I disonorevoli Cavalieri di (Ene)Malta

2 Febbraio 2022

La giornalista Daphne Caruana Galizia ha una piccola Renault, con cui si reca in città per lavoro o per le commissioni della famiglia. È una giornalista scomoda, che racconta storie di cavalieri del crimine internazionale che, per un motivo o per l’altro, fanno tappa nelle isole che sono la sua patria – l’arcipelago maltese. Una mattina, salita in auto, ha girato la chiave nel cruscotto, ed un’esplosione violentissima ha posto fine alla sua vita ed è stata l’inizio della prima seria analisi di cosa Malta sia diventata nell’ultimo quarto di secolo: non più solo porto franco e paradiso fiscale, ma terra di criminalità internazionale.

Malta è il più piccolo Paese dell’Unione Europea, cui ha aderito nel 2004[1]: una terra antica[2], una di quelle terre di passaggio che è stata porto militare e commerciale per Arabi, Greci, Fenici, Romani e per l’organizzazione dei Cavalieri di Malta[3]. Piccola come è, Malta è il paese più densamente popolato del continente, ma è anche quello che, tradizionalmente, è più ricco di incroci altrimenti impossibili – tra popoli, religioni, aziende commerciali, ma anche bande criminali e servizi segreti. Paul Caruana, figlio della coraggiosa giornalista Daphne Caruana Galizia (1964-2017), dice in proposito: “Il crimine a Malta è organizzato non tanto da famiglie o bande ma dai politici e, grazie al patrocinio di quest’ultimi, da tutti i maltesi”[4].

Ma Daphne Caruana, con la sua morte, è divenuta il simbolo di un’altra Malta. Che resiste, e che vuole essere diversa. Per questo motivo la sua automobile – piena di tritolo – è saltata in aria il 17 ottobre 2017. L’hanno ammazzata perché, nel suo blog “The Running Commentary”, denunciava circostanziatamente, spesso nel silenzio imbarazzante della comunità internazionale, la corruzione dominante nella Repubblica di Malta. Con professionalità e tenacia, per anni, quotidianamente, come la goccia d’acqua che scalfisce la roccia, ha messo in luce gli affari poco nitidi dei suoi concittadini e, soprattutto, dei suoi politici[5]. All’indomani del suo assassinio migliaia di maltesi hanno trovato per la prima volta il coraggio di manifestare per le strade ed il loro dolore, per la prima volta, ha fatto il giro del mondo[6].

Tre uomini, sospettati di aver fatto esplodere la bomba, sono stati arrestati nel dicembre 2017. Uno di loro si è dichiarato colpevole, e sta scontando una pena definitiva di 15 anni. Gli altri due sono in attesa di giudizio[7]. Un intermediario, ovvero colui che, su incarico dei mandanti, aveva dato l’incarico al terzetto di assassini, sta ora raccontando moltissimi altri fatti, ho ottenuto la grazia ed è entrato in un programma internazionale di protezione dei testimoni[8]. Grazie ai suoi racconti, la magistratura è andata avanti, tra mille difficoltà.

Transparency International, la ONG che ogni anno pubblica l’Indice di Percezione della Corruzione (CPI)[9], pone Malta al 49° posto tra 180 nazioni analizzate[10] ed ha chiesto a gran voce l’istituzione di un’unica struttura investigativa dell’Unione Europea, più potente delle combriccole di potere locali, che combatta il crimine organizzato ed il riciclaggio di denaro sporco[11]. Nel 2021 la Commissione dell’Unione ha aperto una procedura contro Malta a causa dei “Golden Passports”, ovvero delle facili concessioni della cittadinanza a persone facoltose a prescindere dalla loro fedina penale[12]. Proprio su questo indagava Caruana Galizia poco prima della sua tragica fine: su una rete di corruzione internazionale, di cui il centro sarebbe stata la società offshore 17 Black Ltd, registrata negli Emirati ed operativa a Malta[13].

Per questo motivo, quando nel 2019 la polizia ha indentificato ed arrestato il probabile mandante dell’omicidio Caruana Galizia, nessuno si è stupito del fatto che il nome fosse di uno dei più facoltosi uomini d’affari maltesi, Yorgen Fenech, che pare sia il proprietario di 17 Black[14]. Ed ora ci si aspetta non solo un processo che faccia luce su questa tragedia, ma anche un’analisi credibile dei mille rivoli di corruzione e criminalità ad esso collegati, a partire dal caso Enemalta.

La favola della centrale elettrica in Montenegro

Una delle centrali elettriche di Enemalta che, dopo l’inizio delle inchieste sulla corruzione del management dell’azienda, perde 30 milioni di euro all’anno[15]

Nel dicembre del 2021, Il Parlamento del Montenegro ha istituito una commissione d’inchiesta sul progetto del parco eolico di Možura, al confine con l’Albania. Il parco eolico è stato dato in gestione ad Enemalta che, dal 1977, è la compagnia statale che fornisce energia elettrica e riscaldamento nell’arcipelago di Malta[16]. Branka Bošnjak, vicepresidente del Parlamento del Montenegro, spiegando al pubblico la decisione, ha detto che “ci sono prove importanti riguardanti fatti di corruzione multimilionaria legati al progetto, che costerà oltre 115 milioni di euro per un contratto di fornitura di energia elettrica a fiscalità agevolata che dovrebbe durare 12 anni”[17].

Bošnjak parla di una vicenda nata nel 2015, quando l’allora Primo Ministro maltese Joseph Muscat ed il suo ministro dell’Energia Konrad Mizzi hanno siglato negoziato un contratto per la gestione e la manutenzione del parco eolico[18]. I problemi sono iniziati subito: il 10 dicembre del 2015, il parco eolico è stato venduto da una società spagnola ad un intermediario, la Cifidex Ltd, con sede alle Seychelles, per un valore di 2,9 milioni di euro, e la Cifidex, due settimane dopo, lo ha ceduto ad Enemalta alla cifra di 10,3 milioni di euro – con un bonus di intermediazione, pagato alla 17 Black, di 4,6 milioni di euro[19]. L’aumento del 300% del valore di Možura viene spiegato con il fatto che, nel quadro del gigantesco progetto di espansione industriale cinese chiamato Belt and Road (noto come Nuova Via della Seta)[20], il parco eolico avrà un contratto di partenariato principesco con la Shanghai Electric Power – un contratto (chiamato IRED) intermediato da Konrad Mizzi[21].

Secondo l’agenzia Reuters, Cidifex apparterrebbe a Turab Musayev, direttore esecutivo della filiale svizzera di Socar, la compagnia petrolifera statale dell’Azerbaigian: Musayev e Fenech sono già soci in affari nel consorzio che, nel 2017, ha realizzato una nuova centrale elettrica a gas da 450 milioni di euro a Malta, con un accordo monopolistico d’intermediazione sul prezzo del gas che fa perdere alla Repubblica di Malta milioni di euro l’anno[22]. Chiamata a dare delle spiegazioni, Socar ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’affare Možura[23]. Nonostante le polemiche, nel novembre del 2019 il parco eolico stato inaugurato: 112 GWh all’anno, che il Governo di Podgorica si è impegnato a comprare a un prezzo fisso di 95.99 €/MWh, oltre a fornire 115 milioni in incentivi fiscali per la durata di 12 anni[24]. Il terreno su cui sorge il parco eolico, ceduto in leasing fino al 2035 al cartello sino-maltese IRED International Renewable Energy Development Ltd, dovrebbe alla fine tornare di proprietà del governo montenegrino.[25]

Si tratta di una partnership per molti versi sorprendente. Enemalta non è un gigante – tutt’altro. Dirige gli impianti di emergenza della Centrale di Delimara (444 MW, avviata nel 1992) e l’allacciamento alla rete di diversi impianti. La sua storia inizia il 5 dicembre 1953 con l’inaugurazione della centrale installata nelle gallerie scavate alla base del Colle dei Gesuiti a Marsa – una stazione chiusa nel Settembre 1994[26]. Anche la centrale elettrica di Floriana (1896-1960), e di Corradino (1939-1992) sono state gestite da Enemalta[27]. L’azienda di Stato costruisce tre nuovi impianti (uno a diesel e due a carbone – Electrogas e BWSC Delimara) che, nel 2018 coprono tre quarti dell’elettricità maltese[28], mentre un quarto del fabbisogno elettrico viene dall’elettrodotto da Marina di Ragusa, in Sicilia[29]. Poi sono arrivati i pannelli solari, la produzione di energia elettrica è aumentata, e dal settembre del 2017 Malta è stata in grado di esportare energia elettrica in Europa[30].

Ma questa storia di apparente successo è costellata di scandali, come quello della centrale elettrica di Delimara: Mossack y Fonseca, lo studio legale panamense al centro dello scandalo conosciuto come “Panama Papers”, ha gestito sia la società madre del partner del consorzio Electrogas Gasol plc (tramite un ufficio alle Seychelles), sia in nome e per conto di società offshore fondate dal ministro Konrad Mizzi e dal capo della segreteria del primo ministro, Keith Schembri, in un reticolo di società fantasma con epicentro a Malta[31]. Quando lo scandalo è divenuto pubblico, le quote offshore sono state trasferite (guarda che coincidenza) ad un consorzio privato composto da GEM Holdings Malta, Siemens, e la Socar azera[32]. Il progetto viene realizzato con un finanziamento bancario (450 milioni di euro) garantito all’80% dal fisco maltese[33].

La favola degli amici Azeri

Il grattacielo sede del gruppo Socar a Baku[34]

Sembra una favola: è la storia di un contratto da oltre 1 miliardo di dollari siglato da Malta con la compagnia di Stato per il gas e petrolio dell’Azerbaijan, la Socar, per la fornitura decennale di gas liquido naturale destinato ad alimentare la centrale elettrica dell’isola[35]. Un contratto che il governo maltese ha presentato al pubblico e con poca trasparenza, dato che questo contratto contiene una lunga serie di clausole che, fin dal 2015, costringono la popolazione maltese a pagare bollette elettriche del doppio del mercato – un contratto negoziato da Konrad Mizzi e da Keith Schembri[36].

L’auditing del contratto è stato fatto da una società maltese, la Nexia BT, la cui proprietà è indirettamente collegata a Mossack y Fonseca, che ha approvato emolumenti regolari (ufficialmente bonus di intermediazione) pagati da Delimara al trust fiduciario Rotorua Trust, appartenente alla società offshore panamense Hearnville Inc che, a sua volta appartiene a Konrad Mizzi[37]. Uno dei tre soci originari di Electrogas Gasol era l’African Gas Development Corporation Ltd (Seychelles), anch’essa amministrata fiduciariamente da Mossack y Fonseca[38], il che, naturalmente, costituisce un aperto conflitto di interessi[39]. Ma non è tutto: Mossack y Fonseca ha occultato (attraverso una rete di società offshore di Panama) il fatto che la famiglia del presidente azero Ilham Aliyev possegga una quota importante di Socar Trading, che ora commercializza l’elettricità prodotta da Delimara[40].

Tra il settembre del 2013 e il marzo del 2016, Konrad Mizzi si reca in Cina per 17 volte per ulteriori negoziati[41], apparentemente alla ricerca di possibili soci cinesi per Enemalta[42]. Le indagini della polizia scoprono una traccia: alla fine del 2015 c’è un pagamento di un milione di dollari, trasferiti su un conto della Pilatus Bank di La Valletta, intestato alla Torbridge Services Inc (Isole Vergini), fondata dalla Nexia BT, ed il cui titolare è l’imprenditore cinese Cheng Chen che, secondo le inchieste, sta per comprare una partecipazione ad Enemalta del valore di 320 milioni di euro[43]. Secondo l’inchiesta, Nexia BT è stata l’intermediaria di molti altri contratti ed anche delle trattative con l’Unione Europea per l’ottenimento delle licenze ecologiche per le centrali elettriche di Enemalta[44]. Dal 2013 ad oggi, Nexia BT avrebbe intascato, per quest’opera di consulenza, oltre un milione di euro dal governo maltese, tutti autorizzati dal primo ministro Joseph Muscat[45].

La favola misteriosa del professor Mifsud

Londra, novembre 2017. Da sinistra: il professor Joseph Mifsud, il primo ministro britannico Boris Johnson ed il lobbysta indiano Prasenjit Kumar Singh[46]

In questo tourbillon di corruzione, affari, persone e società dei paradisi fiscali, non poteva mancare una favola avvolta nel mistero: quella vicenda Joseph Mifsud, cittadino maltese, collaboratore della Link University di Roma. Il professore ha amici ovunque, nel mondo, dalla Fondazione Clinton al ministero degli Esteri ed ai massimi dirigenti del servizio segreto russo[47]. Il professore scompare nel nulla nell’ottobre del 2017, proprio mentre gli investigatori americani lo cercano per chiedergli di spiegare il suo coinvolgimento nel Russiagate – lo scandalo che ipotizza che Vladimir Putin abbia illegalmente aiutato Donald Trump a vincere le elezioni presidenziali[48].

Mifsud non appare da settimane, né nel suo appartamento di Roma, né nella sua stanza al Campus della Link University di Roma e di Londra: gli avvocati di Hillary Clinton e del comitato elettorale democratico lo hanno citato in giudizio, la sua testimonianza come “postino” tra Trump e Putin dovrebbe avere un’importanza fondamentale, per cui si sospertta che sia morto e che il suo cadavere sia stato occultato[49]. C’è chi dice che sia in Russia, c’è chi dice che sia nascosto in Italia – l’ex ministro della Giustizia americano William Barr e l’ex procuratore John Durham, che rappresentano gli interessi di Trump nel Russiagate, hanno inutilmente visitato i servizi segreti italiani per chiedere loro informazioni verificabili[50].

Di certo c’è solo che Joseph Mifsud, prima di sparire (31 Ottobre 2017[51]), ha più volte incontrato George Papadopoulos, uno dei responsabili della campagna elettorale di Donald Trump, e gli avrebbe raccontato di “numerose email compromettenti per la candidata democratica alle presidenziali statunitensi in possesso dei russi”[52]. Quelle mail sono state poi divulgate da Wikileaks e Trump ha sostenuto che Mifsud fosse un “agente provocatore” al servizio dei servizi segreti europei che lo avrebbero calunniato sui suoi rapporti con Mosca[53].

I legami di Mifsud non sorprendono. La Link University è stata fondata da Vincenzo Scotti, ex ministro democristiano e sottosegretario agli Esteri in un governo Berlusconi[54], ed è vicina alla destra americana ed i suoi amici del Movimento Cinque Stelle[55] (una docente della Link, esperta di intelligence militare, Elisabetta Trenta, è stata ministro della Difesa nel governo Conte[56]). Vincenzo Scotti si giustifica: “Mifsud è stato anche responsabile dell’ufficio internazionale della Università di Malta fino 2006, poi capo di gabinetto del Ministro degli esteri di Malta, poi Rettore per alcuni anni della Università Europea Emuni, e anche Rettore del Consorzio Universitario di Agrigento, per poi divenire professore e direttore della accademia diplomatica di Londra” – un curriculum di tutto rispetto che ne faceva un insospettabile[57].

Il professore non è mai più comparso, anche se sono girati diversi pettegolezzi su sue presunte apparizioni in diversi angoli del mondo[58]. Il Russiagate è oramai un ricordo del passato. Ma le sue tracce permangono, perché continua a crescere il numero di oligarchi russi che, inseguiti dal fisco, non sentendosi più difesi dai fiduciari panamensi e ciprioti, sbarcano a Malta in cerca di un porto sicuro.

Tra i nomi di spicco ci sono Arkady Volozh, proprietario di Yandex, l’equivalente russo di Google; Alexey De Monderik, cofondatore della società internazionale di sicurezza informatica Kaspersky Lab[59]; il ginecologo Mark Kurtser (uno dei più influenti amici personali di Putin), socio di Robert Vardanyan in S’Agaro, il gruppo immobiliare vicinissimo al Cremlino che sta espandendo in tutta l’Unione Europea; l’uomo d’affari azero Mushvig Ali Ogly Abdullaev, proprietario della catena di supermercati SPAR nella Federazione Russa; la famiglia del trader petrolifero Andrey Mikhaylovich Turba, foindaatire di Transneft ed ora inseguito dalla magistratura di Mosca; il miliardario Konstantin Vitalievich Khodosovosky, nemico giurato di Putin; l’ex ufficiale dei servizi segreti Murad Azerovich Efendiev, proprietario di Netris, una società di sicurezza attiva in tutto il mondo[60], e l’oligarca Dmitryi Mazepin, che in Russia è sull’orlo della bancarotta e cerca rifugio all’estero[61].

Malta dopo la morte di Daphne Caruana Galizia

11 dicembre 2019: l’eurodeputata Roberta Metsola rifiuta di stringere la mano del Primo Ministro Joseph Muscat[62]

Lo scorso 18 gennaio, Roberta Metsola, eurodeputata maltese è stata eletta presidente del Parlamento europeo: la più giovane presidente, la terza donna nella storia del l’Unione Europea[63]. Non è una nomina qualsiasi, perché Metsola, il 3 dicembre del 2019, incontrando l’allora primo ministro maltese Joseph Muscat, si è rifiutata di stringergli la mano[64]. Oggi è lei il punto di riferimento di una nuova generazione di maltesi che, scossa profondamente dall’assassinio di Daphne Caruana Galizia, vuole un cambiamento radicale. Un cambiamento attualmente impossibile, perché i soldi provenienti da attività illegali internazionali dominano la debole economia locale e, come ricordava il figlio della giornalista uccisa, ogni maltese guadagna in qualche modo dall’attuale situazione.

Joseph Muscat è stato costretto alle dimissioni nel 2019, quando la magistratura ha reso nota l’ampiezza dello scandalo che gli assassini di Daphne Caruana Galizia volevano nascondere. Arrestati Muzzi, Schembri e Fenech, per chiunque è stato chiaro che, se questi ministri hanno guadagnato decine di milioni in corruzione, il loro capo non poteva non saperlo – ed infatti, poco dopo le sue dimissioni, anche Muscat è finito sotto inchiesta, specie dopo che, nella sua funzione politica, aveva ordinato la grazia per l’uomo d’affari Melvin Theuma, rivelatosi poi un personaggio chiave nel complotto che ha portato all’attentato contro la giornalista maltese[65]. Nel 2019, una ONG internazionale lo ha eletto uomo dell’anno mondiale del crimine organizzato[66].

Ma la realtà è che non sta cambiando nulla. Nonostante il successo di decenni di politica fiscale puntata sul sostegno di investimenti stranieri abbia portato nell’arcipelago diverse multinazionali della farmaceutica e dell’elettronica, che oggi producono quasi la metà del prodotto interno lordo e, sommati a quelli del commercio, diano lavoro a due maltesi su tre, la gente rimane convinta che il settore fiduciario sia irrinunciabile, anche se gran parte del 14,5% del PIL prodotto dalla piazza finanziaria scompaia per la maggior parte nelle fauci dei fiduciari, dei politici e del crimine organizzato[67]. Anche per questo motivo, è inutile attendersi che un’eventuale ondata di esecrazione internazionale possa ottenere qualche risultato – come dimostra l’atteggiamento di Malta nei confronti dei clandestini, un atteggiamento di chiusura completa.

Gli eroi di Malta, tranne una giornalista assurta ad icona mondiale, non sono cavalieri. E non sono nemmeno onorevoli.

 

[1] https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/country-profiles/malta_it
[2] https://www.ilpost.it/2014/09/21/storia-malta/
[3] https://www.lastampa.it/cronaca/2017/02/03/news/i-cavalieri-di-malta-un-ordine-millenario-aristocratico-potente-e-misterioso-1.34675312/
[4] https://www.michelesantoro.it/2019/12/malta-il-fondo-di-uneuropa-opaca-e-criminale/
[5] https://www.fnsi.it/daphne-caruana-galizia-un-omicidio-di-stato
[6] https://www.fnsi.it/daphne-caruana-galizia-un-omicidio-di-stato
[7] https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwiEuZaYx9T1AhUa_bsIHRvLCAkQFnoECAQQAQ&url=https%3A%2F%2Fwww.theguardian.com%2Fworld%2F2021%2Fjul%2F29%2Fmalta-government-journalist-inquiry-daphne-caruana-galizia&usg=AOvVaw04x358zHuzbVaxTDaf_-Oe
[8] https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwiEuZaYx9T1AhUa_bsIHRvLCAkQFnoECAQQAQ&url=https%3A%2F%2Fwww.theguardian.com%2Fworld%2F2021%2Fjul%2F29%2Fmalta-government-journalist-inquiry-daphne-caruana-galizia&usg=AOvVaw04x358zHuzbVaxTDaf_-Oe
[9] https://www.corrieredimalta.com/economia/statistiche/indice-di-corruzione-internazionale-2021-malta-rimane-ferma-sotto-la-media-europea/
[10]https://www.corrieredimalta.com/economia/statistiche/indice-di-corruzione-internazionale-2021-malta-rimane-ferma-sotto-la-media-europea/
[11] https://www.corrieredimalta.com/economia/statistiche/indice-di-corruzione-internazionale-2021-malta-rimane-ferma-sotto-la-media-europea/
[12] http://www.deagostinigeografia.it/wing/schedapaese.jsp?idpaese=111#
[13] https://www.eastjournal.net/archives/107354
[14] https://www.eastjournal.net/archives/107354
[15] https://timesofmalta.com/articles/view/enemalta-made-loss-of-about-30-million-in-2020.874327
[16] https://www.enemalta.com
[17] https://www.corrieredimalta.com/cronaca/daphne-caruana-galizia/il-parlamento-del-montenegro-vota-per-aprire-uninchiesta-sul-parco-eolico-di-enemalta-a-mozura/
[18] https://www.corrieredimalta.com/cronaca/daphne-caruana-galizia/il-parlamento-del-montenegro-vota-per-aprire-uninchiesta-sul-parco-eolico-di-enemalta-a-mozura/
[19]https://www.eastjournal.net/archives/107354
[20] https://www.corrieredimalta.com/cronaca/daphne-caruana-galizia/il-parlamento-del-montenegro-vota-per-aprire-uninchiesta-sul-parco-eolico-di-enemalta-a-mozura/
[21]https://www.eastjournal.net/archives/107354
[22] “Diciotto media internazionali hanno unito le forze per impedire alla morte di Daphne Caruana di spegnere le sue indagini”, https://www-lemonde-fr.translate.goog/idees/article/2018/04/18/projet-daphne-s-unir-pour-traquer-la-verite_5287035_3232.html?_x_tr_sl=en&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=sc
[23] https://www.eastjournal.net/archives/107354
[24] https://www.eastjournal.net/archives/107354
[25] https://www.eastjournal.net/archives/107354
[26] https://vassallohistory-wordpress-com.translate.goog/electricity-in-malta/?_x_tr_sl=en&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=sc
[27] https://en-m-wikipedia-org.translate.goog/wiki/Enemalta?_x_tr_sl=en&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=sc
[28] https://www.corrieredimalta.com/attualita/per-la-prima-volta-malta-esporta-energia-elettrica/
[29] https://www.corrieredimalta.com/attualita/per-la-prima-volta-malta-esporta-energia-elettrica/
[30] https://www.corrieredimalta.com/attualita/per-la-prima-volta-malta-esporta-energia-elettrica/
[31] https://www.independent.com.mt/articles/2016-04-17/local-news/Delimara-power-station-deal-riddled-with-conflicts-of-interest-6736156448
https://www.independent.com.mt/articles/2016-04-17/local-news/Delimara-power-station-deal-riddled-with-conflicts-of-interest-6736156448

[32] https://www.independent.com.mt/articles/2016-04-17/local-news/Delimara-power-station-deal-riddled-with-conflicts-of-interest-6736156448
[33] https://www.independent.com.mt/articles/2016-04-17/local-news/Delimara-power-station-deal-riddled-with-conflicts-of-interest-6736156448

https://www.repubblica.it/cronaca/2018/04/25/news/gas_azerbaijan_malta_daphne_caruana_galizia_inchiesta-300959563/
[34] https://aze.media/azerbaijans-socar-targets-net-zero-emissions-in-extraction-from-own-sites/
[35] https://www.repubblica.it/cronaca/2018/04/25/news/gas_azerbaijan_malta_daphne_caruana_galizia_inchiesta-300959563/
[36] https://www.repubblica.it/cronaca/2018/04/25/news/gas_azerbaijan_malta_daphne_caruana_galizia_inchiesta-300959563/
[37] https://www.independent.com.mt/articles/2016-04-17/local-news/Delimara-power-station-deal-riddled-with-conflicts-of-interest-6736156448
[38] https://www.independent.com.mt/articles/2016-04-17/local-news/Delimara-power-station-deal-riddled-with-conflicts-of-interest-6736156448
[39] https://www.independent.com.mt/articles/2016-04-17/local-news/Delimara-power-station-deal-riddled-with-conflicts-of-interest-6736156448
[40].https://www.independent.com.mt/articles/2016-04-17/local-news/Delimara-power-station-deal-riddled-with-conflicts-of-interest-6736156448

https://www.repubblica.it/cronaca/2018/04/25/news/gas_azerbaijan_malta_daphne_caruana_galizia_inchiesta-300959563/
[41] https://www.repubblica.it/cronaca/2018/04/25/news/gas_azerbaijan_malta_daphne_caruana_galizia_inchiesta-300959563/
[42] https://www.repubblica.it/cronaca/2018/04/25/news/gas_azerbaijan_malta_daphne_caruana_galizia_inchiesta-300959563/
[43] https://www.repubblica.it/cronaca/2018/04/25/news/gas_azerbaijan_malta_daphne_caruana_galizia_inchiesta-300959563/
[44]https://www.repubblica.it/cronaca/2018/04/25/news/gas_azerbaijan_malta_daphne_caruana_galizia_inchiesta-300959563/
[45] https://www.repubblica.it/cronaca/2018/04/25/news/gas_azerbaijan_malta_daphne_caruana_galizia_inchiesta-300959563/
[46] https://www.theguardian.com/politics/2017/nov/11/boris-johnson-met-london-professor-linked-to-fbis-russia-investigation
[47] https://www.ilpost.it/2019/04/20/russiagate-italia/
[48] https://www.affaritaliani.it/esteri/russiagate-chiesto-il-processo-per-mifsud-ma-la-spia-dei-misteri-sparita-773978.html
[49] https://www.affaritaliani.it/esteri/russiagate-chiesto-il-processo-per-mifsud-ma-la-spia-dei-misteri-sparita-773978.html
[50] https://www.affaritaliani.it/esteri/russiagate-chiesto-il-processo-per-mifsud-ma-la-spia-dei-misteri-sparita-773978.html
[51] https://www.corriere.it/video-articoli/2019/11/13/mifsud-l-uomo-chiave-russiagate-scomparso-due-anni-riappare-audio/0e920ede-0621-11ea-a1df-d75c93ec44da.shtml
[52] https://www.corriere.it/video-articoli/2019/11/13/mifsud-l-uomo-chiave-russiagate-scomparso-due-anni-riappare-audio/0e920ede-0621-11ea-a1df-d75c93ec44da.shtml
[53] https://www.corriere.it/video-articoli/2019/11/13/mifsud-l-uomo-chiave-russiagate-scomparso-due-anni-riappare-audio/0e920ede-0621-11ea-a1df-d75c93ec44da.shtml
[54] https://www.startmag.it/mondo/vi-dico-che-cosa-fa-davvero-la-link-university-parla-scotti/
[55] https://ibiworld.eu/2021/01/07/movimento-5-stelle-e-lega-nord-prove-generali-per-uninternazionale-post-fascista/ ; https://ibiworld.eu/2021/01/07/la-philip-morris-va-alla-guerra-alleata-a-suprematisti-populisti-e-sceicchi-arabi/ ; https://ibiworld.eu/2021/05/19/dopo-larticolo-di-aldo-torchiaro-gennaro-vecchione-e-solo-la-punta-delliceberg/
[56] https://www.repubblica.it/politica/2018/05/31/news/elisabetta_trenta_difesa_governo_conte-197374627/
[57] https://www.startmag.it/mondo/vi-dico-che-cosa-fa-davvero-la-link-university-parla-scotti/
[58] https://abcnews.go.com/Politics/russia-linked-figures-muellers-probe-cold-reports-release/story?id=62518830 ; https://www.buzzfeednews.com/article/albertonardelli/joseph-mifsud-audio-recording
[59] https://www.cbc.ca/news/world/russians-malta-oligarchs-rich-citizenship-1.4483144 ; https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2018-01-11/why-russians-are-choosing-malta-over-putin
[60] https://theshiftnews.com/2022/01/06/maltas-newest-batch-of-citizens-putin-insiders-game-hunter-and-oilman-facing-sanctions/
[61] https://ibiworld.eu/2021/11/14/dmitrij-mazepin-il-primo-oligarca-di-londongrad/
[62] https://www.maltatoday.com.mt/news/skinny/99149/iconic_image_roberta_metsola_shake_hands_joseph_muscat#.YfjtPfgxm3A
[63] https://www.wallstreetitalia.com/roberta-metsola-chi-e-il-successore-di-david-sassoli-al-parlamento-europeo/
[64] https://video.corriere.it/esteri/quando-metsola-non-strinse-mano-muscat/06e21902-7868-11ec-a8ac-96a31330ed9e
[65] https://www.reuters.com/article/us-malta-daphne-idUSKBN1XZ1TV ; https://www.theguardian.com/politics/2018/apr/23/joseph-muscat-malta-political-career-lost-lustre
[66] https://www.independent.com.mt/articles/2019-12-27/local-news/Joseph-Muscat-named-2019-man-of-the-year-in-organised-crime-and-corruption-6736217841
[67] https://nso.gov.mt/en/News_Releases/Documents/2021/03/News2021_040.pdf ; https://www.imf.org/en/Countries/MLT

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CAT: Criminalità, energia

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