Il Clima cambia lentamente, inesorabilmente. La politica no, è ancora vecchia

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30 dicembre 2018

Non saranno i nostri padri, i nostri zii e non saremo nemmeno noi quarantenni, a poter governare ed amministrare in modo tangibile il cambiamento epocale che ci sta travolgendo: il clima cambia in modo radicale e stiamo usando la chimica sostanzialmente come si faceva nel periodo ’60-’80, ovvero spingendo al limite ogni risorsa come se non ci fosse un domani e senza tenere conto che non stiamo inquinando Gaia (1) in senso lato, ma solo l’equilibrio che ci permette di stare su questo pianeta bene e a lungo.

Gaia si trasformerà sopravvivendo al passaggio dell’Homo Sapiens ed accogliendo forse altre forme di vita, creature con meno pretese delle nostre.

Ma i nostri politici lo sanno? si. Solo che i processi di cambiamento del clima sono lenti ed irreversibili, più lenti di qualche legislatura, dunque è più comodo accontentare la lobby di turno piuttosto che fare scelte forti.

Esempio lampante sono i vari ed inutili summit sul clima, che non portano sostanzialmente a nulla.
L’ultimo in una delle nazioni più inquinate d’Europa, la Polonia, che ha chiaramente messo subito le mani avanti (vi traduco il messaggio del Presidente Duda durante la Cop24)

“Non abbandoneremo il carbone, siamo in crescita e sgomitiamo per essere ricchi anche noi, abbiamo carbone per vent’anni, non rompete troppo le palle. Ed ora tutti seduti, fate la vostra inutile riunione e levatevi dai coglioni*”

Ed inutile riunione è stata.

Perché dovete sapere che in Polonia – ricca di carbone – la Lobby predominante non è quella del petrolio, ma quella della roccia sedimentaria alla quale è addirittura dedicata una giornata nazionale!

Le riserve sono sufficienti almeno per vent’anni ed il Presidente è intenzionato a bruciarle tutte, non lo manda di certo a dire. E dico “fortunatamente”, perché rispetto a molti che invece accontentano le Lobbies in modo subdolo, poco evidente ed efficace.

Immaginare che nel 2020 esista ancora la Lobby del carbone mentre impugni lo smartphone per leggere questo articolo, è quantomeno anacronistico, avulso dal contesto temporale.

Quando molti si lamentano dell’Italia, mi viene facile portare esempi molto meno virtuosi del nostro paese e la Polonia è uno di quelli più lampanti.

Si l’Italia è un esempio virtuoso

Abbiamo una buona produzione di rinnovabili, una delle multinazionali più attive a livello mondiale e stiamo abbracciando la mobilità elettrica. La nostra rete elettrica è robusta, pronta ad accogliere milioni di veicoli elettrici, anche per il trasporto pesante.
Abbiamo associazioni ed una nostra positiva Lobby degli elettroni , siti internet, ingegneri divulgatori, ingegneri che ben conoscendo il mondo del diesel rinascono “elettrici“, tassisti elettrici convinti, proprietari di auto elettriche…tutti riuniti sui social, nelle chat…un micro fermento che sta diventando MACRO

 

Daniele Invernizzi – Presidente eV-Now! e VP Tesla Owners Italia durante il Forum di Roma di Qualenergia

Bene, questa è una vera e propria Lobby positiva. E da questo movimento, queste facce e voci sono tutti papà e mamme di questi visi giovani, entusiasti e che sapranno cambiare il mondo

Questi sono i giovani capaci di fare irruzione durante un evento dedicato ai combustibili fossili criticando fortemente le scelte del governo polacco.
Gli zii di questi giovani (e spesso i nonni) governano in modo antico, poco trasparente e completamente fuori tempo.

La leader di questo gruppo la vedete in mezzo, si chiama Victoria e veste in giacca e papillon: è giovane, convinta, scrive sul Guardian ed usa messaggi semplici e noi speriamo che possa essere alla guida di giovani in grado di recuperare un mondo governato finora per lo più da vecchi brontoloni, avidi e noiosi.
Ascoltatela, seguitela sui social: serve brio, fantasia e soprattuto un carattere aperto per salvare il salvabile, viviamo in un’epoca spettacolare, forse una delle migliori vissute dall’uomo ed abbiamo capacità e tecnologie per fare quasi tutto.
Ora servono menti fresche: vecchi politici, vecchie menti, godetevi la pensione.

E levatevi dai coglioni.*

 

 


*necessarie licenze poetiche.
1) Nella sua prima formulazione l’ipotesi Gaia, che altro non è che il nome del pianeta vivente (derivato da quello dell’omonima divinità femminile greca, nota anche col nome di Gea), si basa sull’assunto che gli oceani, i mari, l’atmosfera, la crosta terrestre e tutte le altre componenti geofisiche del pianeta terra si mantengano in condizioni idonee alla presenza della vita proprio grazie al comportamento e all’azione degli organismi viventi, vegetali e animali.

TAG: cambiamento climatico, clima, energia rinnovabile, Giovani e generazioni
CAT: clima, Inquinamento

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