Ora o mai più: per una riforma del sistema bancario

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3 marzo 2019

È di pochi giorni fa la notizia secondo cui è stata approvata definitivamente la legge che istituisce la Commissione di inchiesta sul nostro sistema bancario.
Come è noto già nella scorsa legislatura si insediò la commissione presieduta dall’On. Casini, ma senza che essa comminasse pene o sanzioni: ebbe solo il merito di smascherare la crisi dell’intero sistema, soprattutto evidenziando come fosse carente la vigilanza della Bankitalia e della Consob sugli intermediari del credito.

Si ricordano gli scontri e come volarono gli stracci tra il direttore generale di Bankitalia Barbagallo e quello della Consob Apponi: si accusarono a vicenda per la mancata vigilanza sulla crisi di Banca Etruria e di come furono ignominiosamente truffati i poveri risparmiatori, i quali non furono avvertiti dell’altissimo rischio che contenevano le obbligazioni subordinate, sottoscritte con la falsa aspettativa che contenessero facili e lauti guadagni, ma senza che fossero informati dell’intrinseca pericolosità e dell’alea del prodotto finanziario.
In seno alla Commissione emerse anche il disastro compiuto dalle Banche Venete ai danni degli indifesi correntisti , in modo particolare Banca Popolare di Vicenza: si ebbe contezza di fatti gravi,del sistema delle “baciate”, azioni che venivano vendute in modo estorsivo ai risparmiatori,i quali non potevano ottenere un mutuo senza che le acquistassero. In realtà venivano concessi ulteriori finanziamenti dalla medesima banca per l’acquisto di dette azioni, senza che alcun incremento si apportasse al patrimonio netto.
Si ebbe, altresì, chiara e lampante dimostrazione di come furono concessi finanziamenti a gruppi industriali, senza che venissero rilasciate adeguate garanzie, dunque con esposizioni per la Banca di non poter rientrare delle elargizioni effettuate.
Fu patente anche di quale spessore fosse la crisi del Monte dei Paschi di Siena e di quanto fosse gravoso il peso del disastro dei Derivati e della dannata acquisizione di Banca Antoniana Veneta. Anche per questa operazione finanziaria la vigilanza di Bankitalia fu assente.
Dal marciume delle deposizioni si scoprì il sistema delle “porte girevoli”, che plasticamente descriveva il fatto che molti ispettori di Bankitalia venivano assunti con cospicui contratti di consulenza dalle stesse banche per le quali le ispezioni si eseguivano.
La legge che ha istituito questa nuova commissione bicamerale che ricordiamo ha anche poteri inquirenti identici a quelli dell’autorità giudiziaria , alla luce dell’art 82 della Carta Costituzionale,contiene propositi ambiziosi.
1-Anzitutto quello di istituire una Superprocura nazionale,come la Direzione nazionale antimafia per i reati bancari e finanziari. È questo un punto nevralgico,perché rende possibile un sistema punitivo più incisivo e penetrante,attesa la debolezza sanzionatoria dimostrata proprio al cospetto delle crisi delle sette banche. Tutti i manager e Ceo che hanno perpetrato le peggiori truffe sono a piede libero ed hanno incassato ragguardevoli buonuscite.
2-In secondo luogo si intende verificare anche il sistema di valutazione e di rating delle agenzie internazionali, in forza del quale si giudica dell’economia e della capacità finanziaria di un paese.Le previsioni ed i giudizi sono parziali e sbagliate e rovinano le aspettative economiche di una comunità su ogni latitudine. In tale scia si baderà anche a rendere compatibile il nostro sistema bancario con quello dell’Unione Bancaria Europea.
3-Si intende esplorare quale sia il sistema in ragione del quale si delinea il computo dell’usura, dal momento che le banche applicano interessi sempre esorbitanti e non rendono possibile, con un equo costo, l’esercizio del credito.
4-Ma il punto decisivo è quello di indagare nel seno delle sofferenze bancarie, quei crediti deteriorati che hanno raggiunto negli ultimi cinque anni la spaventosa cifra di oltre 180 miliardi  di euro, come riferisce l’ing.Alfonso Scarano,autorevole analista finanziario.
Attualmente questi crediti deteriorati vengono venduti a fondi avvoltoi con un notevole deprezzamento del loro valore intrinseco e dunque con una suggerita speculazione ai danni dei debitori ceduti,che non conoscono neppure chi siano gli effettivi titolari, spesso anche agenzie estere. Nel contempo le banche sono costrette ad effettuare accantonamenti nei propri bilanci, con grave nocumento per gli investimenti, determinando così il grave fenomeno del credit crunch.
Con molta probabilità sarà designato Presidente il senatore Gianluigi Paragone, del resto sensibile alla tematica degli scandali bancari e ben consapevole dei conflitti di interesse fra controllori (Bankitalia) e controllati (singole banche),in dispregio della trasparenza ed a discapito dei poveri risparmiatori, come disse Guido Rossi che diagnosticò nella sua lucida analisi un conflitto epidemico coinvolgente pervasivamente tutto il sistema del credito.
Ha scritto Paragone:”Da Milano a Palermo i tribunali stanno mettendo in vendita uno stock di case sempre maggiore, spesso a prezzi più che convenienti. Talvolta potremmo dire a prezzi di saldo. Secondo i dati dell’Osservatorio Immobiliare Digitale, nel 2016 ci sono state in Italia 98.468 aste immobiliari, il 24% in più rispetto all’anno precedente e il doppio rispetto a cinque anni fa. Ovviamente questo trend è destinato anche per l’anno in corso ad aumentare il suo volume con l’effetto quasi certo di un ulteriore ribasso dei prezzi. Perché accade questo? Perché, quando devi fare i conti con 214 miliardi di sofferenze nelle banche italiane e quasi la metà è garantito da immobili, la risposta viene facile. In cima alle garanzie immobiliari troviamo le residenze, poi i capannoni, i negozi, i terreni. Il sistema bancario sta soffrendo questa situazione e ha una certa fretta di liberarsi di questi immobili che diventano a tutti gli effetti dei non performing loans. Anche la vigilanza europea fa pressing sulle banche perché se ne liberino alla svelta. Più c’è fretta e più il mercato abbassa i valori immobiliari. Il solito cane che si morde la coda: il settore sarebbe in ripresa ma l’eccesso di offerta abbassa il valore. Insomma una bomba innescata sotto il mercato immobiliare per colpa della crisi finanziaria( GangBank Chi sono i padroni del Mondo? di Gianluigi Paragone).
Potrebbe rappresentare questa commissione,che si vuole per 5 anni,un momento catartico,perché effettivamente si ponga fine all’ancien regime e si recuperi quella “ Banca perduta”,che,nel disegno del Costituente, avrebbe dovuto aiutare l’impresa per l’utilità sociale,come statuisce l’art.41 della Carta Fondamentale.
Ora, o mai più: il sistema GangBank può essere colpito ed il Mostro può capitolare.

Biagio Riccio

TAG: banca d'italia
CAT: Governo, Partiti e politici

2 Commenti

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  1. favordebitoris 2 settimane fa
    LA SOSTANZIALE DIFFERENZA FRA LA SITUAZIONE ITALIANA E QUELLA EUROPEA Leggendo in filigrana le norme emanate dai vari governi, che si sono succeduti dall'inizio della crisi nel 2008 fino ad oggi, traspare evidente la differenza di approccio ai temi bancari e. più in generale, al rapporto creditori / debitori, fra l’Italia e gli altri paesi sviluppati, in particolare quelli europei. In tutti i paesi lo stato è intervenuto massicciamente (e in alcuni continua a farlo) nel salvataggio delle banche e nella sterilizzazione dal punto di vista economico e sociale dell’ingente massa di crediti inesigibili i cosiddetti npl. Si tratta di crediti ottenuti e concessi sulla base di previsioni di fatturati, di profitti, di salari e stipendi che sono in tutto o in parte scomparse nei 10 anni di crisi. In tutti i paesi hanno contribuito alla formazione degli NPL episodi di malaffare, forse in Italia più presenti che altrove. È però evidente che la formazione degli NPL è stato un processo strutturale, non banalmente criminale. Mentre tutti i paesi salvavano con fondi pubblici le banche e sterilizzavano l'effetto economico e sociale degli npl, in Italia, in maniera cosciente o incosciente (ma dal punto di vista economico e storico non ha nessuna importanza se la classe dirigente ne fosse cosciente) si è cercato di scaricare sulla ricchezza delle famiglie e delle piccole medie imprese il costo della crisi bancaria. Si potrebbero mettere in fila i provvedimenti del governo, di Bankitalia, della Consob e, purtroppo, dal 2014, in poi anche le sentenze della parte maggioritaria della Magistratura, che hanno reso possibile questo disegno. Disegno che, ripetiamo, non ha importanza se fosse conscio (con il conseguente sviluppo di fantasie dietrologiche) o inconscio/casuale, ma è visibile nei fatti. In questi dieci anni abbiamo assistito alla produzione e applicazione di leggi dello stato, normative amministrative di Bankitalia e Consob, di sentenze squilibrate a favore dei creditori, che hanno infine portato • alla svalutazione del patrimonio immobiliare italiano, • al trasferimento nelle mani di cowboy arrivati da tutto il mondo di parte della ricchezza italiana, persino il Sole 24 ore se ne sta accorgendo: https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-02-10/npl-rischio-bolla-il-mercato-crediti-deteriorati-132035.shtml?uuid=AF4lfMK&cmpid=nl_morning24 • a circa 150.000 fallimenti e a più di un milione di PMI “uscite volontariamente dal mercato” • a migliaia di suicidi, • a 2 milioni di famiglie sovraindebitate irrimediabilmente e ad altri 2 milioni di famiglie pronte a scivolare nel baratro del sovraindebitamento per piccole somme.
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  2. lina-arena 2 settimane fa
    Avvertite il sen Paragone che le aste giudiziarie sono aste per briganti. Gli immobili vengono svenduti a prezzi da rapina. Le norme che regolano il processo di espropriazione sono palesemente incostituzionali ed il mondo politico, di fronte a questa rapina governata dai giudici, non riesce a risolvere il problema.E' solo una piccola inezia il fatto che il debitore possa rimanere nella propria casa fino alla vendita. E' più grave il fatto che l'immobile viene svenduto o regalato a briganti organizzati con ribassi spudorati dopo le aste deserte ma controllate.
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