Caro Nichi, è ora di decidere da che parte stare

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15 Ottobre 2015

Caro Nichi, ti scrivo apertamente. Sai che ti voglio bene e vorrei parlarti sinceramente.

Riprendo quanto avevo scritto giorni fa sul contributo e sulla “alleanza” con SEL (cliccate qui per leggere).

Ipotesi che deve far riflettere a prescindere dalla possibilità o meno che ciò avvenga:

  • Elezioni amministrative Napoli, Torino, Roma, Milano, Bologna a Giugno 2016.
  • Referendum Confermativo della Riforma del Senato sempre a Giugno 2016.

Quindi (parrebbe) “Election Day”.
Si vota nello stesso giorno per Referendum Costituzionale e per le amministrative.

Marzo, Aprile, Maggio: Campagna Elettorale per le amministrative, giusto?
Marzo, Aprile, Maggio: Campagna Referendaria, giusto?

Vendola ieri rilancia: “Costituire subito Comitati per il NO in vista del Referendum Costituzionale” (qui l’articolo).

D’accordissimo con te caro Nichi Vendola.

Quindi SEL nelle grandi città italiane cosa farà?
Oltre a fare attivamente campagna referendaria costituendo Comitati per il No (alla Riforma Costituzionale e al Governo Renzi), dirà NO anche ad una possibile alleanza con il PD nelle maggiori città italiane?

Perché caro Nichi, farebbe sorridere fare nello stesso periodo (o a distanza di qualche mese) una campagna referendaria contro il PD e una amministrativa con il PD, non credi?

Aggiungo, come scrivo qui (cliccate).

Ormai abbiamo imparato che le primarie di coalizione servono al Pd per dimostrare che il candidato sindaco sarà del Pd (indicato da Matteo Renzi), ma facendo finta che lo vogliano anche gli alleati del Pd.

Parte quindi una spasmodica ricerca di alleati del Pd disposti a un decisivo ruolo nella coalizione, “tipo portare i caffè o lavare i vetri”, come scrive Alessandro Robecchi.

In questi giorni si è aperto un dibattito nella sinistra milanese dove Rifondazione comunista, constatato che le primarie del centrosinistra sono troppo “incerte” e “aleatorie”, annuncia che non vi parteciperà e farà da sola. Anzi, chiede alle forze a sinistra del Pd – Sel, Altra Europa con Tsipras, Comunisti italiani, civatiani di Possibile – di costruire una lista elettorale alternativa ai democratici e di cercare un “candidato forte da schierare” e lo stesso Civati ricorda “qualcuno è ancora affezionato all’idea di partecipare alle primarie sulla base del ben noto argomento della diversità milanese. Peccato che in questi anni quello che un tempo è stato il centrosinistra milanese non abbia mai avuto nulla da dire sulle famose riforme del governo Renzi”.

Quindi si deducono due cose. Le primarie del Pd come le conoscevamo non hanno più senso per la sinistra e le giunte di centrosinistra col Pd ormai sono un modello superato e questo a Milano, a Roma , a Cagliari e in ogni parte del nostro Paese.

 

 

Fonte: Antonio Sicilia

TAG: nichi vendola, sel, senato
CAT: Governo, Milano, Partiti e politici

2 Commenti

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  1. luca-gariboldi 5 anni fa

    Per carità, poi magari avete ragione e penso che, in questo momento, il dubbio sia fondamentale da tutte le parti.
    Detto questo, due cose:

    – Magari sbagliandomi, ma par che Renzi abbia annunciato i referendum per l’autunno/inverno, scongiurando un eventuale tornata unica.
    – Penso che lo smacco peggiore, per Pd e Renzi, sia fare le primarie a Milano (avendo bloccato candidature dell’alto di Sala e co) e pederle.
    – Infine, ultima ma più importante, penso che la stragrande maggioranza dei Milanese pensi che questi anni siano sinonimo di buon governo e di sviluppo in positivo della nostra città. Buttarlo via, perché si parla di questo, sarebbe davvero una cavolata.

    Questo il mio pensiero, continuando a ripetere che i dubbi sono molti, che mi spaventa chi ha solo certezze e che capisco bene, pur non condividendolo, il contenuto dell’articolo.

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  2. wiseman 5 anni fa

    Credo che sia (anche) da discorsi come questi che si alimenta l’anti-politica. Milano non è il Parlamento, non è Torino, non è Napoli o Bologna. La vita dei milanesi, governati negli ultimi 4 anni e mezzo da un’amministrazione composta da Pd, Sel, Prc e altri, è stata caratterizzata dall’attività di questa amministrazione che, seppur siano legittime tutte le critiche, ha mostrato un altro passo rispetto a tutte le altre esperienze.
    Sulla base di quale motivazione Sel dovrebbe dire no alla prosecuzione di questo percorso, quando il Pd milanese e lombardo ha espresso in mille salse la volontà di proseguirlo insieme?

    Articoli come questo avallano l’opportunità che la politica viaggi al di sopra della testa delle persone, indipendentemente dalla loro realtà, dalle loro esigenze, procedendo secondo schemi avulsi, “altri”.

    Tra l’altro parliamo dei Comuni, una delle poche entità amministrative dove il legame tra rappresentante e cittadino esiste ed è sentito.
    Sradicare l’opportunità di proseguire un percorso virtuoso, in accordo con i “compagni di viaggio”, nel nome di una supposta necessità di decidere “da che parte stare” in un contesto completamente diverso, mi sembra un errore.

    Infine: vincere a Milano (con la sua importanza) con una coalizione di centro-sinistra è il modo migliore per intaccare, anche nel Pd, il germe del “partito-nazione”.

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