Il surreale, e tutto italiano, dibattito che circonda il Governo Conte

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17 maggio 2020

Il governo Conte è al 40esimo posto su 66 per durata e molti si chiedono se arriverà alla fine della legislatura. L’opposizione guidata da Matteo Salvini ne invoca la caduta per dar vita al 67esimo governo in 70 anni di Repubblica.

Come se farlo cadere fosse un così importante successo, una soluzione ai mali del Paese. Come se tutto ciò portasse un grande beneficio agli italiani. Come se ci fosse chissà quale maggioranza parlamentare ad attendere il prossimo eroico Capo di governo.

Ora: il Governo Conte può aver commesso errori, più o meno evidenti, più o meno grandi. Ma con la sconvolgente situazione che stiamo vivendo e in una evidente instabilità di sentimenti come la nostra non sarebbe semplice per nessuno. Invece che invocare Azione e Correzione legislativa, Azione e Correzione ripeto, come avviene in altri paesi del nord Europa, noi perseveriamo nel proporre come soluzione politica ai problemi della gente e del Paese la richiesta di dimissioni di un capo di governo, al quale tutto possiamo rinfacciare tranne lo scarso impegno o intrallazzi di qualche tipo. E per cosa? Per poi ricominciare, dal giorno successivo al giuramento del prossimo capo di governo, a criticare e a chiederne le dimissioni per puntare al 68esimo governo. Cambiare tutto, per non cambiare niente.

A volte il dibattito italiano è surreale.

Ps. Se l’Italia fosse un paese stabile, dove tutti pagano le tasse e rispettano le regole (vedi il Giappone) questo atteggiamento potrebbe non essere un problema. Ma gli italiani non sono simili ai giapponesi, piuttosto mi appaiano molto più simili agli argentini, che, per la cronaca, con inflazione al 50%, disoccupazione in aumento ed evasione sistemica si sta avviando al secondo fallimento in 20 anni, dopo quello più noto del 2001 (su cui scrissi la mia tesi di laurea).

TAG: Giuseppe Conte, Governo Conte
CAT: Governo

Un commento

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  1. cyrana56 2 settimane fa
    Bravo! Finalmente qualcuno che canta fuori dal coro (un coro stonato e venduto, ahimé) ma in accordo con il pensiero della maggioranza degli italiani, per fortuna. Purtroppo nulla è cambiato dal Paese descritto nel Gattopardo.
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