli e alcune nette distinzioni. Se per Pacini e Pirovano l’orizzonte consiste in una maggiore radicalità alla Mamdani, pur senza rinnegare quanto di buono fatto in 15 anni di centrosinistra, De Chirico e Piscitelli hanno tracciato un identikit del candidato ideale che sembrava una foto in negativo dell’ultimo ciclo di Sala, girando il coltello nella piaga di alcune problematiche aperte, dalla cultura ai centri sportivi.

Un confronto schietto e generoso, nel quale non è mancato un passaggio sul possibile impegno diretto dei presenti. Ma, come ha giustamente osservato Pacini, è presto per dire chi scenderà in campo, visto che al momento non c’è nemmeno il campo. Le primarie, a oggi, sono un’ipotesi sulla quale è necessario confrontarsi e quindi l’auspicio è che al primo confronto bipartisan seguano altre occasioni pubbliche. Grazie a Franco D’Alfonso per averci permesso di accendere la miccia: il percorso di ragionamenti sul futuro della città organizzato dal Circolo Caldara è davvero prezioso, perché passata la sbornia delle Olimpiadi e quella del referendum sulla Giustizia dovremo occuparci molto seriamente della Milano dei prossimi dieci anni.

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