Quella del primo banco

:
29 marzo 2019

I due stanno seduti di fronte a me in treno.
Sistemati i bagagli, cominciano a conversare tra loro.
“Come vanno le cose?”, chiede l’uomo con il cappello da baseball.
“Benissimo!”, risponde la donna con la sciarpa arancione.
“Devo dedurre da questa tua risposta che non stai più con quel bastardo?”
La donna con la sciarpa arancione ride a gola spiegata, buttando leggermente la testa all’indietro: “Sapevo che lo avresti detto…”
“Quindi adesso sei sul mercato…”, dice l’uomo.
“Cosa intendi ?”, risponde lei con un’espressione leggermente stranita.
“Si, insomma, intendo dire: libera da legami”
“Ci provi sempre, eh?”
“Scherzi? Semplicemente tastavo il terreno…”
“Ma ri rendi conto del linguaggio che usi : stare sul mercato, tastare il terreno…quando frequentavamo il liceo eri un po’ più elegante…”
“Tu invece non cambi mai. Non mi prendevi in considerazione allora e non lo fai neanche adesso!”
“Qui ti sbagli. Sei peggiorato da allora, ma quasi tutti quelli che stanno sul mercato, per usare la tua espressione, sono peggio di te!”
“Che bella notizia!”
“Il fatto è che, per rispondere alla tua domanda, non sono libera…”
“Morto un papa, ne è arrivato un altro?”
“Incorregibile, passi dalle metafore aziendali a quelle ecclesiastiche”
L’uomo con il berretto da baseballe emette un sospiro: “E com’è il fortunato?”
Lei risponde sicurezza: “E’ senz’altro l’uomo della mia vita”:
L’uomo ride: “Posso ricordarti che dicevi così anche dell’uomo che hai denunciato per maltrattamenti?”

TAG: primo banco
CAT: Letteratura

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