Rosso acceso

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5 Agosto 2020

“In ognuno di noi c’è un impulso dominante per quanto riguarda la soluzione dei problemi ” disse il docente di comportamenti organizzativi.
“C’è chi tende a chiudere in fretta.”, continuò, “Vuole togliersi di torno il problema per averlo alle spalle, vuole sgomberare il cervello e la scrivania. Magari per passare al problema successivo. C’è chi invece il problema se lo coccola, ci riflette a lungo, se lo palleggia giocando di piede e di testa.
I primi vedono la soluzione come la morte, liberatoria, del problema, i secondi come la morte del giocattolo“.

Mambretti alzò la mano: “In fondo viviamo in un’azienda, risolvere i problemi è il nostro mestiere, lasciarli marcire è rischioso!”
“Anche non studiare abbastanza a fondo un problema per l’ansia di risolverlo in fretta può essere rischioso!”, aggiunse subito dopo un collega (quello che tutti chiamavano Va-lentino, per la estenuante meticolosità delle sue analisi e la proverbiale lentezza delle sue risposte).

“Possiamo identificare queste due tendenze con un colore”, riprese il docente, “il rosso per quelli che sono orientati a risolvere in fretta, il verde per gli altri.”

“Ecco, tu sei un rosso acceso” sussurrò Valentino a Mambretti seduto al mio fianco.
“E tu un verde marcio, sibilò Mambretti.

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CAT: Letteratura

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