Milano
Rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli architetti a Milano: idee per una nuova prospettiva
Rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Milano.
Una nuova prospettiva di governo: il progetto della Lista Architetti Metropolitani
Milano e la sua area metropolitana sono da sempre un laboratorio di trasformazioni urbane e un motore di innovazione economica, sociale e culturale.
Tuttavia le recenti vicende che hanno attraversato la politica e l’urbanistica cittadina hanno contribuito a creare un clima di crisi diffuso, che non riguarda solo gli addetti ai lavori.
Le tensioni e le incertezze che ne derivano si riflettono infatti sull’intera comunità urbana.
In questo scenario, la debolezza degli organismi di rappresentanza professionale emerge come un fattore critico: una fragilità che rischia di ridurre la capacità collettiva di affrontare le grandi sfide della città contemporanea, dalla rigenerazione urbana alla transizione ecologica, fino all’accessibilità degli spazi pubblici e alla qualità dell’abitare.
È in questo contesto che la Lista Architetti Metropolitani (AM) propone un percorso di ricomposizione e di rilancio, volto a restituire all’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Milano la sua funzione di presidio culturale e tecnico a servizio della città e dell’area metropolitana.
Le imminenti elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Architetti giungono in un momento particolarmente delicato per l’Istituzione, segnato dalle vicende giudiziarie che hanno profondamente intaccato la reputazione dell’Ordine stesso. Le indagini della magistratura in materia urbanistica hanno coinvolto Presidente ed ex Presidente e portato agli arresti domiciliari il segretario. La pubblicazione di chat “imbarazzanti” hanno messo in luce pratiche caratterizzate da discrezionalità e autoreferenzialità, incrinando la fiducia degli iscritti verso il proprio organismo di rappresentanza.
Di fronte a tale situazione, il gruppo consiliare uscente non ha ritenuto opportuno elaborare radicali prese di posizione né forme di autocritica; anzi, la lista che oggi lo rappresenta si presenta con elementi di continuità con la gestione precedente, senza introdurre elementi di discontinuità né di rinnovamento.
In questo clima di sfiducia e di urgenza di cambiamento la Lista Architetti Metropolitani (AM), costituisce una risposta a un bisogno condiviso di rifondazione etica e culturale dell’Ordine. L’elemento cardine del programma è la lotta ai conflitti di interesse e l’affermazione di un modello di governance inteso come infrastruttura a servizio degli iscritti, attraverso modalità gestionali trasparenti, collegiali e partecipative.
Il progetto della Lista AM nasce da una profonda convinzione: l’Ordine deve trasformarsi in un’infrastruttura collettiva, capace di garantire trasparenza, partecipazione e vicinanza agli iscritti ma anche di dialogare in modo autorevole con le istituzioni politiche e amministrative.
Un esempio emblematico è la scelta di rivedere radicalmente la collocazione della sede: non più un immobile oneroso e poco frequentato nella quotidianità ma uno spazio funzionale, economicamente sostenibile, aperto al confronto, al coworking, alla formazione e alla sperimentazione condivisa, con particolare attenzione ai giovani professionisti.
Non si tratta di un dettaglio gestionale, ma il segno tangibile di un cambiamento di paradigma, che mira a ridurre la distanza tra istituzione e comunità professionale, restituendo all’Ordine la capacità di rappresentare la realtà viva della Milano metropolitana. La trasformazione di uno spazio oggi esclusivo in un “luogo” destinato non solo alle attività amministrative ma aperto alla comunità professionale e alla città.
Il programma di AM si fonda su principi chiari e fortemente intrecciati con le esigenze del contesto milanese: un’etica professionale rigorosa e trasparente, la difesa della dignità del lavoro degli architetti, la costruzione di reti di sostegno e di solidarietà professionale, la promozione della qualità architettonica come bene comune, e una formazione continua accessibile e orientata ai temi emergenti come la transizione ecologica, le tecnologie digitali e l’innovazione sociale. Non si tratta dunque di un elenco di misure puntuali, ma di un progetto culturale e politico che vuole restituire all’architettura il suo ruolo di disciplina pubblica, strettamente legata al benessere collettivo e alla qualità della vita urbana.
Perché allora un evento apparentemente di nicchia e corporativo come il rinnovo del Consiglio dell’Ordine dovrebbe interessare l’intera comunità della provincia di Milano? La risposta risiede nel fatto che le scelte e le politiche dell’Ordine hanno ricadute dirette sulla qualità del progetto urbano, sulla tutela del paesaggio, sulla gestione del territorio e sulla promozione di una cultura dell’abitare inclusiva e sostenibile.
Un Ordine forte, rinnovato e rappresentativo non è soltanto un presidio per gli architetti, ma un interlocutore indispensabile per le amministrazioni locali, per le forze politiche e per la società civile nel suo complesso.
In una metropoli come Milano, che si misura quotidianamente con le tensioni della crescita e con la necessità di rigenerare i propri spazi, la presenza di un organismo professionale capace di garantire qualità, competenza e visione è una risorsa strategica per tutti.
La Lista AM (https://www.architettimetropolitani.it) intende dunque promuovere un processo che va oltre la scadenza elettorale: un cammino di rinnovamento e di responsabilità condivisa, per restituire all’Ordine il suo ruolo di infrastruttura culturale e tecnica al servizio non solo degli iscritti, ma dell’intera comunità urbana milanese.
Michele Monte – Jacopo Muzio (coordinatore della Lista)
Devi fare login per commentare
Accedi