Ma Conte non è Facta. Lettera a Salvini per la tutela dei minori

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15 agosto 2019

 

È noto quello che accadde  nell’ottobre del 1922.

Mussolini già aveva il consenso degli italiani, tra l’altro ottenuto anche con il manganello e l’olio di ricino, e si avviava a compiere la marcia su Roma.

Facta chiese al re la proclamazione dello stato di assedio, ma Vittorio Emanuele III non firmò.Per Mussolini si apriva una prateria: giunse a Roma in treno e la marcia non fu violenta. Salì al Quirinale ed ebbe l’incarico di formare il governo.

Curzio Malaparte nel suo libro  “Tecnica del colpo di Stato”,  ci ricorda che si trattò di un golpe fondato sul controllo dei centri di potere, con l’occupazione di questure e prefetture, di centrali telefoniche e snodi ferroviari.

Ma fu un evento pacifico,come ci rammentano sia Renzo De Felice nella sua monumentale “Storia del fascismo” che Indro Montanelli ne “L’ Italia fascista”.Infatti non si registrarono violenze ed il re assecondò il futuro Duce.

Ebbe vita facile Mussolini per la debolezza di Facta, che rappresentava come fu detto il liberalismo acquiescente.

Era Facta un ascaro giolittiano, un oscuro è sbiadito avvocato di provincia, con tutte le virtù, ma anche con tutti i limiti del suo ambiente: un uomo probo e integro, che dopo trent’anni di vita parlamentare ne aveva ormai una certa esperienza, aveva ricoperto con onore alcune cariche ministeriali, non aveva alcuna ambizione che quella di servire fedelmente il suo capo, Giolitti,né altre idee che quelle di lui. Tutto gli si poteva chiedere fuorché risolutezza ed immaginazione, cioè proprio le qualità che più urgevano e che non ebbe quando Mussolini arrivò a Roma, ricordano sia Montanelli che Leo Longanesi.

Salvini ha chiesto pieni poteri proprio come fece Mussolini, incurante dell’esistenza di un regime parlamentare fatto di pesi e contrappesi e con un Presidente della Repubblica,  ben conscio di essere il custode ultimo della Costituzione.Ha avvalorato  e dato credito con i suoi comportamenti  spicci e di piena  demagogia e sempre alla ricerca forsennata del like( perché l’esigenza mediatica è superiore a quella politica),alla tesi di due giornalisti- Giuliano Ferrara e Marco Travaglio- che seppure di orientamenti diversi lo definiscono al medesimo modo: Truce.

Ma c’è  anche il Presidente del Consiglio Giuseppe  Conte che  non è Luigi Facta e che ha dimostrato senso dello Stato in questi mesi, soprattutto nel gestire questa crisi, volendo che ogni sua evoluzione si compisse in Parlamento.Per Salvini è stato uno smacco: pensava che Conte fosse Facta,ma così non è stato.

Il Presidente del Consiglio ha stile, garbo, cerca di mediare tra opposte esigenze e si pone sempre all’ascolto dell’altro.

Gli ha ricordato che mentre lui era sulle spiagge, nell’eterna campagna elettorale che tiene ormai dal suo insediamento al Ministero, gli altri sono a lavorare.

Proprio stamane Conte ha scritto una pubblica lettera a Salvini sulla vicenda dei minori e per la loro tutela sulla nave Open Arms.

“Ti ho scritto ier l’altro una comunicazione formale, con la quale, dopo avere richiamato vari riferimenti normativi e la giurisprudenza in materia, ti ho invitato, letteralmente, “nel rispetto della normativa in vigore, ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti nell’imbarcazione”.

Con mia enorme sorpresa, ieri hai riassunto questa mia posizione attribuendomi, genericamente, la volontà di far sbarcare i migranti a bordo.

Comprendo la tua fedele e ossessiva concentrazione nell’affrontare il tema dell’immigrazione riducendolo alla formula “porti chiusi”. Sei un leader politico e sei legittimamente proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi. Ma parlare come Ministro dell’Interno e alterare una chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio, scritta nero su bianco, è questione diversa.

È un chiaro esempio di sleale collaborazione, l’ennesima a dire il vero, che non posso accettare”.

Conte è in crescita nei consensi ed anche le altre forze politiche di opposizione gli riconoscono saggezza politica.

Salvini non è premier, perché non ha avuto ancora l’incarico di formare un governo,né  ha ottenuto la fiducia delle Camere.

Ormai, forte di un indubbio consenso elettorale raggiunto alle Europee,ha giocato una carta che gli italiani alla fine non sopportano: l’estremismo.

1-Non accetta le istituzioni europee;

2-è allergico alla logica parlamentare.

3- Non tollera una stampa libera: vedi come ha trattato un fior di giornalista scrittore Giampaolo Pansa ,chiedendo a Maurizio Belpietro di impedirgli di scrivere su “Panorama”, ove conduceva la rubrica storica “Il Bestiario”.

4-Non accetta confronti con la Magistratura.

Il suo capolavoro politico ,si fa per dire, è stato quello di ricompattare il Partito Democratico e rendere possibile una nuova maggioranza con il Movimento Cinque Stelle.

Potrebbe fare- perché è un Truce-la stessa fine di Renzi, che pure toccò il 40 per cento alle elezioni europee.

Glielo ha ricordato Giorgetti.

Biagio Riccio

 

 

TAG: salvini
CAT: Governo, Partiti e politici, Storia

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