Dacci oggi il nostro lager quotidiano

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19 Marzo 2020

Chi ha ideato questa terribile immagine diffusa per i social e inviata con un sorriso amaro su whatsapp, in questi giorni in cui ci si scambiano freneticamente messaggi e foto per non deprimersi troppo, non è una persona con cattivo gusto.

Potrebbe, al contrario, essere uno di quei lucidi redattori satirici di riviste come Charlie Hebdo o Il Male, o un vignettista come Vauro o Altan o decine di altri che sanno come comunicare un disagio attraverso una vignetta d’impatto. Coloro sanno bene come entrare nel vivo di una questione, scioccando, inimicandosi la morale comune, la quieta mediocrità, il buon senso. Non a caso molti politici s’indignano, perché la satira fa sempre centro, spesso in maniera sgarbata ma è il suo mestiere. I politici più furbi invece sono molto contenti della satira perché fa loro pubblicità gratuita e ci ridono su. Ne abbiamo di questi casi, a vagonate.

Questa immagine che ho scelto come apertura, in un’epoca come quella che stiamo globalmente vivendo, ci racconta tante cose. Forse più di quelle che l’autore immaginasse, perché c’è sempre qualcosa d’inconscio che emerge, e questo qualcosa è anche legato ai nostri archetipi. Lo sapevano benissimo Freud e soprattutto Jung.

Lo slogan, innanzitutto. Andrà tutto bene. Non si ripete altro, manoscritto sulle lenzuola e appeso ai balconi dei cittadini prigionieri in casa, annunciato con sorrisi sfavillanti da presentatori televisivi, dalle suore che si sono prestate a un video ottimista, anche perché l’acquasanta per Brosio non può mai e poi mai contagiare nessuno. “Andrà tutto bene” è poi nientemeno che il titolo di una canzone, udite udite, della band ZeroZeroAlfa, gruppo musicale di riferimento di Casapound e risale a una decina d’anni fa. Vedi quanti significati già si vengono a scoprire dietro un innocente e augurale slogan.

La disperazione per una qualche cosa che non si conosce, come un virus apparentemente nuovo, che non si sa come si comporta e che comunque uccide le persone più deboli, strumentalizzato da questo o quel virologo, da questo o quel politico, da chiunque, e oggetto di discussione ormai di tutti, anche perché non si parla d’altro in tv, è alla base dell’immagine. Lo slogan sostituisce quello altrettanto ipocrita e atroce, Arbeit macht frei, il lavoro rende liberi, che campeggiava sull’ingresso dei campi di concentramento nazisti, dove ebrei, omosessuali e zingari erano concentrati, pronti per lo sterminio, dopo un’eventuale schiavitù.

Oggi tutti, in caso di discriminazione o genocidio, probabilmente porterebbero una maglietta con su scritto “Je suis juif” “Je suis gay” “Je suis tzigane”, dopo la tragedia di Parigi. E infatti oggi qualsiasi slogan viene appeso alle finestre, ricamato a punto croce su lenzuola, scritto con pennarelli, graffito sui muri, eccetera. Qui, stando sull’insegna all’ingresso di un lager nazista, rigorosamente in una foto in bianco e nero, lo slogan riporta alla memoria storica di un tempo assai buio come quello della seconda guerra mondiale. Ci ricorda anche, quindi, che siamo in guerra. In guerra globale, perché qualsiasi luogo può diventare un campo di concentramento da cui è impossibile evadere. Come in quei lager, di certo assai meno confortevoli delle nostre case, fuori ci sono i militari. Finora tranquilli, perché siamo solo alla prima quindicina di giorni, ma già arrivano altri allarmanti segnali che il soggiorno coatto, unica arma contro un virus letale, si protrarrà.

L’altro ieri, sempre per whatsapp, girava un messaggio con un documento pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, datato 17.03.2020 annunziando l’entrata in vigore del DL nr 18. Vi si dice che le scadenze di patenti di guida, revisioni di auto e coperture assicurative vengono prorogate vista l’emergenza sanitaria. Ma non di quindici giorni o un mese. Il punto 2 dice chiaramente che i veicoli che dovrebbero essere sottoposti a revisione periodica entro il 31 luglio 2020 sono autorizzati a circolare sino al 31 ottobre 2020. Questa è la data più postergata di tutte. Ovviamente c’è un messaggio in questa comunicazione, non sono date messe a caso. Vuol dire che la scadenza di questa emergenza finora è fissata, al più tardi, al 31 ottobre prossimo, ossia tra sette mesi e mezzo. Ed ecco il lager che si va delineando sempre più chiaramente intorno a noi. Già da stamani viene detto che tutto resterà chiuso ben oltre il 3 aprile, forse fino alla fine del mese, poi si vedrà.

Facendo dei parallelismi collo sterminio nazista, ormai ben presente nell’immaginario collettivo grazie a un’informazione culturale molto vivace fatta di narrativa, cinematografia, documentaristica, e così via dal dopoguerra in poi, e di giornate della memoria che, ipocritamente, non nominano quasi mai gli omosessuali, i disabili e gli zingari ma solo gli ebrei, bisogna attualizzare queste categorie colla globalizzazione. Adesso i reclusi in un lager non sono solo quelle classi di persone sgradite al nazismo ma tutte le comunità del mondo, perché il coronavirus ci prende tutti, senza alcuna distinzione sociale e razziale. Dal particolare si va all’universale e quest’universale proprio non ci piace, tant’è che si ricorre a un’immagine che ci fa orrore per l’orrore che il lager è stato nella realtà storica. In più il nemico è invisibile, subdolo, senza ideologie o religioni né appartenenze economiche. La Totentanz volteggia intorno al ricco e al povero, al soldato e all’imperatore, al laico e al prete. Ma ci dice di più.

Lo slogan è sempre la sintesi più efficace per trasmettere un pensiero col minimo delle parole. Tre parole per lo slogan nazista, tre parole per lo slogan italiano, una principale sintetica. Ipocrita l’uno e ipocrita quest’altro, perché non andrà tutto bene così come quel lavoro non rendeva liberi. Non può andare tutto bene se molte persone muoiono, e nemmeno i loro cari possono assistere al rito funebre, importante perfino per i pagani. Sepolti, cremati, e via. Il lager tiene prigionieri. E le persone muoiono a causa di un virus, certo, che poi si comporti anche come virus opportunista ha poca importanza; nel frattempo i soggetti a rischio hanno meno possibilità di farcela e questo in un mondo che cerca sempre di prolungare la vita, spesso anche camuffandola attraverso la chirurgia estetica, è inaccettabile. Non può andare tutto bene colle attuali strutture sanitarie, già sfregiate da un’incuria governativa pluridecennale, da un frazionamento della sanità da nazionale in regionale che ha mostrato, nell’emergenza, tutte le sue falle e tutti i suoi orrendi traffici con le ditte appaltate, cosa di cui non si parla mai abbastanza. Nel frattempo i presidenti delle Regioni litigano tra loro e col ministero per gli ovvî intralci, per gli ovvî ritardi, per le ovvie carenze: tutto frutto della politica, politica avallata (talvolta no) dal voto degli elettori che ha portato al potere chi prometteva questo e quello, dal milione di posti di lavoro alle pensioni per tutti, e invece tagliava sui servizi sanitari e sull’istruzione e produceva esodati e altri disastri. Taglia di qua e taglia di là alla fine resta solo l’osso del prosciutto. E le vittime siamo noi. Quindi non andrà tutto bene e soprattutto il lager di quell’immagine rischia di traslare il suo significato come sepolcro collettivo. Anche la speme, ultima dea, fugge i sepolcri.

Ma non finisce qui. Chissà se chi ha ideato quest’immagine ci ha pensato. Mentre il lager era comunque un’enclave minima in un mondo che funzionava in maniera completamente diversa a spese della comunità reclusa, un lager globale è l’enclave di sé stesso. Tutto ciò che esiste fuori dall’odierno lager non è utilizzato da una classe dominante che beve champagne e festeggia, né c’è un’alleanza che combatte per liberare i reclusi dal lager, anzi si avverte con messaggi larvati che il lager avrà vita lunga perché il nemico non è visibile. Non è possibile perché avrebbe poco senso, anzi nessuno. Certo, un lager può essere arredato meglio di altri, e chi ha una casa spaziosa ha una prigionia più confortevole di chi vive in un monolocale, magari in due o più. Ma sempre lager è.

Perfino un messaggio come quello strampalato di Zaia e dei suoi 11.000 tamponi al giorno, assolutamente inutili e impossibili da fare, che relegano la comunicazione, come sempre, a pura demagogia, contiene un risvolto interessante; che è un avvertimento sul prolungarsi della prigionia. Se si divide la popolazione di 5 milioni di abitanti per la cifra suggerita dall’illuminato governatore del Veneto, a parte l’impossibilità materiale di condurre l’intervento per tutta una serie di complicazioni operative, si ottiene la cifra di 454 giorni. 454 giorni solo per eseguire (non portarli a termine) i tamponi per stabilire la positività della popolazione dell’intero Veneto. Oltre un anno. Il che significa che solo per rendersi conto dei positivi se ne vanno 454 giorni. E nel frattempo che succede? In Veneto e altrove, perché il mondo è vasto e piccolo al contempo e travalica i confini della Serenissima. Il messaggio, sicuramente inconscio da parte di Zaia, è che quest’orrore durerà parecchio.

Il lager è la metafora della gabbia che l’umanità si è cucita addosso da sé. Chi ha ideato quell’immagine ha la vista lunga.

TAG: andrà tutto bene, arbeit macht frei, coronavirus, governo, lager, satira, totentanz
CAT: costumi sociali, Media

8 Commenti

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  1. uldio-calatonaca 6 mesi fa

    Una cosa mi preme dire, non sul quesito principale insito nell’immagine che da lo spunto (su questo mi riservo, è troppo ampio discutere e decidere dove l’estetica impatta l’etica e dove può arrivare la facilità iconica dell’oggi e del meta-oggi, che ci reclude davanti ai media). Nell’articolo versi fine si dice che i campi di sterminio (non solo x ebrei, lo sappiamo bene tutti) erano un’enclave minima in un mondo che almeno si muoveva diversamente. Intanto tali campi erano centinaia, sono iniziati prima ancora che la guerra divenisse mondiale, poi cerano campi di concentramento (non tutti di sterminio ma …) anche sotto altri stati (stranieri reclusi in USA, prigionieri di GB, del Giappone e URSS (i Gulag alla grande ! E non tantissimo preferibili a quelli nazisti) ma soprattutto, si vivevano condizioni atroci in oltre mezzo mondo. Paura torture fame malattie criminalità freddo bombardamenti lutti mutilazioni cecchini violenze sulle donne emigrazioni terribili scelte durissime da compiere. Forse qualcuno viveva pure benino o bene, quello x fortuna sempre, ma l’ansia grave per il presente e il futuro sicuro era cosa comune. Inutile e difficile fate gare, oggi pure è una brutta situazione d’ansia e pericolo, domani chissà, ci aggiorniamo se volete.

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  2. uldio-calatonaca 6 mesi fa

    Una cosa mi preme dire, non sul quesito principale insito nell’immagine che da lo spunto (su questo mi riservo, è troppo ampio discutere e decidere dove l’estetica impatta l’etica e dove può arrivare la facilità iconica dell’oggi e del meta-oggi, che ci reclude davanti ai media). Nell’articolo versi fine si dice che i campi di sterminio (non solo x ebrei, lo sappiamo bene tutti) erano un’enclave minima in un mondo che almeno si muoveva diversamente. Intanto tali campi erano centinaia, sono iniziati prima ancora che la guerra divenisse mondiale, poi cerano campi di concentramento (non tutti di sterminio ma …) anche sotto altri stati (stranieri reclusi in USA, prigionieri di GB, del Giappone e URSS (i Gulag alla grande ! E non tantissimo preferibili a quelli nazisti) ma soprattutto, si vivevano condizioni atroci in oltre mezzo mondo. Paura torture fame malattie criminalità freddo bombardamenti lutti mutilazioni cecchini violenze sulle donne emigrazioni terribili scelte durissime da compiere. Forse qualcuno viveva pure benino o bene, quello x fortuna sempre, ma l’ansia grave per il presente e il futuro sicuro era cosa comune. Inutile e difficile fate gare, oggi pure è una brutta situazione d’ansia e pericolo, domani chissà, ci aggiorniamo se volete.

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  3. xxnews 6 mesi fa

    un solo dato emerge ….. in ITALIA IL SERVIZIO SANITARIO è STATO DISTRUTTO DA POLITICANTI FALSI E TRUFFATORI …. ma il “popolo beota” ha avvallato quando applaudiva a sorridenti BUFFONI SALTIMBANCHI senza valutare il significato di quelle parole .
    un POPOLO CHE NON SI AMA ….. ma ama gli slogan e le vuote parole MERITA CIO’ CHE OTTIENE

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  4. massimo-crispi 6 mesi fa

    a xxnews.
    In parte la responsabilità può essere del popolo, che sceglie i suoi rappresentanti. Ma la responsabilità maggiore è di quei rappresentanti che tradiscono il mandato popolare comportandosi da delinquenti. Il popolo, in molte nazioni, non è cosciente di ciò che vota, spesso e volentieri. E il limite è la capacità di comprensione dell’elettore medio. Immagino che lei parli con molte persone, o ascolti i discorsi delle persone, tra supermercati, bar, bus, sale d’attesa e così via. Buona parte del popolo non è cosciente della realtà che lo circonda. Delle mille sfaccettature della realtà. È incapace di un’analisi. Per i motivi più svariati. E questo riguarda attualmente non solo l’Italia ma molte altre nazioni, che siano repubbliche o monarchie. Diciamo che le varie società mi appaiono particolarmente immature, rimbambite dai media e da una corsa verso il profitto e basta, cancro che viene dagli USA, lo stato più consumista e contagioso del pianeta. Poi, certo, quando avvengono certi shock come l’attuale, può darsi che i popoli ci ripensino, ma non è detto, perché se non si hanno i mezzi critici per analizzare i motivi delle crisi la gente ritorna all’usato che conosce. Può darsi, cinicamente, che il virus tolga di mezzo anche i più scemi che non usano alcuna precauzione. Purtroppo se ne andranno anche persone col cervello, come ogni epidemia insegna. Staremo a vedere sperando di sopravvivere e, se sopravvivremo, tutto sarà molto più difficile di quanto non lo sia già. Si dovrebbe utilizzare questo tempo di clausura per studiare e per informarsi, ma credo che la maggior parte delle persone lo utilizzerà per giocare sulle play station e per le sit com. I buffoni e i saltimbanchi sono anche in Francia, in Inghilterra, in Iran, negli USA, in Germania, in Brasile e in molti altri paesi del mondo. La questione è quanto potere si dà ai buffoni.

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  5. xxnews 6 mesi fa

    massimo- crispi , la penso come lei ma rimane il fatto che noi Italiani , o almeno una grossa fetta non si informa da più fonti e non ricorda quello che tizio o caio hanno blaterato il giorno prima e viaggiano sull’ onda di una una FATASIOSA FANTASTISCA PROMESSA , una persona normale proverebbe a ragionarci sopra …… ma purtroppo tanti <"bevono" e si ubriacano di false promesse "+ gli esempi più eclatanti sono i soliti tre : SALVINI E I 49 MILIONI ma anche altri della LEGA , l'aereo di RENZI COSTO 7 MILIONI pagato a rate mensili di 21 milioni per un totale di 180 milioni di € , BERLUSCONI Condannato per una truffa di oltre 360 ,ilioni che si fà bello "DONANDO" 10 milioni alla sanità , ESEMPI CE NE SAREBBERO A DECINE SE NON A CENTINAIA però mi capita sdi essere preso a male parole se dico che sono fìdei truffatori e dei ladri e pochi singolarmente ma se messi tutti insieme + l'uni che io credo sia "sana" LA MELONI potrebbero anche arrivare al governo prossimo venturo

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  6. massimo-crispi 6 mesi fa

    Io credo che non sia una prerogativa degli italiani ma che sia diffusa un po’ ovunque. Non creda che i tedeschi o i francesi o gli inglesi, in generale, siano meglio informati di noi. La mediocrità è ben distribuita ovunque. C’è una ragione che è la mancanza di istruzione e l’esercizio di codesta istruzione, il coltivarla, il rinverdirla. Che vuol dire rinverdirla sempre criticamente, magari mettendo anche in discussione antiche idee che davamo per acquisite una volta per tutte. Sui politici italiani non saprei su chi scommettere. La signora Meloni non mi sembra né meglio né peggio degli altri. A giudicare dalle sue battaglie e da ciò che dice mi sembra ‘na poraccia, che forse spicca sulle nane bianche intorno a lei perché è un po’ meno bianca e quindi si distingue. Ma ripensare a tutti i video che ha avallato, tra cui quello fondato sulla canzone del Piave, e quel video ridicolo con i bigliettini “non votate con il culo”, eccetera… non so se ricorda. Erano video di Fratelli d’Italia. Sa, xxnews, la rete conserva le tracce d tante cose e quando si diventa deputati, ossia persone pagate da tutti noi, di qualsiasi colore e dimensione, certi ricordi sono assai ingombranti.

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  7. alding 6 mesi fa

    Purtroppo la rete conserva le tracce anche degli xxnews e dei crispi vari … e in questo tempo è molto grave …

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  8. massimo-crispi 6 mesi fa

    alding, lei mi diverte molto ogni volta che trovo un suo commento ai miei interventi perché mi detesta ma mi legge sempre. Però sono curioso di sapere cosa mai la disturberà che restino le mie tracce nella rete. Se è per questo restano anche le sue. In cosa consisterebbe la gravità?

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