Alì e la Contessa di Montecristo

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7 Dicembre 2022

Le minacce di morte al signor Giorgia Meloni e a sua figlia hanno scosso l’Italia. Certo è pesantuccio sentirsi minacciato, non è per niente una bella cosa, ed è, peraltro, un reato per chi compie codesta minaccia.

Vediamo però la vicenda da un punto di vista un po’ più ampio e cerchiamo di fare un’analisi del perché una triste storia come questa possa avvenire, non fermiamoci solamente al fatto.

Indubbiamente c’è un clima di odio nel nostro paese, di esasperazione, d’intolleranza, di prevaricazione. E questo si è visto in molte occasioni. Questo clima è stato fertilizzato dalla politica, soprattutto dalla stessa parte politica rappresentata dal signor Meloni, il quale oggi ha smesso l’affabulazione aggressiva da campagna elettorale che utilizzava urlando nelle piazze o anche in Parlamento.

Oggi, quando il presidente Meloni parla, è più pacato, è deciso, usa un linguaggio semplice e schietto, sebbene privo di morbidezze, ma non è sempre stato così. L’odio che si è sviluppato nel paese è anche colpa di esponenti di una certa destra che negli anni passati – e continuano ancora – hanno dileggiato, hanno insultato, hanno sfottuto e discriminato chi era diverso da loro. I pestaggi nei confronti di omosessuali, gli attacchi e le aggressioni contro gli extracomunitari, a volte anche assassinii, hanno risvegliato una brutta attitudine nel nostro popolo che, in generale, sarebbe abbastanza mite ma che, esasperato e montato ad arte, poi potrebbe diventare pericoloso.

Certamente tutta questa storia del reddito di cittadinanza negato non è stata pensata bene, così come la storia del Dio, patria e famiglia, davvero anacronistica, indegna di un Paese moderno. Ma eliminare in questa forma il reddito di cittadinanza senza sostituirlo realmente con qualcosa di concreto a uno che probabilmente è già disperato lo fa andare fuori di zucca. E portarlo anche a compiere stupidaggini come quella della minaccia. Era un povero diavolo, ovviamente, non un criminale incallito, perché, se lo fosse stato, non lo avrebbe annunciato pubblicamente ma sarebbe andato personalmente zitto zitto a compiere il misfatto. Un povero diavolo, col nick Sashamanexi, pure ingenuo, perché non sa che la Polizia Postale riesce a rintracciare sulla rete anche le tue gocce di pipì.

Le indignazioni del potere davanti a un atto del genere sono ugualmente ridicole, perché sembra che questo clima di violenza venga manipolato unicamente da una Sinistra in guerra colla Destra vincitrice delle elezioni. Ed è proprio l’atteggiamento erroneo da adottare da chi non sa proprio che vuol dire comunicazione. Quasi peggio della bestia salviniana, che poi si è eclissata e che ha provocato la carambola che sembra aver avvantaggiato, almeno momentaneamente, proprio lei anziché il capitano.

Vede, signor Meloni, dovrebbe chiedere all’ex cavaliere come si fa. Sa cos’avrebbe fatto lui, abilissimo venditore di qualsiasi cosa, soprattutto di sé stesso? Lui avrebbe subito dichiarato, perfino cinque minuti dopo che la Polizia ha scoperto chi era, che avrebbe voluto incontrarlo, come ha fatto Wojtyla con Alì Agcà, convertendolo. Lei, nello stile dell’imperatore Tito, celebrato per la sua clemenza, Metastasio ci ha scritto anche un’opera, avrebbe subito dovuto manifestare l’intenzione di trovarsi con lui, parlarci, farsi raccontare la sua storia, capire il suo disagio, mostrandosi comprensiva, proponendogli, magari, alla fine, di lavorare per lei, anche come giardiniere, come autista, come qualsiasi cosa e togliendolo da una situazione di stallo disperato in cui probabilmente si trova. Se lo sarebbe ritrovato accanto fedele come una guardia del corpo, come Alì per il Conte di Montecristo. E dando un esempio di comportamento, perbacco, anziché riempire d’inutile inchiostro il diario d’appunti giorgiano, altrettanto inutile.

Il signor B. avrebbe fatto così, col suo sorriso scintillante che si vede dalla Luna, conquistando altri elettori. Cosa c’è di più cristiano del perdono, si tende la mano a chi ci schiaffeggia, ce lo si aspetterebbe da una che è tutta Dio, patria e famiglia. Lei che viene da un’infanzia difficile sarebbe stata la samaritana ideale a porgere la mano. Scambiamoci un segno di pace.

Invece no, astio su astio, superbia su superbia, perché adesso che al potere ci sono io dovrete tutti sottostare e sorbirvi le mie manovre economiche e i miei regimi, perché sono la prima donna a sedermi su questa poltrona, accidenti. Sovrapponendo sempre più pericolosamente la sua immagine a quella di Crudelia DeMon.

E, dall’account twitter di Fratelli d’Italia, quindi da lei, perché Fratelli d’Italia si assimila a lei, c’è subito l’identificazione colla Sinistra o i Cinque Stelle che, secondo questa visione manichea, starebbero dietro all’atto inconsulto dello sventurato, che si ritroverà in manette forse oggi stesso. Senza saperne assolutamente niente, secondo la puerilmente baggiana logica fratellitaliota, chi ha minacciato sarà certamente di sinistra, con una certezza invidiabile, senza nemmeno aspettare le indagini, senza conoscere se costui è un anarchico, se non addirittura un deluso del neofascismo. E giù, a fomentare il medesimo odio che viene da quelle fasti-odiose minacce di morte per lei e per sua figlia.

Spero che non segua le mie riflessioni, presidente Meloni, perché così il suo governo cadrà assai prima del previsto. Creando malcontento e tensioni, soprattutto tra i più deboli e meno difesi, crescerà l’attitudine all’odio già sviluppata in precedenza dalla sua Destra orrenda e il Paese non potrà che peggiorare, se possibile. Ma, sopra ogni cosa, si accentuerà la già grande frustrazione da parte di molti in questo paese (ricordi sempre il 38% di astenuti dal voto) di non essere capiti da nessuno, e da lei meno che mai. Il merito, il reddito di cittadinanza, la flat tax, le posizioni anti lgbt+, anti immigrati e omnifobiche, sono tutte misure che allontanano la pace sociale e che fanno montare un’insofferenza che poi può sfociare in gesti inconsulti di chi è alla canna del gas.

D’altro canto, si sa, come dice uno di quei soloni vicini al suo ministro del turismo, i poveri non creano reddito. Poveri noi!

La sua visione circoscritta, ma d’altro canto lei è di Destra – e di quale Destra! -, è il limite di un progresso probabilmente desiderato ma assolutamente distorto e allontanato da disegni negativi e inadeguati.

TAG: governo, Meloni, minacce, reddito di cittadinanza, twitter
CAT: Criminalità, Governo

Un commento

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  1. giovanni-gualtiero 2 mesi fa

    se le minacce arrivassero da uncriminale incallito sarebbe già seduto in parlamento

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