Famiglia cristiana e Salvini. Un esorcismo spuntato?

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28 luglio 2018

Tutti a fare il processo della copertina di Famiglia Cristiana contro Salvini.

Immagine sbagliata: non si devono demonizzare gli avversari. Immagine giusta: finalmente qualcuno prende posizione.

In realtà la copertina vorrebbe aprire con una provocazione ad una riflessione che viene poi condotta in un articolo delle pagine interne.

Di questo articolo e dei suoi argomenti non ne parla nessuno.

Eppure è davvero interessante.

Si tratta in sostanza di una silloge di dichiarazioni di vescovi italiani a marcare la propria distanza dagli argomenti della propaganda salviniana.

Negli stessi giorni Avvenire ha attaccato Salvini per le sue dichiarazioni a proposito dello sgombero dei campi rom e l’autorevole Padre Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica ha bollato come “balsfemo” l’uso identitario del crocefisso.

Tre indizi fanno una prova.

La Conferenza episcopale italiana ha deciso di smarcarsi dai tentativi leghisti di un abbraccio che comincia ad essere considerato esiziale.

E’ appena iniziata la campagna per il sostegno alla presentazione di una legge che renda obbligatori i crocifissi nei luoghi pubblici. Il ministro leghista alla famiglia Fontana non perde occasione per rimarcare le due idee a proposito di tutela della famiglia tradizionale.
Non è solo un riposizionamento tattico stante le dichiarazioni dei leader cattolici.

In ballo c’è una strategia che guarda alla desertificazione spirituale ed etica in grado di produrre un insistente richiamo all’egoistico “prima noi”.

Il vero problema è però che l’articolo di Famiglia cristiana appare a prima vista come il consueto pezzo di fattura clericale.

L’occhiello in alto dichiara: “la chiesa reagisce ai toni xenofobi e antievangelici del ministro degli interni sulla questione dell’accoglienza”.

Ma poi i pareri che vengono riferiti sono solo quelli di una pattuglia onorevole di vescovi, cui si aggiungono le dichiarazioni scontate di un gruppo di preti “di strada”.

Anche gli entusiasti ammiratori del coraggio della rivista paolina devono a questo punto accogliere qualche dubbio.

Perché i cattolici nelle parrocchie di tutta la penisola che hanno votato Lega con convinzione sono molti.

E spesso sono sostenuti dai loro parroci. Anche il vescovo di Chioggia, Mons. Tessarollo non ha perso occasione per smarcarsi da Famiglia cristiana.

“Vade retro Salvini” dunque.

Ma assomiglia tanto ad un esorcismo di quelli che non fanno tanta paura. Perché non è il risultato di un consenso così vasto e diffuso come il clamore mediatico della presa di posizione potrebbe far credere.

TAG: Chiesa cattolica, immigrazione, lega nord, Salvini Matteo
CAT: immigrazione, Partiti e politici

2 Commenti

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  1. evoque 1 anno fa
    Ma che cosa c'entra? Si sa benissimo che all'interno della Chiesa le posizioni sono diverse, la Chiesa non è un monolito al pari dei partiti padronali e a pensiero unico come M5s, Lega e Berlusconi. Ci sono molti cattolici che ancora oggi contestano il concilio Vaticano II: il vescovo scismatico Lefèbvre dice niente? E allora? Famiglia Cristiana era molto critica verso il Berlusca, anche quando una buona parte della stampa faceva finta di niente.Per capire da che parte stare, non abbiamo bisogno del pensiero del vescovo di Chioggia, serve solo il Vangelo. Che è molto chiaro. E nessuno che lo segua può stare con Salvini. O si è Cristiani o non lo si è.
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  2. claudio-perini 1 anno fa
    Spiace dover ricordare che il vescovo Tessarollo copre da anni con il silenzio un prete omosessuale della sua diocesi che è stato denunciato per molestie sessuali su minore. Il vescovo può dire pubblicamente la sua opinione su chi o cosa gli pare, ma come potrà essere credibile se in casa sua si permette di far finta di niente su reati gravissimi commessi dai propri sacerdoti?
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