Donne contro la Mafia: a Brescello la sindaco ‘stoppa’ l’incontro

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1 marzo 2019

La sala comunale era già stata prenotata l’8 marzo da Agende Rosse Brescello (il Comune che nel 2016 venne sciolto e commissariato per mafia). Una associazione antimafia che vede in prima fila la ex consigliera leghista Catia Silva (in prima linea nel sollevare le infiltrazioni a Brescello, ben prima del commissariamento). Era il 19 gennaio e la sala comunale Zatti a Brescello venne prenotata con un pagamento regolare di 25 euro proprio dal gruppo Agende Rosse. Oggetto dell’incontro, un dibattito tra tre donne, testimoni impegnate nella lotta alla criminalità organizzata, la modenese Cinzia Franchini (prima presidente nazionale di una associazione di autotrasporto a costituirsi parte civile a un processo per mafia e in precedenza vittima di minacce mafiose), l’ex sindaco di Mantova Fiorenza Brioni (minacciata con 17 proiettili durante il suo mandato per essersi opposta alla lottizzazione di Lago Castello che prevedeva la costruzione di 200 villette e un hotel da parte del costruttore calabrese Antonio Muto) e, appunto, Catia Silva (recente la sentenza per le minacce subite). Un format collaudato e messo in atto anche nelle settimane scorse a Milano con il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore Borsellino, fondatore di Agende Rosse. A Brescello era invece previsto l’intervento di Donato Ungaro, ex vigile urbano di Brescello.
Bene, questa mattina, alla referente di Agende Rosse, Catia Silva è stata recapitata a casa una lettera dal messo comunale e firmata dal sindaco Elena Benassi.

Nella lettera il sindaco afferma che ‘avuta notizia da internet del contenuto della serata che configura una iniziativa non coerente con quella genericamente richiesta; rilevata la incoerenza tra l’informazione formita a mezzo internet e la dichiarazione contenuta nel modulo di richiesta della sala Zatti che configurava una attività inquadrabile nell’ambito della giornata dedicata alla donna’. Di qui la richiesta ‘di chiarire le modalità esatte di svolgimento della iniziativa programmata e gli argomenti che verranno trattati’. E in assenza di chiarimenti ‘entro 48 ore dalla notifica della presente, la giunta comunale si riserva di riconsiderare la richiesta di concessione della sala e assumere le decisioni conseguenti’.
Ma cosa c’era di così sconvolgente nella notizia internet che tanto ha spaventato la giunta di Brescello? La locandina non lascia trasparire davvero nulla di ‘eversivo’.

Giuseppe Leonelli

 

TAG: agende rosse, Brescello, brioni, catia silva, cinzia franchini, mafia
CAT: Criminalità

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