“Me ne frego!” oppure no?

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26 Luglio 2019

Diciamocelo io e te, io non me ne frego anche se un po’ mi viene da ridere. O meglio, dipende. Per esempio poco mi cale che tu sfiori il 40% dei consensi degli italiani perché i tuoi possibili rivali/alleati o aspiranti tali sono o bolliti o impresentabili o incredibili e comunque sto parlando di politica, il consenso è un altro parco giuochi. E parlando di politica altrettanto poco mi cale vi siano una o più inchieste aperte perché rimango vecchio stile dove usi e costumi della moglie di Cesare sono ai miei occhi più rilevanti per un politico e per la politica di una indagine giudiziaria per la quale fino al giudizio sei ai miei occhi, e non a quelli chiusi prima e ora di Borrelli, innocente.

Proprio per le cose di cui sopra la risata risuona fragorosa dopo un attimo di bocca aperta e occhio sbarrato leggendo che avevi un sottosegretario patteggiante per bancarotta. E ancor meno, se possibile, mi cale che tu sia uno sconfitto di successo, anzi questo fa sorridere guardando te e molti compaesani miei: hai puntato tutto sui migranti quando i migranti non c’erano più e sei stato salvato tu, non i migranti, dalle ONG; hai puntato sui sovranisti europei che si sono divisi tra quelli irrilevanti e quelli che ti hanno mollato. Hai chiesto un “portafoglio di peso” nella Commissione Europea per toglierti dai piedi un tuo uomo che consideri incontrollabile e inaffidabile e costui, capita l’aria, è scappato sul colle più alto invece che venire in Segreteria (a proposito, ne hai una dove si fa politica o si fa tutto via Facebook?) facendo capire all’orbo terracqueo che intorno a te c’è una cintura sanitaria Quirinalinternazionale, altro che no-vax.

Mi infastidisce un poco che tu sia del tutto privo di senso dello Stato e di rispetto dei ruoli istituzionali nonché di un banale senso se non di maschile galanteria almeno di rispetto per le persone perché “giustizia è fatta”, “me ne frego”, “lavori forzati in carcere per il bastardo”, “è una zecca” sono frasi che nemmeno il Fouché diceva in pubblico (in privato non osiamo immaginare) e che non si addicono per nulla al Ministro dell’Interno perché se non lo è un’indagine non può essere una condanna l’arresto. Due pesi e due misure, o no? Ora e sempre…

Non riuscirai a fare la Flat Tax che invece è una roba seria se non in dosi omeopatiche, quota 100 da molti è snobbata e quelli che la frequentano svuotano gli ospedali e le scuole lasciandoci senza stetofonendoscopio, hai per fortuna dismesso le uniformi e ripieghi sulle maglie delle squadre di calcio: bene, lo sport insegna a vincere ma anche a perdere.

Hai dalla tua la paura degli italiani che con la spregiudicatezza di un “comunista padano” degno allievo di Togliatti (la Lega è da sempre un partito leninista, l’ultimo) sai interpretare con maestria ben guidato da una pattuglia di comunicatori che hanno mandato a memoria i libri sulle neuroscienze a differenza di chi, sconfitto, si è letto solo gli illuministi della Ragione pensando che le scelte di un elettore, di un consumatore, di un imprenditore siano sempre razionali. Hai capito, o ti hanno spiegato, che le emozioni valgono più di un numero, che il sogno ha più appeal della realtà e che, ma questo i politici quanto i pescatori e i cacciatori ben lo sanno, una bugia è più credibile e eroica e auspicabile e apprezzata della verità.

Insomma, nel paese dantesco che non è l’inferno ma quello di guelfi e ghibellini (e tra i guelfi pure lì dipende da che parte se bianca o sbiancata) sei l’interprete più affidabile, un vero giacobino (se non fosse che la Francia per te si è fermata a Vichy), contemporaneamente un Enrico VI delle guerre interne, un Macbeth dell’errore affrettato, l’Otello della bella Isoardi che se ti becca ti stira, l’Amleto delle elezioni anticipate. O più semplicemente, è questo è il nodo, l’Arlecchino servitore di due Padroni, la più autentica maschera italiana che beffarda e cinica da lontano guarda le angosce shaekesperiane. Non è un delitto, si intende, basta sapere che parte fare in commedia.

In sostanza: tutto va bene compresa la ridicola censuraTtwitter sui 49 milioni ma ciò che non fa ridere (e mi cale eccome) è sapere se sei finito sotto ricatto di una potenza straniera. Perché, vedi, finchè sono i giudici con cui vedertela, transeat ora e poi. Ma con un trojan nel telefono sono successi tanti guai (citazione mago Zurlì) e altri, imperscrutabili a noi ma non a te, potrebbero accadere. Sai, finchè vai come lunga (e apprezzata) tradizione a genufletterti oltre atlantico sapendo che Trump non riceve per protocollo un vice primo ministro e che i suoi uomini hanno dovuto cercare un’altra volta sull’atlante fornito dal Pentagono dove maledizione sta l’Italietta e che diavolo di oceano sia il Mediterraneo mi sta anche bene, anche se dal giorno dopo non è che ti abbiano filato molto. Mi innervosisce già di più che se vado in giro per l’Europa dove sanno che metà degli italiani ti votano  devo capire che metà di me guardano (citazione più dotta: Calvino).

Ma se il tuo partito ha pure un’alleanza strategica con il partito del premier Russo che ha riportato la Russia ad essere percepita come un avversario dell’Occidente da contenere (ah… bei tempi i tempi dei rossi…); se te ne vai là a dire che ti trovi meglio a Mosca che a Roma quando Berlinguer diceva che si trovava meglio sotto l’ombrello nucleare americano piuttosto che quello russo (no, dico, Berlinguer che era un vero comunista sardo, mica una controfigura padana) e in più ti spifferano quello che può essere la prima puntata di “House of Trojans” che non l’ha scritta Omero ma zio Vlad e pubblicata dagli odiati Liberal allora non rido, non me ne frego, mi stracale e mi preoccupo.

Che dici, ci racconti come stanno le cose o continuiamo a far la figura di quelli che vanno al Metropol e pensano di comprare San Basilio come fosse la Fontana di Trevi da Totoff? Perché a me non interessa nemmeno se hai ricevuto rubli ma come possono ricattarti.

Perché un conto è giocare in casa dove ti trovi il Bomba (non il bomber) che pensa di essere il tuo prossimo avversario (piango o rido per me pari sono);  in trasferta è roba seria, bisogna saperci fare se no ci rimettiamo tutti quanti. Fischio finale: me ne frego o siamo sotto ricatto dei russi ? (Se non loro, chi? Se non ora, quando? ).

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TAG: salvini
CAT: Governo, Partiti e politici

Un commento

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  1. evoque 1 anno fa

    Dopo gli 11 milioni dati – GRATIS? – alla Marina Le Pen, aspettiamo di sapere se e quando il panciuto ha ricevuto – GRATIS? – i rubli di Vladimiro, il piccolo. E’ una fase sconfortante della politica soprattutto governativa di questo Paese, ma Salvini è destinato alla cenere, come quelli della sua risma: il fuoco brucerà in eterno solo all’inferno. Sulla Terra prima o poi si spegne. Salvini preparati. E si preparino a trovarne un altro anche la parte di Confindustria che lo sostiene (chissà perché…) e pure qualche grande banca (chissà perché…).

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