Per Marta Cartabia al Ministero di Grazia e Giustizia. Illuminata da Dike

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11 Febbraio 2021

Il ministero di Grazia e Giustizia è delicatissimo e dovrebbe essere ricoperto sempre da persone qualificate e di garbo istituzionale.

Nella nostra Costituzione è il solo ministero menzionato (art.110) in relazione al ruolo del CSM che, come noto, è un organo di rilievo costituzionale che pone a base del suo presidio l’indipendenza e l’autonomia sacra del Magistrato.

Tuttavia, è di prassi che il ministero faccia muovere ispettori, se si accorge che la macchina della giustizia non funzioni nei Tribunali o se non è conforme alla legge.

Pensiamo a quello che è accaduto per i giudici di pace nella recente storia: sentenze farlocche e truccate, cancellerie clientelari. Intervenendo il ministero, la questione si risolve. Ci riferiamo all’azione disciplinare.

Ecco allora che va affidato a persone equilibrate, sagge, di capacità di mediazione raffinata e sempre votate al perseguimento di un equo contemperamento degli interessi in contesa.

Non può essere solo giustizialista, ma nemmeno troppo garantista sino al permissivismo, ma deve affrontare i Magistrati chiedendo:
1-ordine;
2- uniformità alla Costituzione;
3-responsabilità e competenza quando scrivono le sentenze.
4- rispetto degli avvocati.

In una congerie molto tragica come quella attuale, solo Marta Cartabia può ricoprire questo ruolo.
Ha tutte le caratteristiche enucleate, ed anche la misura e l’eleganza, oltreché l’auctoritas che le deriva da studi profondi e da una carriera invidiabile.

Marta Cartabia può proporre riforme per accelerare i processi, ma anche per tutelare le esigenze dei più deboli.

La sua mitezza, in un forte momento conflittuale come quello di questi tempi bui, è il conforto per tutti che la funzione di ministro di Grazia e Giustizia sarà ricoperta da una altissima figura . La Sua, perché è illuminata da Dike.
Draghi le affidi la giustizia.

TAG: governo Draghi, mario draghi, Marta Cartabia, Ministero Grazia e Giustizia
CAT: Giustizia, Governo

2 Commenti

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  1. luciano-di-camillo 6 mesi fa

    Ben forse, se non esercitasse la professione forense, l’Autore di questo interessante articolo, avrebbe ignorato la simpatica costituzionalista. Lo scrivente, sulla medesima ( di cui, rammento, per primo la nominai in qualche scritto – e, non era difficile notarla, data la valenza – prima che alcuni ne cominciassero a parlare per qualche incarico) ha un’altra idea. In sintesi:
    il Prof. Draghi è considerato come una figura di assoluto prestigio. Ciò posto, come atto di fede ed adorazione, naturalmente, rimane l’attuale realtà del Paese da dipanare con le sue gigantesche problematiche di cui a dirne il “minore”, il bilancio corrente correlato al PIL. Epperò, nel caso la pur bella nave Italia rimanesse ingovernabile, una cosa potrebbe fare che lasci il segno (e di cui tutti si riempiono la bocca a vuoto), ovvero, già influenzare la strada verso un futuro Premier rosa, inserendo come Vice Premier, una custode della Magna Carta, Cartabia, Cavaliere di Gran Croce e ex Presidente della Corte Costituzionale. Luciano Di Camillo

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  2. lina-arena 6 mesi fa

    sul futuro destino della Cartabia aderisco al parere di Luciano di camillo. Comunque siamo alle solite: conoscere la Costituzione è importante ma è più importante interpretarla e sollecitarne l’applicazione. La tutela del credito nella sua componente debitoria non credo sia il versante amato dalla magistratura ivi compresa quella che viaggia nelle alte sfere.

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