Uno di voi mi tradirà – Racconto del Giovedì Santo

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1 Aprile 2021

“Uno di voi mi tradirà”.

La testa del traditore ci mise poco per avvicinarsi al suo petto, dopo avere intinto nello stesso piatto.

“Uno di voi …”.

“Sono forse io?”.

“Oppure sono io?”.

“Chi mai Signore?”.

“Colui che ha messo con me la mano nel piatto è colui che mi tradirà”.

La testa del traditore si era fatta morbida, docile, inutile, appoggiandosi alla spalla di colui che avrebbe tradito. Trenta monete d’argento sembravano essere una buona consolazione per tutto quel lavoro che ci sarebbe stato da fare.

“Uno di voi!”.

La notte si era fatta scura fuori dal cenacolo, il vino sembrava non bastare, e le mani continuavano a prendere dal piatto posato al centro, passandosi tra loro ciò che restava ancora da addentare. I capi dei sacerdoti ne approfittarono anche loro per riunirsi a festeggiare la consegna infame del dio fatto carne.

Poi la testa aveva levato e lentamente si era allontanato da quella scena, per immergersi in un altro fotogramma, grave quanto il primo e torbido quanto una notte senza luna. Era andato a dire chi era colui che avrebbero dovuto prendere, lo avrebbe indicato con un bacio, e il segno gli sarebbe restato, trasformando quel gesto di baciare in qualcosa che nessuno avrebbe più potuto reinventare. Fuori la luna era assente, il cielo terso, lei assente.

“Quello che bacerò è lui, arrestatelo!”.

“Salve Rabbì”, aveva detto con voce spezzata e suadente.

Il soldato che stava estraendo la spada dal fodero ebbe solo il tempo di constatare che sulla lama della sua arma non si rifletteva niente. La luna dove era andata a finire, in una sera primaverile così, in una notte d’incanto come quella? Nessuno avrebbe potuto oscurarla, e la luna non c’era. Guardò bene in cielo, niente, niente di niente. Non era a destra, né a sinistra, non stava di fronte, né dietro. Semplicemente era stata cancellata.

E la voce del tradito commentò: “Amico, per questo sei venuto”.

Al soldato sembrava di impazzire, non c’era, ma doveva esserci.

La testa cominciò a girargli talmente forte che dovette tenersela con le mani, la spada cadde a terra, nessun riflesso su di lei.

“Amico per questo sei venuto”.

Il soldato aveva già sognato varie volte quella scena, la testa che girava, la luna che non c’era, le mani sulle tempie, la spada che cadeva. Si sentì solo, abbandonato, le forze sembravano venirgli meno. Vide lì vicino un pozzo, una struttura a cui avrebbe potuto reggersi, si avvicinò barcollando. Le mani ci mise sopra, sentì il muschio dei mattoni tra le dita, abbassò la testa come chi ammette di avere tradito. In fondo al pozzo, nel baluginare di quella poca acqua che c’era, vide una chiazza bianca, un cerchio chiaro.

“Amico per questo sei venuto”.

Una lacrima scese dal suo occhio nel pozzo, fino a quella luna laggiù in fondo. L’immagine della luna si sformò, prendendo a curvarsi secondo la fisica elementare di un’acqua più piccola che cade dentro un’acqua più grande. Il soldato restò a guardare finché tutto non fu ricomposto, poi sollevò la testa, cercò nuovamente la luna nel cielo e vide che lei era là. Sentì voci di gente, capì che lo stavano portando via, gli sembrò di avere un cuore più leggero.

“Uno di voi”, pensò.

Non io, non io.

TAG: giovedì santo, ORTO DEGLI ULIVI, PASSIONE, Ultima cena
CAT: Letteratura

3 Commenti

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  1. andrea-lenzi 4 mesi fa

    Se un dio creatore esiste, allora ha creato lui ogni virus, batterio, e pure la necessità di mangiare ogni giorno per non morire, quindi la crudele quotidiana lotta per la sopravvivenza.

    Sbugiardata la bontà o l’esistenza di un dio creatore, occorre adesso notare che nella bibbia, UNICA fonte delle credenze cattoliche e cristiane, dio ammazza con le proprie mani, incita a farlo, terrorizza e ricatta psicologicamente, accetta l’incesto, invita alla guerra e chiama le donne inferiori ed i gay abominevoli.

    Chiarito questo, OGNI pubblicità alla superstizione cattolica la rende credibile agli occhi dei bambini e dei più ingenui, che poi votano leggi cattodementi ed incivili e donano soldi alla chiesa, che li usa poco per fare beneficenza e molto per influenzare il Parlamento ed ottenere privilegi.

    Ancora oggi 2 cittadini non si possono sposare se sono dello stesso sesso, non si può morire con dignità e senza soffrire con l’eutanasia, finanziamo la scuola privata (con i soldi che dovrebbero andare alla pubblica) per favorire il Vaticano che gestisce il 99% delle scuole private italiane; permettiamo la presenza di “insegnanti” di religione nella scuola pubblica, che oltre ad essere pura propaganda religiosa, addirittura vengono pagati 1,2 MILIARDI all’anno di soli stipendi (seguiranno le pensioni) dal nostro stato laico (ancora una volta si impoverisce la scuola pubblica)… e la lista è lunga.

    Per essere “buoni” non serve alcuna superstizione religiosa, mentre la storia mostra chiaramente e senza alcun dubbio che ogni religione, ma in particolare il cristianesimo, è il terreno perfetto per l’intolleranza, verso donne, gay, chi crede ad altre superstizioni, chi non crede, chi chiede eutanasia.

    Quindi, basta con le banalità bibliche, per favore, e con ogni ostentazione pubblica, visto che la religione può essere fatta in privato e senza statue e campane imposte a tutti ogni pochi metri

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  2. andrea-lenzi 4 mesi fa

    https://telegra.ph/Pasqua-03-28

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  3. andrea-lenzi 4 mesi fa

    Pasqua? No grazie :-) meglio BUONA RINASCITA PRIMAVERILE

    La decisione di ignorare la festività pasquale è ben ragionata e validissima.

    Innanzitutto occorre ricordare che dal 1215 (Concilio Lateranense IV) fino alla rivoluzione francese, i cristiani hanno impedito per legge agli ebrei di uscire da casa durante la loro settimana “santa”, continuando la discriminazione da loro inventata e praticata attivamente dal 380 dc al 1985 circa, quando il papa dell’epoca chiese “scusa”.

    Se a questo si aggiunge che nella bibbia, unica e sola fonte della credenza cristiana, la donna è chiamata inferiore ed i gay abominevoli, sarebbe proprio il caso di eliminare tutte le festività cattoliche assurde che esistono nel calendario del nostro stato laico, anche perché la festa della donna, ad esempio NON è ancora una festività nazionale, e non mancano i martiri veri da festeggiare, come i giudici Borsellino e Falcone, le vittime di mafia et cetera.

    Quindi, buona RINASCITA PRIMAVERILE a tutti, che è la vera festività di questo periodo, come al solito poi rimarchiata dai cristiani per sfruttarne il successo, come hanno fatto con il Natale (che in origine era il Natalis Solis Invicti, durante il quale tutto il mondo contadino dell’emisfero boreale festeggiava l’aumento delle ore di luce e ci si scambiava doni) e l’Assunzione (in origine Feriae Augusti, dalle quali deriva il termine “ferragosto”).

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