Il Presidente non dice, il Capitano non sente

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2 gennaio 2019

Il più soddisfatto del messaggio agli italiani del Presidente della Repubblica è stato Matteo Salvini, non a torto. Il Presidente aveva da poco firmato la Legge di Bilancio, approvata dal Parlamento in poche ore senza discussione, sulla fiducia. Una violenza alle prescrizioni costituzionali.
Sulla Legge di Bilancio, ovvero la procedura liberticida con cui è stata approvata, i parlamentari del Partito Democratico hanno fatto ricorso al giudizio dell’Alta Corte che il 9 gennaio si pronuncerà, decidendone la ammissibilità.  Se il ricorso sarà ammesso, la Corte giudicherà il processo di approvazione della Legge – dalla presentazione in Commissione Bilancio del maxi-emendamento alla pseudo discussione, alla firma del Presidente Mattarella. Anche questa firma quindi sarà sottoposta a giudizio di costituzionalità?

Il prof Villone, intervistato il primo gennaio da Radio Radicale, ha osservato come nel discorso del Presidente – tutte cose condivisibili, per carità – sia mancata l’attualità, il contesto, il tempo presente. Più che le cattiverie sui social, sono gli atti istituzionali del “presente” a destare perplessità. Il Parlamento esautorato, i parlamentari sanzionati per la propria libertà di mandato, il Decreto Salvini, la funzione della stampa sterilizzata avrebbero forse suggerito un messaggio più chiaro su quali siano i limiti, dove siano stati superati, e come su questo il Colle si impegna a che non avvenga più.

Il Presidente, osserva ancora Villone, ha rivolto un augurio ai cinque milioni di immigrati regolari che studiano, lavorano, fanno sport. Ma non sono mai stati loro il tema, nemmeno nella retorica di quella volpe del Capitano. Che infatti, nel logorroico saluto di fine anno da Bormio agli amici di Facebook, ha fatto suo l’augurio presidenziale. Mattarella ha dimenticato gli altri migranti, quelli che nessuno vuole. Quelli che Salvini ha buttato in strada e reso tutti clandestini. Quelle persone sono il tema. Cosa augura loro il Presidente?

Da settimane una nave di disperati vaga nel Mediterraneo. A bordo le solite donne, i soliti bambini. Non fanno più notizia. Nessuno stato europeo, non solo l’Italia, offre un porto di approdo, sebbene in Germania alcune città abbiano già dato disponibilità ad accoglierli. Poche decine di persone. Si tratta solo di farli sbarcare su territorio europeo. Poche ore e non vederli più. E invece li lasciamo lì. Mattarella ha parlato genericamente di comunità, di umanità. La Costituzione tuttavia non si occupa delle sfumature dell’animo umano, si occupa di Democrazia, di Diritti Umani – oggetti giuridici codificati.

Buoni si sentono tutti, specie i più cattivi. I Diritti fondamentali, la democrazia, invece non sono un’opinione, un’attitudine della personalità. Mattarella non ha detto quello che Salvini non vuole ascoltare. E forse proprio questo ne spiega la inattesa viralità.

@kuliscioff

 

 

 

 

 

TAG: Mattarella, salvini
CAT: Governo, Quirinale

2 Commenti

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  1. cantelmo19 6 mesi fa
    per favore , piantatela una volta per tutte con questo maledetto buonismo. Siete solo ridicoli: non avete capito che la gente , giustamente , non li vuole ?
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  2. cincinnato 6 mesi fa
    Mattarella proviene dal Pd. La sua storia, le sue ragioni, la sua retorica sono pregne di sinistra centro. Non sta più bene ai buonisti progressisti? Figuratevi a noi...
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