Energie alternative? Il dubbio talvolta c’è

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20 Aprile 2015

Il caso del Monte Peglia, in Umbria, dove il progetto non convince.

 

Dovrebbero essere 18 pale eoliche, alte un centinaio di metri, 8 aerogeneratori da 2,3 Mw ciascuno in località Poggio della Cavallaccia e un’altra centrale eolica in località La Montagna con 10 aerogeneratori da 2,3 Mw ciascuno.

Siamo sul Monte Peglia, la montagna che sovrasta Orvieto, accanto all’autostrada del sole: il paesaggio è quello che da sempre è decantato con vigneti, boschi e oliveti. Tra Todi e Orvieto, in una di quelle valli incantate che rendono l’Umbria un luogo affascinante, ricco di luoghi e di cultura da farla diventare una delle mete preferite dal turismo internazionale.

Nel 2012 è stato presentato alla Provincia di Terni per l’autorizzazione unica un progetto da milioni di euro per la realizzazione delle centrali eoliche, sull’onda del business per le energie rinnovabili e pulite. Da allora Associazioni e cittadini, in modo trasversale, senza distinzione politica, si uniscono in un comitato e iniziano a fare opposizione, raccogliendo documentazione e presentando osservazioni in Provincia.

Il 17 Gennaio 2013  alla riunione della Conferenza dei servizi indetta dalla Provincia sono stati espressi diversi pareri negativi, tra cui quello del Servizio Agricoltura caccia e pesca, quello dei Beni Ambientali, la richiesta di non procedibilità dell’istanza da parte della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, ma il progetto non viene respinto e la decisione viene demandata alla Regione per la Valutazione di Impatto Ambientale.

Non è solo una questione da anime belle, che vorrebbero che il paesaggio e l’ambiente naturale fossero lasciati in condizioni di equilibrio: la questione è molto più complessa e riguarda le scelte economiche e industriali che si intendono realizzare. Siamo nel 2015 e, trascorsi tre anni dalla presentazione del progetto, molte cose sono cambiate. Il settore dell’energia non ha più la capacità che aveva allora di attirare investimenti con la prospettiva di incentivi legati al conto-energia o della creazione di nuova occupazione.

Oggi quelle torri avrebbero l’effetto, certo, di distruggere un paesaggio che fa da contorno a uno dei luoghi più belli dell’Umbria e dell’Italia; un effetto, meno certo, di produrre benefici per il territorio. Piuttosto che investire nella produzione di energia, in quella zona, dove il vento non è costante e la costruzione delle infrastrutture per gli impianti si tradurrebbe in strade, cavidotti interrati, centrali di smistamento, … si dovrebbe pensare a creare un sistema di qualità rurale, dove la forza del territorio sia tradotta in presenze turistiche e non in Mw.

Suona strano che nel 2015 si pensi di investire in pale eoliche dove le caratteristiche dei luoghi non  corrispondono alle condizioni adeguate a questo tipo di attività piuttosto che investire in risparmio energetico ed efficienza: sembra tornare indietro nel tempo con progetti che, a parole, parlano di energia pulita ma che, in realtà, hanno molto a che fare con la finanza e la speculazione.

L’Italia avrebbe bisogno di ben altro, uscendo dalla schizofrenia di chi, un giorno parla del turismo come dell’industria più importante e un altro giorno insegue progetti effimeri che possono avere ripercussioni gravi sull’equilibrio dei sistemi naturali.

Il Monte Peglia è un caso da seguire con molta attenzione perché non è il solo, purtroppo, e qui, più che altrove il rischio di mettere in pericolo il patrimonio ambientale è particolarmente grave: la disattenzione o l’assenza di una strategia ben decisa può portare a danni irreparabili, dove i pochi Mw prodotti dalle turbine sarebbero ben poca cosa di fronte alla perdita di un sistema ambientale, culturale e paesaggistico che è il frutto di secoli di storia.

TAG: Energia, energie rinnovabili, eolico, Orvieto, Umbria
CAT: infrastrutture e grandi opere, Paesaggio

4 Commenti

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  1. sergio-ferraris 6 anni fa

    Mi scusi ma su che base dice che non c’è vento? Ognuna di quelle turbine costa 3 milioni di euro e se non produce non incassa l’importo per MW/h in base all’asta che si è aggiudicato. Di solito anche e persino gli “speculatori” sono attenti al ritorno sull’investimento. Perchè non mette una cifra che sia una? Molto comodo fare gli opinionisti in base al senso comune.

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  2. lorenzo.grande 5 anni fa

    Non molto lontano da Orvieto (Proceno, provincia di VT) sono state montate delle pale eoliche quasi a ridosso del lago di Bolsena, lago vulcanico piú grande d’Europa, forse il piú pulito del centro Italia e gioiello dell’Alto Lazio. Ebbene, anche dalla veduta panoramica piú spettacolare (quella di Montefiascone, dove sono nato e cresciuto) l’impatto visivo è pressoché minimo e anzi le pale contribuiscono a rendere la provincia di Viterbo una delle piú verdi e rinnovabili del Lazio, insieme al parco solare ENEL di Montalto di Castro.

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  3. daniele.invernizzi 5 anni fa

    La generazione eolica, come quella fotovoltaica, rappresentano oggi una evoluzione sul fronte energetico.
    Anche il fotovoltaico ha goduto di incentivi smisurati e regole non ragionate, come quelle del fotovoltaico a terra, sulle quali qualcuno ha speculato.
    Non è per questi motivi che si deve arrestare l’incremento delle rinnovabili nel tessuto elettrico italiano. Sergio Ferraris dice bene ricordando che gli incentivi avvengono in base alla generazione di energia, dunque queste torri non vengono piazzate a deturpare un territorio, ma sono installate per produrre profitto e se non fosse così, nessuno investirebbe nelle rinnovabili, come per ogni altra cosa.
    Non è una favola il fatto che le vecchie centrali a carbone, turbogas o a combustibile solido si stiano mano a mano arrestando: certo molti vedranno in ciò un sintomo della crisi, ma è l’aumento di efficenza di aziende e privati, assieme al contributo delle fonti rinnovabili (che da sole nel nostro paese contribuiscono ad intorno al 36% della generazione) a segnare la strada.
    L’accumulo di energia sta diventando una realtà, con prezzi in discesa, mentre la mobilità elettrica in tutte le sue forme (dai treni alle auto passando per le auto di carsharing) sta prendendo forma e piede ed esploderà di colpo lasciando i soliti scettici con un palmo di naso.
    A chi è solito vedere ovunque complotti e negatività, la tecnologia risponde con l’efficienza, la ricerca e lo sviluppo, guardando molto più dall’alto e meno ad un palmo dal proprio naso.
    Oggi la tecnologia c’è!
    Energie Alternative? nessun dubbio.

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  4. luciano-di-camillo 5 anni fa

    L’energia eolica presenta, come tutte le cose, dei pro e dei contro.
    Per quanto attiene al conseguente impatto visivo, ad es., si potrebbero costruire delle pale trasparenti o verdi o similmente, anzichè di color bianco.
    Ovviamente, una provocazione al fine di far trovare più consone soluzioni agli aventi causa come quelle delle nuove turbine senza pale.

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