Perché l’assoluzione di Erri de Luca è sbagliata

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19 Ottobre 2015

La vulgata di sinistra recita che le sentenze della magistratura non si possono commentare né criticare; nulla di più sbagliato, invece: le sentenze, in uno stato di diritto, si applicano, ma possono essere contestate e criticate da parte di qualsiasi cittadino.

La sentenza di assoluzione di Erri de Luca dall’accusa di istigazione a delinquere è dunque profondamente sbagliata.

Da liberale sono generalmente contrario alla persecuzione penale dei reati d’opinione (di cui fa parte a tutti gli effetti l’istigazione a delinquere): la libertà di parola e di opinione è un valore fondante di una civiltà liberaldemocratica e deve essere tutelata sempre, anche nelle sue forme più estreme (fatti salvi i limiti stabiliti dal codice penale, come è in questo caso).

Ad essere in gioco qui non era la libertà di opinione di De Luca come hanno sostenuto in tanti; si trattava invece di sanzionare l’incitamento all’eversione operato dallo scrittore, ex addetto al servizio d’ordine di Lotta Continua, un passato di contiguità col terrorismo di sinistra, che in ripetute occasioni esortò la popolazione valigiana ad opporsi con ogni mezzo alla costituzione dell’opera pubblica; agli appelli virulenti di De Luca seguì un intensificarsi degli attentati terroristici – chiamiamo le cose con il loro nome – e un esacerbarsi del clima di tensione instaurato in val di Susa dagli esponenti più facinorosi del movimento no-tav.

Carlo Federico Grosso, uno dei più insigni giuristi italiani, in un’intervista al Fatto Quotidiano ha rilevato come chiunque abbia il diritto di manifestare le proprie convinzioni purché non rechi danno a beni e persone e come a far la differenza sia il contesto nel quale avviene: “se si istiga a delinquere in una piazza deserta non vi è reato; se invece l’istigazione avviene in un contesto di tensione sociale, sì”.

Per la causa di De Luca si è mobilitato il solito coro conformista di intellettuali sinistreggianti, da sempre benevolmente impegnati ad assolvere i compagni dai loro crimini od errori (si pensi a Cesare Battisti o ad Adriano Sofri).

Immagino che se al posto di Erri De luca ci fosse stato uno di destra nessuno si sarebbe interessato al suo caso.

Il fondatore della Lega Nord Umberto Bossi recentemente è stato condannato a 18 mesi per vilipendio dell’allora Presidente della Repubblica Napolitano; ma non è di sinistra né tantomeno è colto (lasciamo perdere i suoi demeriti politici o le ruberie ormai acclarate), dunque non è meritevole di alcuna attenzione.

Pare proprio che se si appartiene ad una determinata area politica e ci si picca di essere grandi intellettuali (Erri de Luca è invece uno scrittore mediocre) si beneficia a prescindere non solo dell’indulgenza sociale della sinistra malpensante ma soprattutto di quella giudiziaria della pessima magistratura italiana.

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CAT: Giustizia

5 Commenti

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  1. marcogiov 5 anni fa

    D’accordo. Se al posto di De Luca ci fosse Alfano o un parroco che invita a sabotare con ogni mezzo, anche violento, i patti civili di convivenza o un imam che invita a sabotare con ogni mezzo, anche violento, i bikini in spiaggia, non verrebbe tollerato.

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  2. beniamino-tiburzio 5 anni fa

    Caro Elia, si possono affermare concetti incontrovertibili, ma sostanzialmente fuori dal tema in discussione, specie laddove, nell’ esaminare il merito della discussione, porti acqua al mulino degli ” intellettuali sinistreggianti “, cadendo in una trappola sapientemente costruita. Anche tu affermi, candidamente errando, che siamo nel campo ” dei reati d’opinione (di cui fa parte a tutti gli effetti l’istigazione a delinquere). Se uno studente avesse detto ciò al suo docente, sarebbe stato cortesemente, ma fermamente, congedato. Almeno ai tempi del buon Antolisei. Il mio pensiero è un po’ diverso .
    Trascrivo il testo di quanto esposto nel mio sito FB .
    ” Come stupidamente continuano a ” recitare ” i capi di imputazione, posponendo il nome al cognome e senza usare il termine sig. o sig.ra che sia, come quasi un’anticipazione del ” recluso 4583 ” , l’ imputato De Luca Erri è stato assolto. Considerazioni.
    1- Il rinvio a giudizio è avvenuto non per un reato di opinione, che sciaguratamente viene ancora lasciato in vigore, bensì per un reato che attiene alla istigazione a commettere azioni costituenti reato.
    Il sig. Erri De Luca, la cui professione non rileva un fico secco, fa il furbetto e gioca sulla equivocità del termine ” sabotare “. Un avvocato suo difensore lo avrebbe consigliato ad usarlo tranquillamente. 2- Cosa in effetti il sig. Erri De Luca intendesse lo sa solo lui. Se voleva dire di resistere alla Polizia, o attaccarla, o distruggere e/o danneggiare opere altrui, solo lui può saperlo. 3- Da ultimo non ci si esalti per le assoluzioni con formula piena, perché quella dubitativa, per insufficienza di prove, è stata da tempo abolita. Così parlò Zarathustra ( quello di F. W. Nietzsche ).

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  3. beniamino-tiburzio 5 anni fa

    Ripeto. Si eviti l’ ideologia. Gli intellettuali ” sinistreggianti ” avranno sempre la peggio su quelli ” destreggianti “. Perché sono geneticamente……….. più intelligenti.

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  4. alex35 5 anni fa

    “Sarei presente in quest’aula anche se non fossi io lo scrittore incriminato per istigazione. Al di là del mio trascurabile caso personale, considero l’imputazione contestata un esperimento, il tentativo di mettere a tacere le parole contrarie. Confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad Alta Velocità va intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell’aria e dell’acqua”
    Quanto sopra dovrebbe bastare per capire che non ci troviamo davanti ad un “cattivi maestro”, piuttosto si legga qualche suo libro per capire le qualità positive che albergano in questo semplice uomo

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  5. paolo-querini 5 anni fa

    L’ eversione nei confronti di un’ Istituzione sorda e irragionevole che pianifica la realizzazione di scempiaggini a spese nostre non è solo un diritto sacrosanto ma un dovere di cittadino. Anche il fascismo a suo tempo era il governo in carica e bene ha fatto chi si è incaricato di appendere quel premier per i piedi a una pompa di benzina

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