La Grecia – dopo 10 anni di crisi – al voto

5 luglio 2019

La Grecia, questa domenica, vota per eleggere il nuovo governo, a poco più di un mese dalla netta sconfitta di SYRIZA, il partito al potere dal 2015, alle Europee di fine maggio.

La situazione generale, in breve: è generalmente attesa una vittoria di Nea Dimokratía (ND), il partito di centrodestra guidato da Kyriakós Mitsotakis, seguito da SYRIZA., il partito che guidato da Alexis Tsipras. Se i risultati saranno simili alle Europee, verrebbero poi Kínima Allagís (KynAl) il partito germogliato dal vecchio centrosinistra PASOK, cancellatto dagli scandali negli anni che segnarono l’inizio della crisi, e poi altri partiti minori. Ci si attende poi che il movimento identificato dalla figura di Yannis Varoufakis, DiEM25 (in greco, MeRA25), possa entrare in parlamento.

La questione sta tutta nella misura della vittoria di Nea Dimokratía. Una maggioranza assoluta sembra altresì difficile, anche per la possibilità che molti votanti sfruttino il bel tempo, caldo, per andare al mare.  Uno scenario probabile è che si tenti di creare una coalizione tra ND e KynAl, se quest’ultimo dovesse ottenere un buon risultato.

Questo scenario farebbe però pensare l’elettore a un ritorno al passato. E lo stesso elettore è ancora scottato dai difficili dieci anni passati, e dagli scandali che hanno minato il sistema sotanzialmente bipolare che in Grecia ha sostanzialmente gestito il potere dalla caduta del regime dei collonnelli in poi. È per questo che SYRIZA ha sostanzialmente giocato la sua campagna elettorale sulla paura: paura per l’elettore di reddito medio-basso, che si facciano ulteriori tagli allo stato sociale, e privatizzazioni; e paura di elettori generalmente di sinistra di un ritorno al passato, e al malgoverno. Tsipras ha guidato così il partito attraverso una campagna elettorale abbastanza dimessa, con poche idee, e molto simile a quella che lo portò al potere nel 2015. Mitsotakis, invece, ha tenuto ieri il comizio principale della sua campagna, chiedendo agli elettori di dare a ND un mandato chiaro, come del resto suggerirebbero gli ultimi somdaggi.

Tornavo così ieri verso Atene con diverse persone, tutte più o meno la mia età. Tornavano apposta per votare, per non far vincere la destra, per sostenere il meno peggio. Ma tanti altri ho sentito che non riuscivano a fare lo stesso, ed erano appunto in vacanza per il fine settimana. Uno votava Varoufakis, così. per varietà. E, nel momento in cui scrivo, la sera del 5 luglio, stanno per cominciare i comizi conclusivi di vari partiti. Ho scelto innanzitutto di andare a sentire Tsipras, a piazza Syntagma, e se riesco gli altri. Gli umori della gente, nei confronti di un personaggio che ha identificato e poi spesso frustrato molti desideri del popolo greca negli ultimi diffici anni – e trasversalmente -, valgon bene un comizio. Una classe media in sofferenza, disoccupazione giovanile, un pizzico di cinismo, e un altro di partigianeria, sono gli ingredienti principali che ho potuto percepire finora nell’aria. Così come dicono i graffiti di Atene, viene da pensare.

 

 

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CAT: Governo, Partiti e politici

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