Mattarella uno di noi

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29 Maggio 2018

La cosa positiva di queste ore è che la Costituzione è tornata di moda, nei trends, come si dice oggi. Capitasse più spesso, tipo quando si parla (o non parla) del dovere dell’accoglienza, della rimozione delle disuguaglianze, del diritto al lavoro e alla salute, sarebbe meglio. Ma pazienza.

Ribadisco subito che Mattarella per me ha agito nel rispetto della Costituzione e del suo spirito e che questo non sarà un pippone giuridico, per quello bastano tutti i professoroni copia-incolla. Come diceva qualche amico, non essendoci l’Italia ai Mondiali, dobbiamo “tifare” e dividerci su altro. In ordine sparso:

Capitolo impeachment. Di tutte le assurdità lette finora quella più esilarante è certamente quella che paventa la messa in stato d’accusa di Mattarella. Per dirla alla Villaggio: è una cagata pazzesca. Anche se qualcuno giura di aver notato un insolito addensamento di scie chimiche sul Colle in queste settimane. No serio, sembra una ipotesi concreta. Per questo motivo non avrà mai seguito.

Capitolo poteri forti. Stamattina uno dei poteri forti più forti (ovvero una multinazionale del petrolio) ha cercato di ostacolarmi nel tentativo di compiere il mio dovere: andare a lavorare. Perché loro lo sanno che il lavoro è la prima forma di emancipazione delle masse. In pratica un tir ha avuto un “problema” sulla statale e per poco non mi faceva timbrare in ritardo. Ma secondo me lo ha fatto apposta. Maledetti.

Capitolo Savona. Secondo me qui non c’è un problema di opinione. O meglio, il problema è proprio il contrario, ovvero che le opinioni serie latitano in questo Paese di pecoroni incazzosi, e si è arrivati a questo. A Mattarella, meschino, il compito gravoso di non accettare come ministro dell’Economia il teorico dell’uscita dall’euro (senza che se ne sia mai parlato da nessuna parte), di un governo Conte incaricato di eseguire i compitini scritti da Salvini e Di Maio. Cosa questa che davvero rappresenta un unicum nella storia repubblicana.

Capitolo Lega. Salvini pare abbia vinto comunque. Cosa non si sa. Forse argomenti per un’altra vergognosissima campagna elettorale, dove forse i meridionali (meglio se palermitani) torneranno al centro del suo disgusto, più degli immigrati. “Vengono a Roma e si prendono le nostre Istituzioni”.

Capitolo 5 Stelle. Di Maio in peggio. La seconda cagata pazzesca di queste ore è la teoria secondo cui “qualcuno” non vuole che governino. Eddai, ebbasta. Si presentino alle ormai prossime elezioni insieme alla Lega, in coalizione. Facciano incetta di voti, mezzo programmino già è fatto. Dicano poi chiaramente cosa vogliono fare in Europa. E facciano questo referendum, magari, boh. Candidino pure Savona, se vogliono. Stiano, perciò, alle regole democratiche. Alla Costituzione. E poi se vogliono provino a cambiarla, se i contrappesi non piacciono. Ma attenzione, porta sfiga.

Nessuno ha vinto le elezioni. Nessuno. Nonostante quei milioni di voti, tanti, ma non abbastanza (per quella schifezza di legge elettorale, d’accordo). Si è poi trovata una maggioranza parlamentare tra forze opposte (per modo di dire opposte, ho sempre sostenuto la naturalezza dell’alleanza tra grillini e leghisti), che non ha portato a nulla perché le prime imposizioni sono partite proprio dalla strana coppia Salvini-Di Maio nei confronti del Colle. Ma ancora non avevano aperto la Costituzione, forse.

Ps. Capitolo PD. Elettroencefalogramma piatto.

Pps. Capito LeU. Lorem ipsum.

www.mircosiri.it

@mircosiri

TAG: elezioni, lega nord, movimento 5 stelle, politica, Unione europea
CAT: Governo, Quirinale

4 Commenti

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  1. dionysos41 2 anni fa

    Perfetto! Concordo, dalla a alla z. E meno male non solo che c’è una Costituzione. Ma che c’è chi la conosce e sa come applicarla.

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  2. evoque 2 anni fa

    Da ex elettore Cinquestelle, ma solo nel 2010, posso dire con una certa sicurezza che il M5s sin dal 2012 si era trasformato nella Lega 2.0. Allora, la destra di Berlusconi e Bossi era in crisi e Grillo, in realtà la Casaleggio e Associati, ne ha approfittato.Qui si fa riferimento all’ala di sinistra di Fico; sì c’è ancora ma è nettamente minoritaria: il M5s nasceva con i principi di una sinistra libertaria, che è praticamente sparita, al suo posto sono arrivati i fascistelli alla Di Maio Di Battista Lombardi, quella del fascismo buono.

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  3. cantelmo19 2 anni fa

    io vorrei che evoque mi spiegasse dove lo vede il fascismo in Di Maio e Di Battista ? EX elettore del movimento cinquestelle…… ? E adesso cosa voti ?

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  4. evoque 2 anni fa

    cantelmo Le minacce di Di Battista al presidente della repubblica quando ancora si discuteva sul nome di Savona, a cui si erano aggiunte anche quelle del suo degno genitore che aveva parlato di presa della Bastiglia; la violenza nella parole di Di Maio con la minaccia del ricorso alla piazza; la manifestazione di Fiumicino.
    Queste per me sono espressioni di un fascismo che devono essere sanzionate. Nel 1922 ci fu chi lisciò il pelo a fascismo, per opportunismo, per debolezza, per incoscienza; oggi vivaddio abbiamo un presidente della repubblica che ha saputo – nel pieno rispetto del dettato costituzionale – dire no alla nomina di chi aveva scritto che l’uscita dall’euro era possibile a condizione che il piano fosse tenuto segreto e che il tutto avvenisse in un week-end, a mercati chiusi. E un irresponsabile del genere sarebbe dovuto diventare il ministro più importante del governo?.

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