Peggio dell’Isis, I PATRIARCOTERRORISTI DEL FEMMINICIDIO

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30 marzo 2018

Orribili questi terroristi dell’Isis, capaci di agire senza bisogno di collegamenti perché istruiti a monte sui bersagli da eliminare! Ma che differenza c’è tra loro e i “patriarcoterroristi” che agiscono come un sol uomo prediligendo i bersagli di genere? Una rete occulta, molto più pericolosa, stando ai numeri. Solo in Italia: una donna uccisa ogni due giorni, sette milioni di donne stalkerate, oltre l’80 per cento di omicidi contro il genere femminile – quattro su cinque, i femminicidi – compiuti “in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale” (vocabolario Devoto Oli, 2009). La loro scuola sono le scuole dove si sentono liberi di stalking, sono i riti di iniziazione con bersagli designati, ma anche la generale sottovalutazione sociale ed economica del genere femminile che fa ritenere loro di essere superiori, mentalità generata da una cultura nella quale vengono cresciuti come polli da combattimento. E la sostanziale impunità per ogni tipo di violenza.

Se fa tanto scalpore che appartenga all’Isis il ragazzo della porta accanto, pensate cos’è avere in casa qualche esponente di questa schiatta femminicidiaria, attivissima, stragista, innominata e diffusa, che agisce di concerto senza bisogno di collegamenti non solo in alcune zone del pianeta, come l’Isis, ma su tutto il globo in modo molto molto più efficiente. I patriarcoterroristi – padroni del mondo per consegna biblica – sono peraltro funzionali allo sfruttamento su scala globale del lavoro, del corpo e della mente principalmente delle donne (per senso traslato, della Terra e della natura intese come femmine), sfruttamento del quale sono custodi e beneficiari, così come conniventi e complici sono le istituzioni che con la loro non azione santificano questo sfruttamento, in una circolarità che vede anche lo stato di povertà, la scarsa istruzione delle donne e la sottomissione delle donne complici nell’allevare quei polli.

Come un partito trasversale, i fuori di testa dell’Obbedienza di chiunque non appartenga alla loro schiatta si infiltrano in ogni istituzione, tradendone le finalità, per garantire ai propri simili vantaggi e impunità, mascherati da uomini normali. E’ abbastanza “normale”, in effetti, che cinque violentatori di una ragazzina non vengano puniti in quanto “si sono pentiti”. Ma non tutti gli uomini, per fortuna, sono dei patriarcoterroristi, piuttosto spesso ne sono stati intimoriti fin da piccoli, obbligati a vergognarsi di non essere come loro, sottomessi o ricattati, nella vita e nei posti di lavoro che diventano dei veri inferni, o no? Un patriarcoterrorista che crede di esser deputato a dominare il mondo a volte è capace di guastare da solo un luogo di lavoro per decenni, ma viene sempre aiutato dai suoi gerarchicamente superiori e si coprono l’un l’altro. Sarebbe interessante anche raffrontare la “politica” patriarcoterrorista con “le” politiche globali messe in atto.

Gli autori di questa guerra alla felicità e alla pace sono senza nome, il perfetto camuffamento è una loro prerogativa. Perché non dire semplicemente “i maschi”? Perché non sarebbe vero! Come non tutti i musulmani sono dell’Isis, così non tutti gli uomini sono patriarcoterroristi. Bisogna cominciare a distinguere, a nominare e identificare i patriarcoterroristi, a toglierli dall’invisibilità in cui si celano. In attesa di meglio definirli, sappiamo che i terroristi della misoginia imperante sono fondamentalmente ginecofobici, che sono gregari verso quelli della propria specie e che attuano un piano mutuo silente e continuato le cui radici affondano nella preistoria di questa (ultima tranche di) umanità. Sì, perché mica è sempre stato così, mica in tutti gli angoli del pianeta. Ad esempio c’erano popoli per i quali Sole e Luna erano in perfetto e solidale equilibrio, ebbene: nell’ultimo millennio, un battito di ciglia a confronto con le ere del pianeta, quei popoli sono stati sistematicamente sterminati dagli agenti di questa formazione tanto simile all’Isis, di cui l’Isis pare essere semmai una solerte estrema propaggine.

Lettura azzardata? Rifletteteci. Di prepotenza in prepotenza, di violenza in violenza, di rogo in rogo, di eccidio in eccidio, i patriarcoterroristi hanno preso le redini del pianeta, portandolo, tra l’altro, alla porta del collasso climatico. Magra soddisfazione che ora a ribellarsi sia il pianeta, creando le condizioni climatiche ottimali perché la razza dei patriarcoterroristi venga in breve eliminata, estinta, dallo strato superficiale del globo. Peccato, perché assieme ai patriarcoterroristi su questa barca ci siamo anche noi, che non lo siamo.

Forse vale la pena di ribellarsi, che ne dite?

 

 

TAG:
CAT: Criminalità, diritti umani

Un commento

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  1. ercapitandenoartri 4 mesi fa
    Io spero tanto ma tanto che l'articolo sia ironico... E comunque i dati iniziali dell'articolo sono FOLLI. Studio ISTAT sull'argomento: https://www.istat.it/it/violenza-sulle-donne/il-fenomeno/omicidi-di-donne Notate la posizione dell'Italia rispetto alla super-femminista Svezia. Meglio di noi solo Austria e Lussemburgo... Notate poi la curva azzurra del grafico 3, il numero di uomini ammazzati è circa il doppio delle donne.
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