Avviato processo a 5 autonomi per i danni al G20 di Amburgo del 2017

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22 dicembre 2018

Ad Amburgo è iniziato il 18 dicembre il processo a cinque autonomi, quattro tedeschi tra i 18 ed i 24 anni ed un cittadino francese di 23, per i vandalismi durante il G20 di Amburgo il 7 luglio 2017. Le modalità con le quali si è giunti al rinvio a giudizio rappresentano un novum. Sono infatti stati accusati di concorso in diversi reati -danneggiamenti gravi, incendio doloso, lesioni personali e violazioni sulle leggi relative al porto d’armi- dopo essere stati individuati attraverso dei dettagli dei loro abiti che li hanno collocati sul posto dove sono accaduti i fatti, ma senza prova univoca che li abbiano personalmente commessi.

All’epoca circa 220 persone vestite in abiti neri ed a volto coperto incendiarono automobili e ruppero vetrine, mettendo in scacco la città. I danni ammontarono ad almeno un milione di euro. Emerse chiaramente -come ha ricostruito anche la NDR– che il caos era stato organizzato predisponendo dei punti dove cambiarsi gli abiti e raccogliere pietre ed altri strumenti idonei a creare distruzione.

La polizia, sopraffatta dalle polemiche per essere stata impreparata, ha fatto successivamente un punto di onore nel cercare di identificare i responsabili; ricorrendo anche a metodiche discusse, come la diffusione di foto di meri sospetti seguite da appelli al pubblico per dare loro un nome. I cinque imputati sono stati individuati partendo dall’errore di uno di loro che, ancora in gruppo, si sarebbe tolto la copertura del volto nei pressi di un punto coperto da una telecamera di sorveglianza vicino alla stazione ferroviaria, aprendo quindi la strada ad un minuzioso e metodico confronto con altre riprese, financo registrate tra i passeggeri all’aeroporto, per scorgere univoci dettagli dell’abbigliamento idonei a ricollocarli nei punti dei tumulti.

Per i difensori la presenza degli imputati nei luoghi dei disordini era tuttavia solo da ricondurre alla partecipazione ad un corteo di protesta al quale la polizia non avrebbe saputo dare un percorso adeguato ed ai cui margini altri avrebbero commesso atti vandalici, e sarebbe perciò incostituzionale non applicare nei confronti dei loro assistiti le prerogative riconosciute alla libertà di manifestare. Le cronache hanno registrato lunedì sera una dimostrazione di solidarietà agli imputati cui avrebbero preso parte circa 350 persone; osservatori riferiscono che all’apertura del dibattimento un’ottantina di sostenitori ha accompagnato l’ingresso in aula degli imputati con applausi, mentre altri hanno manifestato in loro favore fuori del Tribunale.

 

Immagine di copertina: Pixabay, https://pixabay.com/it/hamburg-bandiera-simboli-ventoso-3407483/.

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TAG: black bloc, G20 Amburgo
CAT: Giustizia

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