Perché Salvini incontra Orbàn in Prefettura?

26 Agosto 2018

Martedì 28 agosto il Ministro dell’Interno Matteo Salvini incontra il Primo Ministro ungherese, Viktor Orbàn. L’incontro si tiene a Milano, in Prefettura. Ma non sarà un vertice istituzionale. Salvini in tal caso avrebbe dovuto incontrare l’omologo ungherese, non il Capo del Governo, o sarebbe stato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ad ospitare il collega, a Roma, non il suo ipertrofico Vice.

L’incontro tra Salvini e Orbàn sarà quindi un incontro politico tra leader di partiti, Lega e Fidesz, che condividono una strategia: distruggere l’Europa, sovvertirne i princìpi, smantellarne il Diritto e riconquistare agli Stati nazionali la propria sovranità. Inciso: prima della Comunità europea, quando gli Stati erano sovrani, gli Stati si facevano la guerra. E non si vede perché non dovrebbe continuare ad essere così. Gli austriaci non avrebbero ad esempio difficoltà a convincere della propria intima identità le popolazioni austrofile di quei territori che solo un espediente della storia ha reso italiani.

I partiti che oggi vogliono la sovranità nazionale, una volta conseguito l’obiettivo, smetteranno di avere obiettivi comuni. Anzi, l’obiettivo di ciascuno sarà opposto e contrario all’obiettivo degli altri. A quel punto però non ci sarà più l’Europa con il suo quadro legale, le sue istituzioni sovranazionali, a impedire che gli interessi contrapposti degenerino in sopraffazione, scontro, guerra. Anche Hitler condivideva l’ideologia nazionalista, identitaria fascista di Mussolini. Italia e Germania fecero dapprima fronte nazional-fascista comune, poi finì come finì.

L’alleanza trans-nazionalista dei nazionalisti ha tuttavia un obiettivo immediato: il prossimo maggio le elezioni europee – in cui molto probabilmente trionferanno. Al momento tra l’altro sono loro, gli anti-europei, gli unici a lavorare ad una proposta pan-europea. Non i socialisti, non il PPE, non Macron – la cui intenzione in effetti era questa prima che, come il suo illustre predecessore italiano Matteo Renzi, dimostrasse quanto nazional-opportunista fosse in realtà il suo progetto europeo. Ma non è questo il punto.

Il punto è che l’incontro del prossimo martedì tra i leader politici Salvini e Orbàn si tiene in Prefettura, che è la sede di rappresentanza locale del Governo Italiano. Una sede istituzionale pubblica. La domanda al Prefetto di Milano dunque è: perché ha acconsentito ad ospitare l’incontro?

Martedì si terrà un sit-in contro la politica di Salvini e Orbàn. Lo organizzano personaggi e sigle della sinistra milanese, che all’evento si predispone con la consueta scoraggiante divisiva retorica partigiana. Un’occasione sprecata. La politica di Salvini e Orbàn distrugge nelle fondamenta i principi della democrazia. E questo non riguarda una parte, non è un problema del Pd, non è una cosa di sinistra. E’ un’urgenza democratica e riguarda tutti. Quel giorno in piazza dovremmo esserci tutti e dovremmo poterci sentire tutti liberi di non appartenere a nessuna di quelle bandiere.

@kuliscioff

TAG: Fidesz, lega, milano, Orban, prefetto, salvini
CAT: Governo, Partiti e politici

7 Commenti

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  1. andrea-lilli 2 anni fa

    è buffo: mentre ci si chiede (perfino grillo) se esiste ancora e dove sta “la sinistra”, appena riappare una parvenza di questa, le se rimprovera una ‘consueta retorica partigiana divisiva’. Ora, a parte il fatto che una sinistra può chiamarsi così solo in quanto opposta ad una destra, io credo che nessuno impedisca alla destra democratica di manifestare martedì, da sola o con la sinistra. Ma di fatto la destra democratica è ancora più evanescente della sinistra. E l’aggettivo ‘partigiano’ mal s’accompagna alla supposta intenzione ‘divisiva’ della sinistra in campo democrstico: I partigiani raggrupparono e rappresentarono gli italiani antifascisti. Grazie a loro siamo (per quanto ancora?) un paese democratico.

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  2. kuliscioff 2 anni fa

    La Cgil non è sinistra, sebbene si rappresenti ancora così per eredità storica. Salvini non è destra, non lo era neanche Mussolini. La resistenza, nemmeno quella, è mai stata di sinistra? C’erano i comunisti, c’erano i socialisti, c’erano i cattolici, c’erano i liberali. La manifestazione di martedì esclude chiunque ritenga doversoso manifestare per rinnovarne l’eredità.

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  3. andrea-lilli 2 anni fa

    Le cose sono due: o lei non ha chiaro cosa significhi destra e sinistra, nella storia politica italiana, oppure gioca. Lei puo’ dire quel che vuole… anche di essere la reincarnazione di Anna Moiseevna Rozenštejn, e che questa fosse una conservatrice, non una socialista rivoluzionaria. Ma la storia e la realta’ attuale ci dicono cose diverse: che Salvini, per alleanze e scelte politiche e’ di estrema destra (malgrado si fosse definito comunista in gioventü); che Mussolini fu un dittatore di estrema destra in quanto antidemocratico (malgrado fosse stato prima socialista); che la CGIL e’ un sindacato di sinistra; che la resistenza l’hanno fatta i partigiani, antifascisti di ogni credo politico e religioso, dai monarchici agli anarchici passando per i cattolici, ma di cui la componente maggiore era fatta di comunisti e socialisti, ovvero di gente di sinistra, gente che ci ha lasciato il sangue signora mia, almeno su questo non scherzi.

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  4. andrea-lilli 2 anni fa

    La manifestazione di martedi’ non esclude nessuno. Se lei ci andra’, nessuno le mettera’ una bandiera in mano, tanto meno una diversa da quella che lei vorra’ portare. Scommetto quel che vuole.

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  5. evoque 2 anni fa

    ” La domanda al Prefetto di Milano dunque è: perché ha acconsentito ad ospitare l’incontro?”. Posso dargliela io, la risposta? Perché in Italia le istituzioni sono al servizio del potente pro tempore. Nel Regno Unito invece un policeman impedisce – come da regolamento – a un ministro del governo Cameron di transitare in bicicletta davanti alla residenza del primo ministro, nonostante le insistenze, forse anche minacciose, del politico. Risultato? Il poliziotto non ha ceduto; il ministro non è passato. Anzi, il ministro si è dovuto dimettere. Un altro mondo. Qui invece vige il servilismo. A tutti i livelli.

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  6. cantelmo19 2 anni fa

    il 90 % delle persone, italani e stranieri da tempo residenti in italia , sa che la politica di Salvini sulla immigrazione è logicamente giusta. Si potrebbe affermare che vi sono purtroppo delle sbavature, alcuni eccessi verbali o atteggiamenti folkloristici che Salvini potrebbe risparmiarsi. Probabilmente sarebbe più salutare una politica di vero contrasto all’immigrazione clandestina senza i colori della propaganda: io avrei preferito che l’Italia facesse esattamente come ha sempre agito l’isola di Malta, ovvero chiudere semplicemente i porti senza clamori , nonchè impartire chiari e perentori ordini alle navi militari, di prestar soccorso in mare e consegnare gli irregolari alla guarda costiera libica, la quale peraltro si è già dimostrata disponibile a collaborare in questo senso. Sarebbe stato molto più efficace se Salvini avesse agito in siffatta maniera , senza strappi come quello del caso Catania , nel cui porto la nave diciotti non sarebbe dovuta arrivare. L’errore di Salvini è proprio quello di fare della retorica mentre dovrebbe agire in maniera più diplomatica e concreta , a partir dalla fonte del problema fino alla soluzione meno rumoreggiante. Un modus operandi più asciutto , scevro di propraganda ed esibizionismo , ci avrebbe risparmiato quelle penose passerelle politiche sulla nave che ci han costretto a riveder i peggiori personaggi del Sistema, fra i quali colei che finalmente scomparsa: maria elena boschi. La manifestazione di martedì sarà completamente inutile e dannosa nel caso verrà fatta, come temo, a favore dell’immigrazione irregolare: dovremmo esser tuttii concordi sul concetto che l’immigrazione giusta è solo quella controllata e completamente regolare.

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  7. andrea-marelli 2 anni fa

    ”…il 90 % delle persone, italani e stranieri da tempo residenti in italia , sa che la politica di Salvini sulla immigrazione è logicamente giusta…”ma chi lo dice questo? ma la xenofobia secondo lei è la strada giusta per far sì che l’immigrazione diventi controllata e completamente regolare?

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