L’intervento di Giachetti diventa virale

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11 Ottobre 2016

Sulla riunione di Direzione del Pd di ieri sera, sento un amico che è un semplice iscritto al partito e gli chiedo cosa ne pensa.
Scopro così che gli è piaciuto moltissimo l’intervento di Giachetti ( non è il solo, quell’intervento è diventato virale, ha avuto un numero altissimo di visualizzazioni e condivisioni)
Chiedo al mio amico cosa ha apprezzato in quell’intervento.
Riporto qui la sua torrenziale risposta:

“Non posso parlare per gli altri, ma sicuramente, visto che l’ho condiviso nella mia bacheca di facebook, posso dire che cosa è piaciuto a me di quell’intervento: il fatto che non contenesse alcun tatticismo.
Giachetti non solo è un viscerale, ma è anche uno sempre pronto a mettersi in gioco e a dire fino in fondo quello che pensa.
La sua narrazione sui cincischiamenti della minoranza dem, sulla pretestuosità e inconcludenza dei loro andirivieni è stata semplicemente perfetta
Non sappiamo come andranno le cose il 4 dicembre, se prevarranno le ragioni del No o quelle del Si.
Ma una cosa è certa, che sta per prendere il via quella che io chiamo “una avventura bertinottiana”.
Cos’è un’avventura bertinottiana?
É dichiararsi i più a sinistra di tutti e poi scegliere a proprio bersaglio non i partiti di destra, cioè i Salvini, i Brunetta e i Berlusconi, ma sempre e soltanto il partito riformista di centro sinistra.
Con quale inevitabile risultato?
Non credo di doverlo spiegare, chi si è avvantaggiato delle due defenestrazioni di Prodi ce lo ricordiamo tutti.
Possono esserci ( e ci sono!) molte cose che mi piacerebbe che Renzi facesse e che non fa, ma :
1) rifiuto come semplicemente falsa e propagandistica la vulgata secondo la quale il Governo sta facendo una politica più di destra di quella che farebbe Berlusconi
2) non ho bisogno della sfera di cristallo per sapere che una spaccatura a sinistra rischierebbe di aprire la strada al ritorno della destra o all’avvento del populismo pentastellato.
Chi, come Bersani, Speranza e D’Alema ( per non parlare di Mineo, Fassina e Civati, già usciti dal partito) non tiene conto dei predecenti, cioè dei risultati cui hanno portato precedenti spaccature, è un irresponsabile.
Per anni sono stato iscritto al partito democratico ( e lo sono ancora) .
E per anni, come Giachetti, essendo un “liberal” e non un comunista, ho partecipato alle discussioni e ho votato secondo i miei convincimenti, accettando poi che la linea del partito fosse quella espressa dalla maggioranza anche quando era diversa dalla mia.
La metafora della “ditta” creata da Bersani mi sembrava perfetta.
E lo stare in minoranza non mi ha mai pesato, né ha mai scatenato in me e in molti che la pensavano come me il desiderio di gettarmi sul pavimento e di lamentarmi di un’ingiustizia o di una prevaricazione.
Avevamo discusso, avevo detto la mia, si era presa una decisione a maggioranza democraticamente, di cosa potevo lamentarmi?
Mi piacerebbe che adesso Bersani mi spiegasse perché la “ditta” non va più bene come modello.
Si può scegliere di essere minoranza con dignità, oppure cercare di portarsi via il pallone quando si perde.
Ma consapevoli del fatto che è infantilismo politico.”

(http://www.unita.tv/speciali/direzione-pd-intervento-di-roberto-giachetti/)

TAG: Bersani, fassina, giachetti, Matteo Renzi, Pd
CAT: Governo, Media, Partiti e politici

17 Commenti

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  1. evoque 4 anni fa

    Ho sempre considerato Bersani un onesto incapace. Adesso lo considero anche disonesto.(politicamente).

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    1. vincesko 4 anni fa

      Fesseria sesquipedale (quasi) doppia. L’onestà è fuori discussione; per la competenza, vedi il principio di Peter.

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      1. evoque 4 anni fa

        Sì vabbè, e oltre all’insulto?

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        1. vincesko 4 anni fa

          Dov’è l’insulto? Allora, sei troppo delicato ed hai proiettato un tuo difetto: hai dato dell’incapace e disonesto (politicamente) a Bersani. PS: La mia risposta precedente è stata esauriente (per il “Principio di Peter”, consulta Wikipedia).

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          1. evoque 4 anni fa

            Fesseria sesquipedale, che cosa sarebbe? Sulla mia delicatezza d’animo hai ragione. Sullo psicologismo che ne deduci ,direi di lasciar perdere. Noti la differenza fra criticare un esponente di un partito (persona pubblica) e insultare l’interlocutore. Per questo, non ti serve Wikipedia.

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            1. vincesko 4 anni fa

              Ri-fesseria sesquipedale, triplice. 1. Fesseria sesquipedale non è un insulto, né tanto meno alla persona: chiunque nella vita, anche intelligente, colto e razionale, talvolta spara fesserie sesquipedali (a causa di qualche elemento perturbatore interiore). 2. Contraddizione logica triplice: a) col tuo criterio, anche psicologismo allora è un insulto; b) quindi confermi che hai il “vizio” di proiettare i tuoi difetti, ma non riconosci a te stesso questa cattiva – peraltro diffusissima – abitudine; e (c) se ho imbroccato la prima (delicatezza d’animo), e ti ha fatto piacere, non mi puoi accusare di fare dello psicologismo. 3. a) Tu non lo hai criticato, ma insultato o, se preferisci, denigrato, scrivendo per giunta una cosa non vera, una balla; b) qui siamo tutti nickname pubblici. PS: Per il criterio esagerato di valutare gli insulti, somigli molto agli amministratori-volontari di Wikipedia.

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              1. evoque 4 anni fa

                Grazie mille, o mio MAESTRO…

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  2. filippo-cusumano 4 anni fa

    Una precisazione quantitativa : in questo momento ( a circa 24 ore dall’intervento di Giachetti) le visualizzazioni del suo discorso sono 96.000, i like sulla sua bacheca di facebook che ne riporta il link oltre 2500, le condivisioni nelle bacheche di facebook quasi 1500.

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  3. vincesko 4 anni fa

    Tutto vero, ma il radicale Giachetti è “strutturalmente” un caso clinico.

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    1. filippo-cusumano 4 anni fa

      Un caso clinico? Perchè ha detto la nuda verità in un contesto in cui normalmente la si maschera o si addobba un po’?

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      1. vincesko 4 anni fa

        Nient’affatto. Già dalla voce, si deduce che Giachetti è una persona infelice. Come si possa aver pensato di candidarlo a sindaco di Roma, per me rimane un mistero. La severità esagerata è sempre indizio infallibile di senso di colpa per coda di paglia. Io temo che il fanatico fondamentalista Giachetti, da bravo demo-radicale, anche quando andrà in Paradiso, dopo aver cercato invano il pelo nell’uovo, avrà da ridire. PS: Il PD dominato dal contaballe seriale Renzi e la verità sono un ossimoro.

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        1. filippo-cusumano 4 anni fa

          Sul tema, caro a molti della “dittatura della maggioranza” ( che è la stessa cosa che Bersani definiva la teoria della “ditta”) c’è un piccolo riassunto di come sono andate le cose che dimostra come sull’italicum non ci sia mai stato un “prendere o lasciare”

          E’ contenuto in un’intervista di oggi di Giachetti al Quotidiano Nazionale, della quale, ad integrazione del mio articolo, riporto qui un ampio stralcio:

          DOMANDA : Si poteva evitare di arrivare a questo punto? Se Renzi lunedì in direzione avesse fatto qualche concessione in più, magari le reazioni sarebbero state diverse.

          GIACHETTI : «Questa storia che non abbiamo dato abbastanza è una buffonata. La verità è che ogni occasione è buona per sparare su Renzi».

          DOMANDA : Vale a dire?

          GIACHETTI : «Stanno cercando un alibi per non votare una riforma costituzionale che hanno votato al Senato. Noi abbiamo cambiato l’ Italicum su loro richiesta un’ infinità di volte. Abbiamo iniziato con le soglie di sbarramento che dall’ 8% abbiamo abbassato fino al 3%. Quindi abbiamo cambiato la soglia per il premio di maggioranza che dal 35% abbiamo alzato al 40%. Poi è arrivato il tema delle preferenze: c’ erano i collegi plurinominali, hanno preteso le preferenze per cui ora il 75% dei candidati verrà eletto con quel metodo. Ancora: loro hanno chiesto e ottenuto lo stralcio dell’ articolo 2, sull’ elezione del Senato. Quindi, hanno voluto che fosse inserito il vaglio preventivo della Consulta sulla legge elettorale che lo stesso presidente della Corte ha detto essere ridicolo. Ora il problema è il ballottaggio: non è chiaro ciò che vogliono, ma è evidente che vogliono fare solo interdizione».

          DOMANDA : Sostengono che il «combinato disposto» tra Italicum e riforma del Senato genera mostri.

          GIACHETTI : «Questa storia del ‘combinato disposto’ fa ridere: tanto qualsiasi cosa gli dai non basta. Se Renzi, che lunedì secondo me è stato particolarmente disponibile, assicurasse per domani una nuova proposta loro troverebbero comunque un altro problema».

          DOMANDA : Il comitato per la legge elettorale è inutile?

          GIACHETTI : «Arrivati a questo punto non capisco a cosa serva. Se ci fosse stata l’ intenzione, ci sono state centinaia di occasioni per trovare un punto di caduta comune. La verità è che la minoranza ha deciso di portare l’ attacco definitivo al Pd che non è guidato da loro utilizzando la legge elettorale».

          DOMANDA : Insomma: il 4 dicembre si celebra il congresso del Pd.

          GIACHETTI : «Per loro sembra proprio di sì, purtroppo».

          DOMANDA : Quale partito ci dobbiamo aspettare il giorno dopo il referendum?

          GIACHETTI : «Non so che cosa succede se vince il No. Se passa il Sì avremo un Pd che potrà meglio rivendicare le cose che sono state fatte, e che inevitabilmente si rafforzerà come capacità di guida di questo Paese e soprattutto di sintonia con il popolo italiano».

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      2. vincesko 4 anni fa

        Ripeto: tutto vero, ma il radicale Giachetti è “strutturalmente” un caso clinico. Ecc. ecc. PS: Ho letto e partecipato per 3 anni alle discussioni sul quotidiano “Europa”, organo della Margherita. I democristiani facevano peggio, con una spietatezza maggiore, che m’impressionò. Le suggerisco di leggere questo mio post e quello in esso riportato in fondo “La sconcertante scoperta della scarsa empatia dei cattolici del PD” http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2756664.html oppure (se in avaria) http://vincesko.blogspot.com/2015/05/la-sconcertante-scoperta-della-scarsa.html.

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  4. tizia-caio 4 anni fa

    Credo che al PD non debba spaventare la spaccatura di Bersani, D’Alema e altri, in altre parole non è la possibile scissione della minoranza dem che mette un pericolo il PD è il governo ma molto più banalmente gli elettori! Ebbene sì!! Ed è meglio prenderne consapevolezza invece di minimizzare come ha fatto Renzi quando ha commentato i risultati delle elezioni regionali inEmilia Romagna! Sono gli elettori che non ci stanno, non la minoranza dem dentro il direttivo! È chiaro? Anche se i dem non si separeranno, sono gli elettori che si sentono di sinistra a non accettare la politica del governo di Renzi. Sono già decine di migliaia i voti passati dal PD ai 5stelle o persi nell’astensionismo. Quindi, se fossi nella direzione, mi preoccuperei di questo, non di guardare l’ombelico di Bersani

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    1. pierpaolo-panico 4 anni fa

      Scusa ma ci vuole un Dottorato in Ingegneria Aerospaziale o la discesa dello Spirito Santo per porsi almeno il dubbio che chi vota i 5s non é di sinistra? Non lo é mai stato e mai lo sará.
      Chi oggi vota 5s non é di sinistra.
      Chi votava PD o un qualunque altro partito di area progressista non passa a votare 5s dopo che stanno a fare di tutti per mostrarsi come neofascisti.
      Se i sondaggi danno i 5s vincenti ad un ballottaggio contro PD perché si prende i voti degli altri (Destra “ufficiale”) mi spiegheresti, molto gentilmente, come sposarsi a sinistra permetterebbe un recupero al PD visto a rigor di logica non é di certo spostandosi a sx che raccogli i voti delle destre che non arrivano al ballottaggio.

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      1. evoque 4 anni fa

        I simpatizzanti pentastellati della prima ora, come me per esempio, provenivano in discreta misura da quell’area che possiamo definire sinistra liberale. Ma questi hanno incominciato a farsi venire dubbi sul M5s già a partire dal 2011; dal 2012 lo hanno abbandonato a causa della decisa virata, di Grillo e Casaleggio, su posizioni populiste (Lega e FI erano entrate in crisi). Dopo di che, coloro i quali nutrivano dubbi allora hanno potuto soltanto passare alle certezze attuali.

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