At The Interviews Corner. The New War_#1

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5 maggio 2019

Il progetto

May You Live In Interesting Times così suona il titolo della 58. Esposizione Internazionale d’Arte, a cura di Ralph Rugoff, ed è organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. “Interesting times”: una sorta di maledizione, che evoca l’idea di tempi sfidanti e persino minacciosi. Ma può essere anche un invito a comprendere meglio la volontà di potenza dei nostri giorni e considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità. Un invito, pertanto, che ci appare particolarmente importante in tempi nei quali troppo spesso prevale un eccesso di semplificazione, generato da conformismo o da paura. Una sfida a tutte le inclinazioni alla sovrasemplificazione.

Il mio vecchio e contemporaneo amico Stefano Consonni ed io abbiamo – a modo nostro – risposto a questo invito; dopo l’esperienza del confronto con il Vangelo di Pasolini a Matera, ecco At The Interviews Corner  – The New War. Nato come approfondimento culturale sulle nuove forme della guerra, è un percorso attraverso 4 interviste secche per affrontare la complessità del nuovo fenomeno della guerra asimmetrica, cifra delle nuove forme esistenziali dell’uomo nella sua relazione al mondo. Perché la guerra? Perché, per dirlo à la Quirico, da sempre “é lo scenario in cui io trovo tutte le sfumature più opposte dell’uomo con l’unità di luogo e di tempo, ovvero in uno stesso posto. Nella guerra trovo la viltà, il coraggio, la misericordia e la ferocia, la paura e l’eroismo: tutto riunito. Posso raccontare l’uomo nei suoi estremi. In uno stesso luogo. Non ho bisogno di andarlo a cercare penosamente in molte storie: è tutto lì. Questa è permanente, non cambia: una straordinaria e terribile possibilità di racconto“.

Programma:

  • Domenico Quirico, Il racconto della guerra, oggi
  • Giulio Sapelli, Geopolitica, 12/05/2019
  • Paolo Bottazzini, La guerra virtuale, 19/05/2019
  • Alessandro Colombo, La fine della simmetria, 26/05/2019

Domenico Quirico in breve:

(Asti, 18 dicembre 1951) è un giornalista italiano e reporter per il quotidiano torinese La Stampa, caposervizio esteri. È stato corrispondente da Parigi e inviato di guerra. Si è interessato fra l’altro degli avvenimenti sorti a partire dal 2010-2011 e noti come Primavera araba. Nell’agosto 2011 viene rapito in Libia e liberato dopo due giorni. Il 9 aprile 2013, mentre si trova in Siria come inviato di guerra, di lui si perde ogni traccia. La prima notizia del suo rapimento giunge il 6 giugno quando viene diffusa la notizia che Quirico è ancora vivo. Viene infine liberato l’8 settembre 2013, dopo 5 mesi di sequestro, grazie ad un intervento dello Stato Italiano, e infine riportato a casa. Nel 2015 con Il grande califfato vince la sezione saggistica del Premio Brancati. Nel 2016 il documentario Ombre dal Fondo diretto da Paola Piacenza è il film di chiusura delle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia, presentato fuori concorso. Nel filmato, di fronte alla telecamera, Domenico Quirico ripercorre il suo rapporto con il giornalismo e il rapimento in Siria.

#1_Il racconto della guerra (Domenico Quirico)

 

TAG: Cultura, giornalismo, guerra, La Guerra, terrorismo
CAT: Filosofia

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