SE DIVORZIARE FOSSE PIÙ FACILE, CI INNAMOREREMMO DI PIÙ?

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7 Dicembre 2014

Eh sì, se avete seguito le cronache parlamentari sapete anche voi che mercoledì scorso il senato ha votato la fiducia al governo su una legge delega che ha ridotto i tempi e i costi del divorzio. Non tutte le forze parlamentari erano d’accordo ma alla fine è stato approvato il progetto del governo.

Molti consulenti del governo sostengono che adesso che divorziare è più facile si celebreranno molti più matrimoni. Forse adesso che l’impegno sembra meno oneroso alcune coppie che convivono decideranno di sposarsi. Molti di quelli che hanno semplicemente firmato il registro delle unioni civili pare che potrebbero decidere di sposarsi. Sembra addirittura che alcune  coppie che si “frequentano” saranno incentivate a sposarsi. E questo, diciamolo, è un bene.

Perché un’unione stabile, tutelata e riconosciuta come il matrimonio è un bene per la società. Perché normalmente i singoli investono in queste unioni per farle funzionare, fanno programmi a lungo termine e decidono di accettare i difetti dell’altro e addirittura di smussare i propri per il bene della coppia. Nel nostro impianto giuridico poi, fino a poco tempo fa, il matrimonio era l’unica scelta per la tutela dei figli che sono forse l’investimento più a lungo termine che una coppia possa fare.

Qualcuno che non si è comportato proprio bene con il coniuge ora è un po’ spaventato, teme di essere scaricato adesso che divorziare è diventato più facile. Ma dopotutto, chi vuole stare in un’unione in cui non si è desiderati? Purtroppo a volte non c’è scelta, per le decisioni comuni prese in passato può essere che uno dei coniugi sia in una condizione di debolezza e si senta impreparato a , come dicono i giovani, “rimettersi sul mercato”. Pensano che in un mondo che è diventato tutto sushi e vegetariano la loro specialità sono i bolliti misti, e nessuno sia interessato.

Ma queste persone non hanno nulla da temere, oltre a ricevere un po’ di soldi per ogni anno di matrimonio, se avranno voglia di impegnarsi e rimettersi un po’ in discussione potranno frequentare una delle nuove dating agencies  che saranno finanziate dal governo, dove oltre ai corsi per imparare a fare il sushi si potranno incontrare nuovi potenziali partners per poter contrarre un nuovo matrimonio che renda felice tutti. Non è chiaro se nella legge di stabilità ci siano i soldi per tutte queste cose, ma forse questo è un problema secondario (cit).

A breve quindi, visto che è più facile divorziare, osserveremo un’impennata nel numero di matrimoni ma quello che nessuno ci ha ancora spiegato è perché una riduzione dei costi del divorzio dovrebbe farci innamorare tutti di più. Perché in questo momento, mi pare, quello di cui c’è urgente bisogno sono delle coppie nuove.

***

Se siete arrivati fino a questo punto, forse avete capito che non stavo delirando ma ho optato per usare una metafora per esprimere alcuni dei miei dubbi sul Jobsact che a breve inizierà ad avere i suoi effetti. Fa sorridere che il provvedimento sul (vero) divorzio breve, già approvato alla camera, sia stato ritirato su richiesta del governo a metà di ottobre e le unioni civili (per tutti) erano attese per fine novembre ma forse sono un po’ in ritardo.

TAG: divorzio, Jobs Act, licenziamento, matrimonio omosessuale
CAT: Governo, Parlamento

Un commento

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  1. Luca Servidati 6 anni fa

    http://www.glistatigenerali.com/musica/la-rivoluzione-attuale-del-fidelio-di-beethoven/

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