Il Codice San Luca, ovvero spirito e crimine

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21 Gennaio 2015

Non è il titolo di un ipotetico nuovo romanzo di Dan Brown, no. E neppure un Vangelo apocrifo scoperto or ora. Nulla di tutto ciò. Il Codice San Luca altro non è che il documento rinvenuto dalla DdA nei giorni scorsi a Roma durante l’operazione antimafia che ha portato all’arresto di 31 ‘ndranghetisti e il sequestro di 600 chilogrammi di cocaina e hashish, oltre ad armi in quantità.

Un libro, questo Codice San Luca, nel cui interno vi si ritrovano i riti di affiliazione alle ‘ndrine; una sorta di prontuario da consultazione. Sono, in pratica, appunti riguardanti gli antichi meccanismi che stanno dietro al rito di affiliazione alla ‘ndrangheta. Una scoperta di enorme peso perché apre uno squarcio importante su ciò che fino ad oggi era visto come un qualcosa di arcaico, quasi mistico. A dire il vero nei mesi scorsi era emerso un video diffuso dalla GdF in cui – stavolta nella provincia milanese – gli affiliati praticavano questa sorta di iniziazione, dandosi totalmente alla causa.

Ora, tuttavia, questo Codice San Luca riverbera con una forza ancor maggiore: espressione tangibile – e scritta – delle regole e i dettami della mafia calabrese, espressione di una disciplina e di un rigore “sacro” che inquietano e pongono domande importanti sulla radicalizzazione (mentale e spirituale ancor prima che criminale) della ‘ndrangheta.

@giulio_serra

TAG: mafia, ndrangheta, Roma, roma criminale
CAT: Criminalità

3 Commenti

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  1. andrea.mariuzzo 5 anni fa

    io però non riesco a capacitarmi che una organizzazione efficiente come ha mostrato di essere la ‘ndrangheta usi sistemi crittografici che si sciolgono in mezz’ora, neanche fossero i giochi della Settimana enigmistica? Se c’è qualcosa di importante da sapere di sicuro non è lì, sempre che non siamo di fronte a qualcosa di simile ai vecchi e cari segni che gli “zingari” lascerebbero sulle porte delle case http://www.attivissimo.net/antibufala/zingari/segni.htm

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    1. fcrem 5 anni fa

      Non credo sia un codice crittografico moderno… sarà probabilmente qualcosa che viene tramandato come “mistico”, per dare un’aura speciale e folcloristica, come un’iniziazione massonica. Non e la vedo la ‘ndrangheta che assume un esperto di crittografia per cambiare questa cosa (vuoi mettere, contro il fascino di un codice criptato SHA/256?

      E comunque no, sicuramente non c’é’ niente di importante li’ dentro, sono d’accordo

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  2. giulio21 5 anni fa

    La cosa interessante, a mio avviso, non sta tanto nel contenuto del codice; quanto nel fatto che ancor oggi, nonostante la cosiddetta ‘ndrangheta 2.0 dei colletti bianchi e degli affaristi, le antiche “maniere” della mafia calabrese siano più vive che mai. Ciò mischia professionalità e sacralità; urbanizzazione ed etnografia. Insomma, un mix letale.

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