A chi lo do stasera? Il Nobel, che avevi capito?

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7 ottobre 2019

Oggi un Premio Nobel non si nega a nessuno, tutti possono esserne degni, alla fine. Andando a ravanare nelle vite di tutti si trova sempre una ragione per dare un Nobel per una qualsiasi di esse.

D’altro canto abbiamo visto dare dei Nobel a personaggi che mai ci saremmo aspettati, specialmente quelli per la letteratura tipo Dario Fo. Per carità, nulla da ridire riguardo alle sue opere meritevoli di attenzione, ma forse un pensierino su Gesualdo Bufalino o Mario Praz, almeno in passato, lo avrei fatto. Poi di recente toccò pure a Bob Dylan, nientepopodimeno che. Ora, certo qualche canzone di Dylan merita anch’essa qualche attenzione, ma allora le canzoni di Fabrizio De André erano anche assai più interessanti, sia come musica sia come testi letterari. Sempre restando in Italia, un nobelino Elsa Morante se lo sarebbe pure meritato. Chissà, forse a Stoccolma saranno un po’ disinformati.

È stato dato il Premio Nobel per la Pace nientepopodimeno che a Barack Obama, un presidente statunitense che ha acceso un bel po’ di guerre in Medio Oriente, continuandone altre precedenti. Il suo capolavoro di pace è il bombardamento della Libia senza prevedere un intervento nella ricostruzione. Degnissimo di un Premio Nobel per la Pace. Chissà qual è l’idea della pace che hanno a Oslo, perché è lì che quel premio viene assegnato.

Come mai qualcuno, lì in Norvegia, avrebbe proposto di darlo a Greta Thunberg quest’anno? Perché le sue manifestazioni in soccorso del clima sono pacifiche? Mi sfugge la motivazione ma più che quest’ultima mi sfugge l’adesione di tante persone all’idea che la ragazza possa effettivamente meritare una simile onorificenza. È pur vero che se lo hanno dato perfino a un presidente statunitense che ha fatto ciò che ha fatto, ormai lo possono dare pure ai famigerati scafisti che, alla fine, traghetterebbero dei disperati verso un continente sicuro come l’Europa se non intervenissero decreti sicurezza e bizzarre leggi dei governi europei.

Si potrebbe istituire un premio Nobel per l’ignoranza, in fondo anche quella può essere un’eccellenza. O per la mistificazione, Premio Nobel Cagliostro, perché comunque dietro una mistificazione c’è uno studio ben architettato, ci sono grandi manovre di manipolazione del pensiero attraverso documenti e comportamenti, non è poi così facile sia progettarlo che eseguirlo, non bisogna sbagliare un solo passo. Tra questi due nuovi premi, quale potrebbe meritare con maggiori competenze la giovane paladina svedese? O, forse, bisognerebbe fondare un Premio Speciale Milady al management per avere intessuto una simile telenovela, spacciandola per autentica e facendola credere a tante persone. A tante altre no.

Però, forse, bisognerebbe costituire il Premio Speciale Lucignolo perché una ragazzina che riesce a non andare a scuola per un anno intero, e a farselo pure abbonare, oltre a tutti i venerdì di assenza per lei e i suoi discepoli, è una grande stratega.

Il Premio Nobel per la Perfidia, collettivo, va a tutti quegli adulti che la osannano, complici delle ingenue prese di posizione della fanciulla e che la festeggiano. Sono proprio loro che l’hanno mandata nell’arena e che nutrono quell’idea comune e distorta – leggi interessata – di ambientalismo, per cui pur essendo molti di loro gli autentici artefici di buona parte dell’inquinamento globale, appoggiandola credono e fanno credere a molta parte del pubblico di tornare vergini. Come la piccola svedese, virginea condottiera di una crociata ipocrita a sua insaputa. Ricchi premi e cotillon.

 

© Ottobre 2019 Massimo Crispi

TAG: Greta Thunberg, Nobel, obama, pace
CAT: costumi sociali

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