L’impatto di YouTube sull’economia italiana valutato da Deloitte

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1 marzo 2016

Viviamo in un’epoca di YouTuber. Conosciamo a memoria gli sketch dei The Pills e dei The Jackall, e siamo abituati a vedere di tanto in tanto le star del web partecipare ai programmi televisivi o recitare nelle commedie natalizie. Gli appassionati di videogiochi seguono i broadcast dove vengono recensiti e raccontati i titoli del momento, spesso preferendolo al gaming vero e proprio. Tutti, almeno una volta, abbiamo guardato un tutorial per imparare a fare una torta, per costruire qualcosa o per eseguire correttamente gli esercizi di yoga.

In fondo, la facilità d’uso della piattaforma rende possibile creare e caricare i contenuti ad un costo bassissimo, ricevendo in cambio pubblicità gratuita e, in alcuni casi, anche veri e propri introiti.

Un recente report di Deloitte sull’impatto dei servizi offerti da Google sull’economia italiana ha mostrato come gli artisti e i creatori di contenuti abbiano generato, tramite YouTube, un effetto economico fra i 30 e i 40 milioni di euro all’anno. Tale attività avrebbe inoltre supportato la creazione tra i 500 e i 600 posti di lavoro. Non male per una piattaforma che fino a poco tempo fa veniva considerata soltanto d’intrattenimento e non un vera e propria fonte di lavoro.

Oggi, infatti, gli utenti utilizzano YouTube per scopi spesso molto diversi fra loro, andando però a contribuire ad un’unica libreria multimediale fruibile in tutto il mondo.

Gli artisti emergenti, come i creatori di sketch comici, i cantautori o chi realizza tutorial, ricevono da YouTube benefici soprattutto in termini di pubblicità e visibilità. Sebbene abbiano anche loro la possibilità di monetizzare inserendo annunci all’interno dei video, in realtà il vantaggio più grande è la pubblicità gratuita che si riceve quando i contenuti diventano virali.

La possibilità per gli utenti di commentare, apprezzare e condividere i video anche su altre piattaforme permette agli artisti amatoriali di arrivare ad un pubblico difficilmente raggiungibile in altri modi.

Per molti di questi contributor YouTube rappresenta quindi un importante trampolino di lancio per la loro carriera e una vetrina dove poter farsi notare anche dai produttori televisivi e cinematografici. Proprio come il gruppo comico dei The Pills, che di recente ha esordito sul grande schermo, o come il comico Frank Matano, che partendo proprio da YouTube è riuscito a ritagliarsi uno spazio anche in TV.

Ci sono poi quelle aziende e compagnie che per la loro strategia comunicativa hanno deciso di puntare sulla diffusione di video pubblicitari. Questo permette loro di stabilire velocemente la propria presenza online, personalizzando gli annunci in modo da riflettere facilmente il look e l’atmosfera del marchio offline. I clienti entrano così in contatto con il brand dell’azienda anche sul web e sulle piattaforme che utilizzano tutti i giorni, il tutto abbattendo i costi dell’advertising tradizionali. Inoltre, le connessioni con i siti web dei prodotti sono più semplici e dirette, favorendo il reindirizzamento verso e-commerce dedicati.

Infine, ci sono quegli artisti famosi e già affermati che decidono di utilizzare YouTube per raggiungere un pubblico internazionale e commercializzare i propri prodotti. È il caso di quei musicisti rappresentati dalle grandi etichette discografiche come Fedez o Il Volo, ma anche di quei film e quei contenuti cinematografici distribuiti tramite YouTube. In questo caso sia la pubblicità che la monetizzazione sono il fine ultimo della presenza del prodotto sulla piattaforma.

E il copyright? Deloitte dedica una parte del report alla descrizione di Content ID, la tecnologia di YouTube che aiuta a prevenire violazioni del copyright riconoscendo i contenuti protetti nonappena vengono ricaricati da altri utenti. La possibilità degli artisti di rifiutare o accettare (con o senza compenso) il riutilizzo dei propri contenuti permette infatti loro di allargare la propria fanbase, moltiplicando a costo zero le visualizzazioni dei prodotti creati. Anche in questo caso, la discrezionalità e i costi quasi nulli costituiscono i vantaggi principali della piattaforma.

TAG: aziende, cinema, copyright, Deloitte, google, Jackall, Musica, The Pills, youtube
CAT: Internet, Media

3 Commenti

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  1. nilza123 3 anni fa
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  2. marthawilson710 2 anni fa
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  3. himanshu0709 6 mesi fa
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