Noi (e la Cina) possiamo fermare Putin

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7 Marzo 2022

È giusto pensare di non vendere armi all’Ucraina e di non prendere parte militarmente in questa invasione?

Credo che questa domanda risuoni nella mente di molti. Credo di non essere il solo a chiedermi cosa sia giusto fare e a non aver una risposta certa. Aspettare che Kiev finisca come Aleppo, rasa al suolo dagli aerei russi? Non è un’ipotesi molto lontana se non ci muoviamo. Solo che questa volta non c’è lo Stato Islamico sotto le bombe, ma uno stato libero, democratico e con un governo democraticamente eletto. Un governo per cui si poteva o no simpatizzare, come sempre in democrazia, un paese di 44 milioni di persone, più popoloso della Spagna, esteso due volte l’Italia. Cosa fare, dunque? Cosa è giusto fare?

Oggi Putin si fa forte di un accordo esplicito e implicito con la Cina, la quale ha, prima della guerra, stranamente ammassato numerose riserve di grano (ucraino). Poche settimane fa inoltre ha promesso a Putin l’acquisto di ulteriore gas e petrolio. Ma sia a Mosca che a Pechino non avevano immaginato una Resistenza, con la R maiuscola, che per spirito non ha niente da invidiare alla Resistenza francese o alla Resistenza italiana al nazifascismo. La guerra si è complicata, i giorni passano, l’assedio si fa sempre più brutale, catastrofico e noi non riusciamo a trovare parole. Alcuni preferiscono addirittura non guardare e aspettare la capitolazione. Per fortuna altri non la pensano così.

Dobbiamo svegliarci. La globalizzazione è stata la politica che ha favorito più di ogni altro l’espansione cinese, la nascita di un gigante economico che non vende gas indispensabile ma prodotti, manufatti, in particolare a noi occidentali. Forse è il momento di farci sentire come cittadini, come consumatori, come uomini e donne che non tollerano la guerra e chi vi specula sopra. “Cara Cina, stai promettendo a un pazzo di comprare per il prossimo decennio gas e petrolio a un prezzo concorrenziale dopo una catastrofe così grande? Vorresti poi vendere i tuoi prodotti in Europa come se niente fosse, approfittando magari dei prezzi delle materie prime promosse – a quel punto per necessità – dal governo di un pazzo sanguinario?”

L’unico soggetto che oggi può realmente fermare la Russia si chiama Cina. Lo stesso soggetto che poi vende in Europa beni di ogni genere. Gridiamo Pace, ma muoviamoci, sensibilizziamo i governi di tutto il mondo libero affinché il gigante cinese esca dall’ombra e chieda a Putin di fermare i bombardamenti e la tragedia. Se entrambi i soggetti, Europa e Cina minacciassero di non comprare, o anche solo limitare, l’acquisto del gas russo, allora sì che il dittatore sarebbe nudo. Pace sì, ma muoviamoci, chiediamo alla Cina di bloccare Putin, di fare un passo indietro nell’acquisto del gas e del petrolio.

Se questo non dovesse accadere, se alla Cina non interessasse, sarebbe un segnalo chiaro che la strategia in atto è qualcosa di ben, molto, più grande dell’Ucraina.

TAG: Cina, putin, russia
CAT: Geopolitica, Russia

Un commento

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  1. andrea-lenzi 5 mesi fa

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