Quando il saggio indica la blockchain, lo stolto guarda il valore dei bitcoin

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19 Febbraio 2018

Ammettiamolo. Tutti, fino a circa metà dicembre, abbiamo sognato di diventare finalmente ricchi, di comprare una casa più grande, una macchina nuova o anche solo di toglierci qualche capriccio grazie ai bitcoin. Siamo stati tentati dai guadagni facili grazie a sistemi assolutamente sicuri promossi da campagne di advertising consigliate da sedicenti guru sulle piattaforme più note, come Facebook e Google.  Eravamo VERAMENTE EUFORICI quando ci siamo fiondati a comprare Bitcoin, Litecoin, Dogecoin, Siacoin, Bytecoin, Monacoin, Biancaneve e i sette nani-coin, Ethereum, Ripple, Dash, Cip & Ciop, Monero, Shrek, Fiona, Ciuchino, il principe Azzurro, tutti i Puffi e anche Wally. Qualcuno ha visto Wally?

Il 16 dicembre un bitcoin valeva l’esorbitante cifra di 16000 euro, quando ad inizio 2017 ne valeva meno di 1000. Sonnecchianti, pronti a goderci quel caldo tepore familiare natalizio, attendevamo corroborati dalla speranza che se solo il prezzo dei bitcoin fosse cresciuto di appena otto volte in due settimane avremmo potuto smettere di lavorare per sempre, proprio mentre in tv davano una poltrona per due e, per un attimo, ci siamo sentiti come il protagonista Eddie Murphy.

Poi il crollo.

Il 17 dicembre siamo stati catapultati di nuovo nella realtà: il prezzo dei bitcoin cade, perdendo in cinque giorni, il 44%. Quasi la metà. Le altre monete perdono fino al 70% del loro valore. Un brivido freddo ci corre lungo la schiena. Parole come bolla, speculazione, tulipani, truffa, schema Ponzi ci echeggiano nelle orecchie. Speriamo in una rapida ripresa del mercato, ma a distanza di due settimane il secondo crollo. Il 6 febbraio il prezzo del bitcoin arriva a perdere più del 70% del suo valore. Facebook proibisce tutte le campagne di advertising riguardanti le cryptovalute. Silenzio.

Cosa è successo? È scoppiata la bolla? Tutta la storia delle valute digitali si è rivelato per la truffa che è?

NO!

La verità è che, offuscati dal desiderio di facili guadagni, ci siamo concentrati sul prezzo delle monete digitali dimenticandoci che la vera innovazione è la blockchain, ossia il registro pubblico che tiene traccia di tutte le transazioni monetarie, spina dorsale di tutto il sistema. Grazie ad essa, è possibile costruire dei sistemi digitali molto sofisticati, sicuri e trasparenti che offrono servizi innovativi. Ad esempio, il bitcoin è un sistema di pagamento decentralizzato che permette lo scambio istantaneo di valuta in maniera sicura ed efficace. Ethereum fornisce una piattaforma per la stesura di contratti digitali, chiamati ‘smart contract’, ossia programmi speciali che vengono eseguiti solo al verificarsi delle condizioni scritte nel contratto. La lista è lunga.

Adesso, finalmente, il mercato delle valute digitali si sta riprendendo. E’ importante non ricadere nello stesso errore ma capire che una moneta digitale non è il suo prezzo ma è il servizio che offre. Esistono tanti sistemi diversi, rappresentati da altrettante monete digitali diverse che risolvono problemi differenti. Alcune monete sono utili, altre sono delle truffe in pieno stile e spariranno in pochi mesi. Ma alla fine di tutto questo far west digitale, quando la blockchain o una sua evoluzione sarà parte integrante delle nostre vite, possiamo essere sicuri di una cosa: un bitcoin varrà un bitcoin. O chi per lui.

Andrea Bellacicca

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TAG: #cryptomonday, bitcoin, blockchain, criptovalute, denaro, ethereum, IDeal, moneta digitale
CAT: Innovazione

Un commento

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  1. marco-bellarmi 3 anni fa

    Il bitcoin NON E’ un sistema di pagamento perchè chiunque ti ride in faccia se provi a pagarci una mela.
    Quando lo stolto insiste nel descrivere cose che non conosce il (poco) saggio lo spernacchia con mucho gusto.
    Puoi giocarti un bimbominkiacoin che al prossimo articolo ti perculo di nuovo.

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