La sigaretta dopo il caffè

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17 ottobre 2019

 A volte mi domando cosa mi unisce a Giorgio.
La nostra relazione, pur essendo basata sulla menzogna e l’adulterio, peraltro vissuti da entrambi con leggerezza e noncuranza, è sempre stata quasi del tutto priva di ogni velleità trasgressiva, fino a risultare quasi più amicale che  amorosa.
Mai una sterzata improvvisa, un colpo d’ala. Mai abbiamo usato espressioni  come “amore”, o “per sempre”. Mai ci siamo sentiti mancare la terra sotto i piedi quando, per un qualsiasi motivo, siamo stati costretti a non vederci per settimane o mesi.
Se la nostra  relazione fosse un quadro, i colori che le si adatterebero meglio sarebbero forse tutte le tonalità del grigio.
Eppure non so fare a meno di questa storia.
E’ come un’abitudine della quale non riesco a fare a meno.
“Per te sono come la sigaretta dopo il caffè”, mi ha detto una volta “sai che potrebbe farti male, ma non riesci a rinunciarci…”.

“Bisogna pur che il corpo esulti”, gli ho risposto io, citando il verso di una canzone famosa.

Risposta difensiva, ma anche elusiva: fumare dopo il caffè, in fondo, continua a darmi lo stesso piacere di sempre, mentre i nostri incontri si stanno facendo sempre più rituali, privi di impennate.

Forse, di quella canzone avrei dovuto citare altri due versi, quelli che fanno: “dimmi, c’é peggior insidia che amarsi con monotonia? “.

Parlare, abbiamo sempre parlato, peró.
Siamo entrambi buoni ascoltatori, abbiamo le stesse convinzioni politiche, le stesse predilezioni letterarie, ridiamo delle stesse battute e ci piacciono gli stessi film.
La nostra storia, in fondo, è partita come un’avventura tra compagni di strada, come uno strappo alla regola, come qualcosa che doveva esaurirsi nel giro di poche settimane, come un capriccio.
Due vicini di casa che si lanciano occhiate furtive nell’ascensore e che, all’improvviso, passano a scambiarsi battutine e sguardi allusivi, per poi cedere alla tentazione al presentarsi della prima opportunità favorevole.
Come abbia fatto questo capriccio a diventare una relazione di lunga durata, ancora non riesco a capirlo.
Fatto sta che anche questo sabato mattina, appena mio marito è uscito per andare a giocare a golf, sono scesa al piano di sotto.
Pronta al solito rituale.
Si parte con un caffè, due chiacchiere banali sul tempo o sull’ultimo libro letto o film visto, poi uno dei due, più spesso io, prende l’iniziativa e, per così dire, cominciano le danze.
Stamattina, però, tutto era diverso.
C’era nei suoi occhi una insolita attenzione, come se mi vedesse per la prima volta.
Mi ha fissato a lungo tenendomi le mani tra le sue, poi ha detto una cosa che mi sarei aspettata da chiunque altro, ma non da lui: “Lo sai che più passa il tempo più diventi bella?”
Non sono riuscita a trattenermi, lo confesso, gli ho riso in faccia.
“Stai bene?” gli ho chiesto.
Ha scosso la testa leggermente, come fa quando pensa che io non capisca o non apprezzi quello che dice, poi mi ha abbracciata.
Dopo di che lo abbiamo fatto. In silenzio come sempre.

Mentre mi rivestivo, ho notato una valigia in un angolo.
“Sei in partenza?”, ho chiesto quasi distrattamente.
“Sì”, mi ha risposto lui con una strana concentrazione ed intensità nel tono di voce.
“E dove vai di bello?”, ho  chiesto a quel punto.
Così è venuta fuori tutta la storia.
La sua azienda lo traferisce lontano di qui, pare che la storia alla quale non ci riusciva di rinunciare debba finire all’improvviso  per effetto di un ordine di servizio deciso da altri.
Sono rimasta a bocca aperta. 
Poi l’ho abbracciato con forza.
Non sapevo cosa dire.
E lui nemmeno, probabilmente.
Mi mancherà, questo è certo.
Sono tornata nel mio appartamento, al piano di sopra, ed ho iniziato a cucinare.
Una ricetta complicata, giusto per tenere la testa impegnata e non pensare a quello che era appena successo.
Verso le due si è materializzato mio marito.
Ha apprezzato molto quello che avevo preparato, mi ha fatto un sacco di complimenti, poi alla fine mi ha chiesto “Che succede? Hai un’aria strana…”
“Ho dormito poco stanotte”, gli ho risposto.

TAG: avventura
CAT: Letteratura

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