Il piano B di Savona è un atto di incoerente fantaeconomia

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31 Maggio 2018

L’uomo che l’ha firmato dovrebbe essere incapace di assumere qualsiasi ruolo di peso perché non capisce come funziona l’Italia, tantomeno il mondo. Non è un piano, ma preannuncia il caos totale che si verificherebbe se l’Italia lasciasse davvero l’euro.

Il famoso piano B potete leggerlo integralmente a questo link: https://scenarieconomici.it/il-piano-b-per-litalia-nella-sua-interezza/.

Inizio riportando alcuni passaggi sull’uscita dall’€. Il piano prevede alle pagine 66 e 67:

Durante il fine settimana – Le autorità annunciano il ‘Piano’ (includendo obiettivi di politica economica, fiscali e target inflazione). Il Governo ridenomina il debito ed avvia negoziati a riguardo. Vanno chiariti gli aspetti legali e regolatori nei limiti del possibile.

D-Day + qualche giorno – riapertura delle banche nazionali e dei mercati finanziari. Via via rimuovere i controlli sul capitale introdotti. Concludere per quanto possibile i negoziati sulle questioni giuridiche e non sollevate dalla ridenominazione.

Quindi, secondo questo principio, sarà possibile pubblicare un piano con gli obiettivi di politica economica, fiscali e target inflazione non sapendo nemmeno quale sarà il tasso di cambio della nuova valuta o i tassi d’interesse il giorno dopo.

Come potrebbero essere chiariti gli aspetti legali durante il weekend e poi conclusi qualche giorno dopo quando, in Italia, ci vogliono almeno 3 anni e tre gradi di Cassazione per decidere se uno può essere licenziato con giusta causa o no? La prima ristrutturazione del debito argentino – ad esempio – è stata chiusa dopo 4 anni.

Nello stesso arco di tempo, e cioè qualche giorno, vengono rimossi i controlli sul capitale. Peccato che siano rimasti per un anno dopo il default in Argentina, e per ben otto anni dopo il default d’Islanda.

Ma è abbastanza chiaro che il piano per gli obiettivi economici o fiscali o il target inflazione non sarà minimamente rigido perché, per esempio, a pagina 48 si legge:

Pagina 48 B) Moderare l’impatto inflattivo

Raccomandazioni:

Fissare le aspettative di inflazione indicando dei target e mettendo in atto un regime di controllo dell’inflazione (resta comunque evidente che tale target va tarato anche tenendo presente l’obiettivo primario di massimizzare l’occupazione).

Mantenere un quadro di bilancio sotto controllo.

Incrementare l’emissione di obbligazioni indicizzate.

Raggiungere un livello elevato di efficienza del mercato del lavoro e mantenere una situazione concorrenziale del mercato dei prodotti e dei capitali, il tutto con una vera consapevolezza dei problemi sociali.

Subito il piano perde ogni credibilità sul rigore fiscale e/o sull’inflazione, perché questi obiettivi saranno sottomessi all’obiettivo primario di massimizzare l’occupazione.

E come farà la nuova Italia a raggiungere un livello elevato di efficienza del mercato del lavoro e una situazione concorrenziale del mercato dei prodotti e dei capitali? Non c’è mai riuscita in passato e dovrà faticare ancora di più con questo piano, perché il sistema bancario fallirà.

Perché non solo ci sarà l’uscita dall’€ ma anche un default sul debito.
A pagina 52 si legge:

…la sostenibilità del debito fosse a rischio, attuare un moratoria sul servizio del debito verrà negoziata con i creditori. L’obiettivo dei negoziati dovrebbe essere quello di ridurre il rapporto debito/PIL al 60-80%. I creditori ufficiali dovrebbe accettare una riduzione proporzionale della loro quota del debito italiano.

E siccome il debito è al 130%, c’è da aspettare un default che porta a:

D) Mettere in sicurezza il Sistema Bancario

Raccomandazioni:

Rendere immediatemente chiaro il pieno supporto al sistema bancario, attraverso la fornitura di liquidità da parte Banca D’Italia (che va riportata sotto il pieno controllo del governo).

Agevolare la ricapitalizzazione e patrimonializzazione delle banche e degli istiuti finanziari nazionali, attraverso la partecipazione al capitale con quote variabile dal 10% al 20% finanziata attraverso l’emissione di nuovi Titoli di Stato.

Qualora fosse necessario, procedere alla temporanea nazionalizzazione delle banche in difficoltà. Tale scenario coinvolgerebbe il grosso del sistema bancario, nel caso di simultaneo default.

Di nuovo, come pensano che qualsiasi piano economico possa essere credibile o valido quando sta per fallire il sistema bancario? Le aziende che vendono solo in Italia non avranno più il minimo credito.

Il pieno supporto al sistema bancario comunque vuole dire quantitative easing, creare soldi, che dubito va mano in mano con una politica rigida e credibile sull’inflazione.

Ma in tutto questo, almeno, il piano prevede come l’Italia possa riuscire a mantenere le relazioni con gli altri paesi, pagina 31:

C) Relazioni con altri paesi U.E.

Raccomandazioni:

E’ bene mantenere buoni rapporti coi paesi U.E.. Il modo migliore per farlo è quello di:

Onorare i debiti ufficiali, rispettare le leggi ed accordi internazionali e coordinarsi (per quanto possibile).

Pre-avvertire gli altri governi (ma con minimo anticipo).

Rimanere all’interno dell’UE. (Sforando i vincoli previsti dai trattati).

Lasciare la zona euro in fretta.

Fare dichiarazioni amichevoli sugli altri membri.

Onorare i debiti ufficiali, no, pagina 55:

attualmente il debito target 2 dell’Italia è di 214 miliardi, i crediti della Germania oltre 500 miliardi.

Il sistema Target 2 è un sistema imprescindibile per far funzionare l’euro nel suo attuale assetto: l’uscita dell’Italia dall’euro, comporterebbe significative perdite ai paesi creditori, sia per la ridenominazione in lire, sia perché legalmente ha basi tutt’altro che solide (non esistono regole e procedure legali nella BCE).

E rispettare le leggi e gli accordi internazionali è quello che uno non fa, per definizione, quando va in default.

Pre-avvertire gli altri governi, sì.

Rimanere all’interno dell’UE (sforando i vincoli previsti dai trattati), forse, ma direi che la scelta non spetta all’Italia su questo.

Lasciare la zona euro in fretta, per definizione.

Fare dichiarazioni amichevoli sugli altri membri. Ma che livello di dimenzialità avete raggiunto? Perché portare il paese al default e creare miliardi di € di perdite per i paesi/cittadini creditori? Si riesce a bilanciare con qualche complimento sul vino francese o sulla birra tedesca?

E’ il pezzo finale e più assurdo di un piano scritto da gente chi non capisce il mondo in cui vive.

Quanto alla previdenza, gli effetti saranno durissimi: altro che la legge Fornero. Il piano B prevede, a pagina 71 – Abolizione di ogni forma di sistema figurativo per la determinazione del calcolo delle pensioni con effetto retroattivo (le pensioni saranno erogate in funzione degli effettivi contributi versati).

Direi che Savona è fra i pochi pensionati che vuole tornare al lavoro, ma per tutti gli altri rischia di diventare un obbligo di sopravvivenza.

TAG: bce; Eurozona;, lega nord salvini, Paolo Savona
CAT: Governo

5 Commenti

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  1. evoque 2 anni fa

    Aiuto!!! Altro che fantaeconomia, qui siamo alla psicoeconomia, anzi alla psichiatricoeconomia.Capite che questo Savona viene spacciato dai Cinquestelle e Lega come una grande mente?

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  2. palma 2 anni fa

    Il piano B non è di Paolo Savona, ma come specifica il link da voi messo, è ” di esclusiva elaborazione come team di Scenari ECONOMICI, e realizzato come studio accademico, fu in realtà ispirato dal quello scritto dal Professor Roger Bootle nel 2012, che, fra l’altro, per questa elaborazione, vinse il prestigioso premio Wolfson e 250 mila sterline…

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  3. vincesko 2 anni fa

    Tre osservazioni: 1. Dallo stile sgrammaticato, si deduce facilmente che non è di Paolo Savona, ma molto probabilmente di Antonio Maria Rinaldi (forse con l’ausilio della scheggia impazzita Claudio Borghi, l’ideatore della proposta ridicola di annullamento di 250 mld di debito pubblico, detenuto dalla BCE, ma in effetti all’80% dalla Banca d’Italia). 2. Prioritariamente Paolo Savona non intende uscire dall’Euro (vedi piano A). 3. Nell’idea di Paolo Savona, il piano B è solo un’extrema ratio, e un’arma di pressione negoziale per ridiscutere l’attuale assetto monco dell’Euro, squilibrato a favore della Germania (e satelliti), ed è necessitato dall’arroganza della medesima Germania, poiché gli arroganti riconoscono soltanto il linguaggio della forza.

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  4. andrew.sentance 2 anni fa

    Per rispondere – l mio avviso, il piano ha il nome di Savona quindi era pronto ad associarsi a questo piano. Se non è più d’accordo, può communicarlo.
    Sono d’accordo che i tedeschi devono capire che un avanzo commericale ben oltre i limiti del trattato di Maastricht serve solo per spaccare la zona € a lungo termine ma non vedo che un piano con così tante buche al livello pragmatico riesce come arma contro le loro pretese.

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  5. palma 2 anni fa

    Non so chi abbia iniziato ad attribuire il piano B a Paolo Savona, ma chi l’ha fatto o non era informato o ha mentito spudoratamente.
    In compenso leggo che sarebbe pronto un piano B, concepito da economisti tedeschi,per mettere l’Italia fuori dall’euro
    Cordialità

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