Csm, lo sconcio e l’uscita

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19 giugno 2019

Le novità sono due: la prima, più rilevante, che una procura della Repubblica ha aperto un’indagine su quel che succede al Consiglio superiore della magistratura, allorquando si dedica alle nomine; la seconda che di nomine ne hanno fatto molte, perché il governo (Renzi) decise di abbassare l’età pensionabile dei magistrati (uno sport nazionale, senza far troppa attenzione ai conti, che pure un certo peso lo hanno). Che le nomine siano fatte usando la bussola degli interessi politici e sindacali, invece, lo sapevamo già. Da molti anni.
Naturalmente non è un buon motivo per rassegnarsi e tollerarlo. Il fatto che un esponente politico della sinistra (l’onorevole Lotti, del Pd) se ne occupasse, attivamente e impropriamente, con una maggioranza di destra nel Consiglio, come il fatto che si dimetta il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, esponente di una corrente semmai di destra, non compensa, ma peggiora le cose. Se questi comportamenti prefigurano un reato non tocca a noi dirlo, ma alla giustizia. Per quanto paradossale sia, non vi è altra strada civile. Quel che sapevamo e che tali fatti confermano è che domina lo sconcio.
Come si può uscirne? Sarà saggio tornare alla Costituzione: 1. il Csm si occupa solo e soltanto dell’amministrazione del personale (articolo 105), smettendola di produrre pareri e posizioni politiche a getto continuo; mentre 2. far funzionare la giustizia è competenza del ministro (110). Il secondo lavora con il governo di cui fa parte, ottenuta la fiducia del Parlamento. Il primo farebbe bene a fissare prima, in modo trasparente, quali sono i criteri per le nomine, salvo affidare a un gruppo ristretto la corrispondenza fra quelli e i nomi.
Può funzionare il sorteggio dei membri Csm, per evitare lottizzazioni? Che la sorte sia il solo mezzo per ostacolare il peggio sarebbe triste assai. Può funzionare per il gruppo ristretto. La lotteria sarebbe meglio di quel che ora vediamo. Ma magari c’è modo di recuperare altrimenti serietà e credibilità. Per non farsi bendare basterebbe non essere ciechi.

Davide Giacalone
www.davidegiacalone.it
@DavideGiac

TAG: partito democratico, politica
CAT: Giustizia

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