Legittima difesa : due riflessioni sul tema

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4 Maggio 2017

 

Sulla legittima difesa ho riflettuto a lungo, cercando di evitare pavloviani condizionamenti ideologici.

Come reagirei se aggredito di notte?
Sarei abbastanza freddo per non reagire?
O per reagire solo in maniera proporzionata al pericolo?
E sarei abbastanza lucido da valutare correttamente il pericolo?

Non so darmi risposta, spero solo di non avere occasione di verificarlo mai.

Ma spesso ho pensato alle condizioni psicologiche in cui si è trovato chi ha reagito.
Il primo istinto, lo ammetto senza difficoltà, è sempre stato quello di pensare:”Certo, se chi è andato rubare fosse rimasto a casa sua…”

Oggi, che è passata alla Camera la legge sulla legittima difesa, si schierano quasi tutti.

Legge sbagliata, dicono alcuni, incrementerà l’uso delle armi, il Far West, la giustizia-fai-da-tè.

Legge insufficiente, replicano altri, le reazioni della vittima di un’aggressione notturna debbono essere depenalizzate a prescindere da ogni altra valutazione e dall’orario in cui si verifica l’aggressione.

Non mi sono mai trovato, come dicevo, in una situazione di pericolo come quella descritta sopra, ma non credo che in tale situazione si siano trovati molti di coloro che oggi ostentano tante sicurezze.

Sicuramente però penso che esistano in questo nostro paese, mai come oggi nevrotizzato e confuso, tutta una serie di insicurezze e di tensioni – quella della sicurezza personale è una di queste – che chi ha responsabilità di governo non può più permettersi, se non altro per ragioni di consenso elettorale, di ignorare o minimizzare.

Quindi penso che qualcosa andasse fatto.
Poi ognuno può dire : era meglio fare questo oppure quest’altro ancora.

Guardo invece con diffidenza a chi ha detto : dovevamo lasciare le cose come stavano.
Lo trovo un atteggiamento elitario : se il problema lo avvertono in molti, non puoi dire che non c’è.

Ci saranno pure – non intendo negarlo – leader pronti a enfatizzare la portata dei problemi esistenti per dimostrare l’inadeguatezza di chi governa e trovare i consensi per subentrargli.

Ma, una volta che la percezione di quei problemi è diffusa e crea allarme nei più, ignorarla è un errore politico che può costare molto caro

In democrazia – quel sistema imperfetto che però è il migliore di tutti – funziona così.

L’importante è non dare risposte normative ambigue e pasticciate : dare una risposta non vuol dire necessariamente assecondare chi crea allarmismo rispetto al problema, applicandone le ricette al 100 per 100.

Un intervento sulla entità e la certezza della pena per gli aggressori potrebbe, a mio avviso, risultare più incisivo e meno rischioso di quello previsto dal provvedimento approvato alla Camera in questi giorni.

TAG: legittima difesa
CAT: Governo, Partiti e politici

4 Commenti

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  1. silvia-bianchi 3 anni fa

    a me sarebbe piaciuto che, in tema di legittima difesa, si fosse pensato qualcosa per le tante, troppe donne minacciate dal proprio ex partner: qualcosa che possa prevenire l’arrivo del momento drammatico in cui è la stessa vita della donna a essere a rischio

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  2. tom-joad 3 anni fa

    Insomma, c’è qualche leader che fomenta odio e paura, di conseguenza una parte di cittadinanza si spaventa e inizia ad odiare il prossimo. Questo porta alla fallace considerazione dell’autore dell’articolo: “se il problema lo avvertono in molti, non puoi dire che non c’è”. In sostanza se un gruppo di persone inizia a lamentarsi di qualcosa è giusto prendere qualche provvedimento. Non importano più statistiche che evidenziano il continuo calo dei furti, bisogna cavalcare l’odio e la paura…

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  3. filippo-cusumano 3 anni fa

    Tom Joad : forse mi sono espresso male.
    Provo ad essere più chiaro.
    Le questioni sono due e di natura diversa.
    La prima riguarda la percezione che gli elettori hanno di un problema e l’atteggiamento che dovrebbero assumere le forze politiche al riguardo.
    Secondo me, quando un problema è molto sentito come questo, il tentare di negarlo è non solo controproducente per la forza politica che lo fa, ma espone la stessa ad una ragionevole accusa di elitarismo/paternalismo.
    Della serie : voi avvertite il problema, ma io vi dico che non esiste e quindi fidatevi di me.

    La seconda questione riguarda il merito : dare una risposta, come dicevo, è necessario. Darne una che assecondi al 100% le richieste delle forze politiche che speculano sull’allarmismo e che hanno contribuito a crearlo, invece, è sbagliatissimo.
    La soluzione andava cercata non nel fornire alibi agli eccessi di legittima difesa, ma nel rendere più pesanti e soprattutto certe le pene per gli aggressori.
    Credo che una buona parte dell’insicurezza che circola sia dovuta al fatto che spesso chi commette reati di un certo tipo, riesce a cavarsela con periodi di carcerazione così brevi da consentirgli di ritornare velocemente “su piazza” in un numeto molto considerevole di casi.

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  4. tom-joad 3 anni fa

    La ringrazio per avermi risposto. Mi capita spesso di commentare articoli de gliStatiGenerali e raramente si crea una discussione o si riceve una risposta diretta dell’autore. Mi ha fatto piacere.
    Sono d’accordo sul fatto che si sarebbe potuto e dovuto agire sul fronte delle pene per i “delinquenti” piuttosto che andare verso una legittimazione della giustizia “fai da te”.

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