Il cane

:
22 febbraio 2019

È teso e in fibrillazione.
Guarda con insistenza verso l’interno del supermercato, ansioso di vederne uscire il padrone.
Che esce poco dopo.
“Sei tu?”, gli chiedo.
Mi fissa sorpreso.
“Giovanna?”
Annuisco.
“Quanto tempo…”, dice.
“Trent’anni”, rispondo.
“Mi piacerebbe dire che sembra ieri…”
“Non sembra ieri, è stato una vita fa, e sembra proprio così: una vita fa…”
“Ti sembro così mal ridotto?”, mi chiede.
“Tutt’altro”, rispondo, “hai guadagnato in eleganza e distinzione”.
“Però ti piacevo di più quando mi definivi un trucidone…“.
“Veramente ti ho chiamato così? Sai che non me ne ricordo?”
“Tu invece sei uguale a come eri allora…”
“Intendi: ottusa e oltranzista?
Ride. “Ancora non mi hai perdonato per quello scatto di nervi di tanti anni fa?”
“Perdonato, ti ho perdonato. Ma come posso dimenticare il fatto di essere stata definita così?”

Si china ad accarezzare il cane, che gli si arrampica su una coscia, leccandogli freneticamente le mani.
“Hai un cane abbandonico”, dico sorridendo.
“È abbandonico perché è stato abbandonato…”
“Forse intuisce di essere tra le mani di un esperto di abbandoni” completo la frase.
Mi guarda, scuotendo la testa.
“Che ci fai da queste parti?”, dice poi, “frequento questo supermercato da anni, ma non ti ci ho vista mai”
“Non hai perso la più grande delle tue capacità…”, rispondo.
Aggrotta la fronte e mi chiede : “Cioè?”
“Quella di cambiare discorso quando ti fa comodo”, gli rispondo, infilando la porta del supermercato.

 

 

TAG: cane, supermercato
CAT: Letteratura

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