“Siete giovani donne” scatta la polemica sessista all’incontro Ardern-Marin

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30 Novembre 2022

Non è passata neanche una settimana dal 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, data nella quale da ogni dove si sono alzati auguri e auspici contro le discriminazioni di genere, che subito è scoppiata una nuova polemica sessista, dall’altra parte del mondo.

In realtà, già il 26 novembre si era ben capito quali effetti avesse avuto la giornata mondiale. Il rapper Kanye West – ultimamente noto per tutto fuorché per la sua musica – aveva condiviso sul web alcune foto intime della sua ex moglie, Kim Kardashian, e il suo irresponsabile gesto aveva scatenato un esercito di ricerche di internauti che desideravano visionare le immagini della showgirl senza veli. In barba alla giornata mondiale appena conclusa. Ciò la dice lunga su quanto senso abbiano queste iniziative. Non è però su questo che vogliamo focalizzarci, bensì su quanto è accaduto ad Auckland, in Nuova Zelanda, durante un vertice tra la premier locale, Jacinda Ardern, e la sua omologa finlandese, Sanna Marin.

La polemica

Nell’agenda di un politico, si sa, sono comprese anche visite ai colleghi. In una di queste occasioni, Sanna Marin, premier finlandese spesso alla ribalta delle cronache, dapprima perché ripresa mentre si divertiva con degli amici (cosa che è evidentemente un crimine se sei un’avvenente capo di Stato) a una festa – nella quale qualcuno sospettava che girassero sostanze stupefacenti – e poi per la decisione di innalzare un muro al confine con la Russia per limitare l’emigrazione, ha incontrato in Nuova Zelanda Jacinda Ardern, primo ministro del Paese insulare.

Mai un primo ministro finlandese aveva visitato in maniera ufficiale la Nuova Zelanda prima di questa occasione.

L’iniziativa è stata un’occasione per rinsaldare l’alleanza tra i due Stati e parlare delle prospettive politiche del centro sinistra, rappresentato da entrambe le premier – compresa quella che innalzerà una barriera per tenere dei disperati lontani dal suo cortile esattamente come desiderava fare Donald Trump – ma è anche stata teatro di una polemica sessista della quale avremmo fatto tranquillamente a meno. Eppure, nel 2023 c’è ancora chi antepone il genere al ruolo ricoperto e vale la pena scriverne.

Durante la conferenza stampa congiunta al termine del summit, infatti, un giornalista prende parola e domanda alle due:

“Questo incontro è stato organizzato perché siete vicine di età e accomunate da molte cose?”

Non ci è dato sapere se l’intervistatore volesse essere provocatorio o meno. Quel che sappiamo è che Ardern gli ha risposto visibilmente piccata, in questi termini:

“Vorrei sapere se qualcuno abbia mai chiesto all’ex presidente USA Barack Obama e all’ex premier neozelandese John Key se i loro incontri erano dovuti all’essere coetanei. Il fatto che due donne premier si incontrino non è semplicemente dovuto al loro genere. Il nostro meeting di oggi è un’occasione per parlare delle opportunità economiche tra i nostri due Paesi. Indipendentemente dal nostro genere, è nostro compito promuoverle.”

Immediatamente dopo, Marin, cogliendo l’assist della collega, ha aggiunto:

“Ci siamo incontrate perché siamo due primi ministri.”

Brusio in sala e polemica immediata.

Certo, il giornalista poteva tranquillamente risparmiarsi una domanda del genere ma non pensiamo che sia una mosca bianca. Scivoloni del genere li abbiamo visti anche in Italia, come qualcuno forse ricorderà, quando uscirono giornali che dedicavano la loro copertina, per esempio, alla patata bollente di Virginia Raggi quando l’ex sindaco capitolino era sotto indagine.

Quel che possiamo augurarci è che, ora che anche noi abbiamo un primo ministro donna, si sviluppi una sensibilità più adatta ai tempi che corrono tra i nostri addetti stampa.

Foto: Agenzia Dire

TAG: #dirittidelledonne, diritti, geopolitica, Jacinda Ardern, Sanna Marin
CAT: Geopolitica, Questioni di genere

Un commento

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  1. andrea-lenzi 2 mesi fa

    il primo vettore di maschilismo occidentale è la superstizione cattolica, che a parole le ama, ma poi non permette alle suore di dare i sacramenti, di diventare papa, di avere uno stipendio (vivono di oboli), né alle donne di abortire, né di fare sesso quando gli pare.
    Purtroppo il pesce puzza dalla testa ed è proprio la incivile bibbia ad essere maschilista in modo molto chiaro.

    Prima mandiamo a cagare la superstizione religiosa, prima la società diverrà migliore (e la beneficenza anche, visto che solamente il 12%+-2% viene devoluto in beneficenza del miliardo e cento che la chiesa riceve dal regalo statale dell’8×1000 irpef

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