Quota 100

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24 ottobre 2019

Piove da ore, le strade sono semiallagate e la breve passeggiata mattutina si sta trasformando in una gara di slalom e di salto in lungo tra le pozzanghere.
Entro in un bar per cercarvi il (magro) conforto di un caffè caldo.
Accanto a me c’è un uomo sulla sessantina che si è appena fatto versare un bicchiere di vino.
Gioca a fare l’intenditore: alza il calice in controluce, beve un primo sorso, passandoselo da una parte all’altra della bocca, emette infine un mugolio di evidente  soddisfazione.
Inizia quindi a bere a piccoli sorsi, infilandosi in bocca ogni tanto qualche nocciolina.

Gli si avvicina a quel punto un signore che lo saluta e, subito, gli sussurra qualcosa all’orecchio.
“Certo, con gran piacere!”, gli risponde ad alta voce l’intenditore, quindi, rivolto al barista, aggiunge: “Fai un cappuccino per Amilcare!”.

Mentre Amilcare sorseggia il suo cappuccino, l’intenditore gli sussurra: “Non devi neanche chiederlo! Tu ordini quello che ti pare, io pago!”
Amilcare finisce di bere il cappuccino, poi si allontana sotto la pioggia.
“Fossero tutti come te!”, esclama a quel punto il barista.
“Sono tutti come me!”, replica, convinto, l’intenditore, ” O almeno lo spero… E comunque sono convinto che, a parti invertite, Amilcare si comporterebbe anche lui come me!”.
Poi, intercettando un mio sguardo che si sente autorizzato a considerare interrogativo, aggiunge: “Poveretto, ha perso il lavoro, e anche quota cento è lontana!”.

 

 

 

TAG: Quota cento
CAT: Letteratura

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