Letteratura
‘Notturno elettronico’ di Hugo Bertello: fino a che punto si può dominare la realtà senza perdere sé stessi?
Recensione del romanzo d’esordio di Hugo Bertello
La letteratura ha sempre avuto come vocazione quella di sondare tutto ciò che si muove sotto, dentro. Di andare a indagare oltre le apparenze, oltre il visibile. Come certe discipline scientifiche, in grado di condurre l’uomo a una migliore comprensione dell’universo e del creato. Hugo Bertello si posiziona perfettamente all’interno di questo quadro, offrendo ai lettori, con questo suo romanzo d’esordio, un raro esempio di questa altissima vocazione della letteratura. ‘Notturno elettronico‘, libro edito da TerraRossa, è un testo decisamente moderno. Scritto con maestria, riesce a fondere più mondi al suo interno, lasciando alla fine del libro una sola tagliente domanda.
Tutto, in questo romanzo di Hugo Bertello, parte dall’ipotesi di Riemann, su cui c’è un sacco di letteratura in rete. L’ipotesi di Riemann è uno dei problemi più difficili della matematica. È su questa ipotesi che Ricardo, ricercatore presso l’Università di Helsinki, il protagonista di ‘Notturno elettronico’, scommette il suo futuro nel mondo universitario. Le cose, però, non andranno esattamente come lui spera. Così lo incontriamo, già nelle prime pagine del libro, trentenne costretto a trovarsi un lavoro da informatico, mentre conduce una vita anonima e regolare. Non è il solo, però, a cui sembra riservato questo destino. Condivide la sua stessa sorte Hamid, un ragazzo di trent’anni, anche lui rimasto fuori dall’Università per un alterco con il suo capo dipartimento.
Ricardo è un teorico, applica le nozioni fisico-matematiche del moto browniano ad ogni aspetto della vita, anche alla sfera amorosa, al primo approccio con Yana. La vede per la prima volta in lavanderia. Di lei non sa niente, all’inizio gli è sufficiente conoscerne solo il nome, perché quando si apprende il nome di una cosa questa inizia ad esercitare il suo potere occulto. Sarà Yana a coinvolgere Roberto, insieme a Noona e Hamid, in un gruppo rivoluzionario in grado di sviluppare un virus informatico che potrà diffondersi ovunque, cancellando per sempre conti bancari, portafogli d’investimento, contenuti web e profili social. Per vincere i protocolli di sicurezza di questi sistemi basterà applicare l’ipotesi di Riemann, secondo Yana.
Sullo sfondo c’è una città nordica, con le sue notti invernali infinite, un luogo in cui Hugo Bertello riesce a fondere perfettamente riflessione filosofica, estetica tecnologica e introspezione esistenziale attraverso la storia di un uomo sospeso tra razionalità e desiderio di senso. In ‘Notturno elettronico’ il lettore è invitato a perdersi all’interno di queste masse semantiche dense che incutono timore solo a pronunciarle. Su tutte vince Yana, che per Ricardo non rappresenta solo un interesse amoroso o un enigma da decifrare, lei rappresenta l’irrazionale, l’imprevedibile, ciò che sfugge a ogni algoritmo e ad ogni tentativo di classificazione. Il rapporto che nasce tra Yana e Ricardo è complesso, più cognitivo che sentimentale: Yana incarna il desiderio di trascendenza e invita Ricardo ad interrogarsi oltre i confini dei calcoli che è abituato a fare.
La narrazione di ‘Notturno elettronico’ mescola così riflessioni sui codici di programmazione, manifesti anarchici, e persino elementi di storia della pirateria digitale, intrecciandoli alle vicende umane dei personaggi. Hugo Bertello nel suo primo romanzo non si limita al semplice racconto di eventi, ma si addentra in una esplorazione profonda del rapporto tra coscienza umana e tecnologia: la digitalizzazione, gli algoritmi, la logica computazionale diventano metafore per interrogarsi sulla natura del desiderio, della scelta e della trascendenza. Le pagine del libro sono segnate da sequenze di codici e istruzioni in linguaggio macchina che fanno da controcanto alle vicende oniriche dei protagonisti. Le pagine del libro scorrono così, fino a provocare nel lettore uno stato di ipnosi e di gelo esistenziale, lasciandogli nel cuore quella sola tagliante domanda, che il lettore stesso avrà appena il tempo di formulare prima di tornare ad essere acqua.
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