SPAZZATA VIA LA LEGGE BRAMINI

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1 Maggio 2021

In un pessimo italiano nel Piano Nazionale di ripresa e di resilienza- PNRR-i poteri forti, le lobbies bancarie, fanno sentire la loro tracotanza e superbia in modo penetrante ed incisivo.
Infatti, senza dirlo specificamente, si prefigura una riforma radicale dell’attuale articolo.560 cpc, ritornando alla sciagurata legge Renzi- Boschi.
Come ricorderanno i nostri lettori Sergio Bramini si è battuto, con l’aiuto dell’onorevole Paragone e dei senatori e deputati dei Cinque Stelle tra l’altro il senatore Pesco, per ottenere la riforma del modo di intendere la custodia dei beni immobili, soprattutto se essi rappresentano la prima casa del debitore.
La legge Renzi Boschi aveva stabilito:
1- avviata l’espropriazione immobiliare il giudice dell’esecuzione nell’udienza di modalità della vendita poteva nominare un custode che si avvaleva di poteri straordinari, quali quelli di scaraventare fuori dalla sua abitazione il debitore, a prescindere dalle sue ragioni che avrebbe potuto far valere in sede di opposizione.
2- Dunque con l’ordine di liberazione intanto il debitore veniva cacciato di casa e, se ne aveva la forza, poteva spiegare un’opposizione per far valere i suoi diritti.
3- Anche al cospetto di pretese dei creditori non eque (si pensi agli usurai, alle banche con conti anatocistici), la giustizia garantiva il più forte.
4- Difficilmente il giudice avrebbe accolto un’opposizione all’esecuzione da parte di quel debitore che, sloggiato, avrebbe dovuto far valere le sue ragioni.
Ecco allora che Sergio Bramini, che fu buttato fuori dalla sua casa pur essendo creditore dello Stato, con il suo pervicace impegno ottenne la riforma dell’art. 560 cpc e si riformò la legge:” fino a quando non intervenga il decreto di trasferimento a beneficio dell’aggiudicatario, il debitore con la sua famiglia non potrà essere sloggiato”.
La battaglia fu vinta e l’art. 560 cpc fu riformato.
Si ricorderà che passò agli onori della cronaca anche il caso di nonno Mariano che in fin di vita, come un rifiuto lercio, fu imbracato e scaraventato fuori senza pietà.
Oggi i grandi esperti e scribi del ministero a pag 67 del Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza hanno propinato la polpetta avvelenata.
Così è scritto in uno sgangherato italiano:” si propongono altresì interventi in punto di custodia (prevedendosi che il giudice dell’esecuzione provveda alla sostituzione del debitore nella custodia nominando il custode giudiziario entro quindici giorni dal deposito della documentazione ipocatastale) e di liberazione dell’immobile (rendendola obbligatoria ove lo stesso abitato dall’esecutato e dal suo nucleo familiare ovvero occupato da soggetto privo di titolo opponibile alla procedura al più tardi nel momento in cui pronuncia l’ordinanza con cui è autorizzata la vendita o sono delegate le relative operazioni)”.
Questo è dunque un modo subdolo ed artato per ritornare alla legge Renzi- Boschi e spazzare via quella Bramini.
Ed il Drago ha dunque un’altra volta vinto.
Affossare la legge Bramini significa dimenticare la Costituzione, i diritti dei più deboli.
I Magistrati, burocrati del Male e custodi aguzzini- drappello di avvocati e commercialisti senza scrupoli e avidi di parcelle esose ottenute in pre deduzione-possono agire senza freni inibitori e massacrare i debitori.
Cartabia, che dovrebbe sentire le ragioni dell’altro, non può consentirlo.

TAG: legge bramini, tribunali e giustizia
CAT: Giustizia

Un commento

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  1. marco-bellarmi 4 mesi fa

    Da un laureato (con lode) in Giurisprudenza certe scempiaggini non si possono leggere. Per risolvere il problema sarebbe bastata una cosa semplicissima: che lo Stato pagasse il dovuto al signor Bramini. Invece arriva la politica dei dementi populisti con la “soluzione finale”: lo Stato paga quando e come vuole, la casta dei Bramini si tiene la villa ed il proprietario dell’immobile offre la cena a tutti, se è una banca girando il conto ai clienti che già pagano fior di tasse allo stato più pilatesco e moroso del pianeta. Menti raffinatissime, come facciamo a pagarli solo dieicimila euro al mese e poi non trovare i soldi per pagare i creditori come il signor Bramini? E’ un mistero…

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